“La congiura dei Baroni e… altre storie” è l’evento itinerante che ha aperto ai visitatori le porte di un Cilento meno conosciuto ma più autentico e legato alle antiche tradizioni manufatturiere, enogastronomiche e religiose.
L’iniziativa,finanziata dalla Regione Campania con fondi FSC 2021/2027,vede il Comune di Lustra capofila di un partenariato composto da sei municipalità: Sessa Cilento, Rutino, Stella Cilento, Caselle in Pittari e Camerota.

Il programma, inaugurato con lo spettacolo “Concerto all’Alba” del 12 agosto sul Monte della Stella, è proseguito sino a metà dicembre coinvolgendo anche la stampa turistica e comunicatori con una serie di educational e press tour.
Dal 21 al 23 novembre questi borghi hanno ospitato il tour “Cilento d’Inverno”, volto a promuovere il territorio oltre le già conosciute destinazioni estive e valorizzare il Cilento per una vacanza invernale, scoprendo luoghi ancora poco battuti.
Il Comune di Lustra punta sul Castello di Rocca Cilento, che in poco più di 3 anni è tornato ad essere una delle migliori attrazioni del territorio grazie a una sapiente valorizzazione. L’atmosfera invernale ha donato ancora più fascino alla location, già imponente e suggestiva, che con l’elegante allestimento natalizio sembra davvero un castello delle favole. A far gli onori di casa lo chef Matteo Sangiovanni che cura l’aspetto enogastronomico e apre le porte del Cilento attraverso ricette antiche e iconiche come i “Ciccimaretati” e le “Candele al ragù cilentano”.

E se sul fronte cibo l’esperienza cilentana è senza dubbio fra le più golose, anche il fronte del vino si fa altrettanto apprezzare grazie alla presenza di cantine che sanno esaltare il terroir cilentano collinare. Fra queste, una menzione va alle Cantine Barone di Rutino, dove una visita in cantina con degustazione finale spiega l’importanza di puntare su vitigni autoctoni come l’Aglianico e il Santa Sofia.
Rutino è anche uno dei Comuni cilentani votati al culto di San Michele Arcangelo, a cui è dedicata una chiesa costruita nel XV secolo che custodisce preziose opere d’arte sacra, tra cui statue seicentesche e una tela raffigurante Santa Lucia. Il culto ha dato vita anche a un’antica rappresentazione recitata, Il Volo dell’Angelo, che si svolge la seconda domenica di maggio.

Non solo buon cibo e vino ma anche riscoperta di antichi mestieri e riti religiosi: nel borgo di Stella Cilento rimane uno degli ultimi cestai del Cilento, Antonio Di Benedetto, che nel suo piccolo laboratorio lavora i vimini facendoli diventare ceste ma anche grate per l’antica tradizione dei fichi secchi (ma utili anche per far seccare la pasta fresca) e addirittura lampade. L’antico borgo coltiva anche un antichissimo culto per la Madonna della Stella, da cui prende il nome, la cui chiesetta posta sul cocuzzolo del Monte Stella è uno dei luoghi iconici del Cilento con la sua vista mozzafiato fra mare e montagne. Stella Cilento ha una forte vocazione all’olivocoltura che ha dato impulso a giovani realtà imprenditoriali, di cui il frantoio bio Radano è una delle migliori espressioni.
Sessa Cilento è il luogo ideale per compiere una lunga passeggiata nel centro storico caratterizzato da strette stradine, passaggi coperti e portali in pietra locale; la presenza di piccole corti testimonia l’organizzazione sociale delle attività domestiche e lavorative comuni all’aperto.
Merita una visita visita Palazzo Coppola: l’edificio, che sorge sui resti di una torre feudale tardomedievale, occupa una superficie di circa 700 mq e ospita nei suoi spazi la sede dell’Ecomuseo del “Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni”. Interessante è anche l’oasi naturalistica che si trova nell’antica valle dei mulini ad acqua che un tempo era vitale per l’economia locale e che oggi ospita percorsi escursionistici che costeggiano il torrente Sorrentino.
Caselle in Pittari è incastonato in una Natura che la fa ancora da padrone fra sorgenti, grotte e cascate. Il fiume Bussento è come una matita che disegna il territorio, creando gole profonde e le famose cascate “Capelli di Venere”: una tappa interessante per gli amanti della natura e delle escursioni che possono scegliere tanti percorsi, tra cui il Cammino di San Michele che conduce all’omonimo Eremo.
Il Comune è anche custode di un’identità contadina viva, che si esprime nel Palio del Grano, una festa comunitaria che ogni estate celebra la mietitura come gesto rituale, collettivo, agricolo e simbolico. Non da ultimo, a Caselle c’ è anche una delle trattorie storiche del Cilento, “Zia Filomena”, dove godere di piatti tipici nobilitati da buone materie prime e padronanza dello chef.
Il Comune diffuso di Camerota è ampiamente conosciuto dai turisti vacanzieri con il suo capoluogo montanaro, improntato su un’economia agricola, e la bellissima frazione della “Marina” che negli anni è diventata una delle destinazioni di mare più quotate a livello nazionale. La Baia degli Infreschi e la Grotta della Cala, abitata sin dalla preistoria, sono tappe imprescindibili che rendono indimenticabile l’esperienza su queste spiagge premiate per la loro bellezza e purezza. Prima, è consigliabile una visita al Museo degli Infreschi, che invita a scoprire la flora e la fauna dell’Area Marina Protetta anche grazie al supporto digitale.
Per il pernottamento una struttura consigliata è l’Agriturismo “I Fornari”, un boutique hotel con camere o appartamenti e una piccola spa totalmente immerso fra gli ulivi: un’oasi di tranquillità, dove un’accoglienza calorosa si unisce a un’atmosfera rilassante.
di Manuela Di Luccio