Gli studi scientifici di AtLiTeG, il primo Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica italiana dal Medioevo all’Unità d’Italia, creano un ponte culturale con Doha, capitale del Qatar.
È stato infatti sottoscritto il mese scorso un accordo con il Museo di Arte Islamica – MIA, un accordo di collaborazione in base al quale saranno messi a disposizione della comunità scientifica i numerosissimi volumi gastronomici un tempo conservati in Svizzera alla B.IN.G. – Biblioteca Internazionale di Gastronomia, e ora custoditi a Doha.
L’accordo offre la possibilità di esaminare queste fonti preziose, permettendo così di sviluppare forme di collaborazione internazionale per lo studio della lingua della cultura gastronomica italiana ed europea, con particolare attenzione all’edizione e all’analisi di testi di cucina in prospettiva filologica, storico-linguistica e lessicografica.
La sottoscrizione arriva al termine del percorso di studi che ha portato ai risultati del portale AtLiTeG durante il quale si è compiuta una ricerca approfondita delle fonti testuali e lessicografiche, così da avere un quadro completo delle testimonianze gastronomiche italiane più antiche e preziose.
“Il progetto Atliteg rappresenta un’iniziativa di alto profilo per la valorizzazione dell’identità culturale italiana, attraverso lo studio filologico e linguistico dei testi gastronomici prodotti tra il Medioevo e l’Unità d’Italia. Unisce due pilastri della nostra tradizione: la lingua italiana, veicolo di cultura e dialogo, e la cucina nazionale, candidata a patrimonio immateriale Unesco, emblema di convivialità e coesione sociale. In questo quadro, l’accordo di collaborazione scientifica con il Museo di Arte Islamica rafforza la dimensione internazionale del progetto, promuove lo scambio culturale e apre nuove prospettive di ricerca condivisa tra istituzioni impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale”, ha detto il Consigliere per le politiche culturali per gli italiani nel mondo Raoul Romoli Venturi.
Innovativo ed unico nel suo genere, nato con l’obiettivo di approfondire gli studi filologici e linguistici sulla tradizione della cultura gastronomica italiana, il progetto AtLiTeG consolida oggi un prestigio di livello internazionale ed è la testimonianza della capacità del progetto di farsi promotore di un modello virtuoso di cooperazione tra ricerca scientifica e di condivisione di risorse e competenze per la realizzazione di iniziative comuni volte a valorizzare il nostro patrimonio.
“In questo percorso che ci porta fino a Doha ringraziamo la direttrice del MIA Shaika Nasser Al-Nassr, che con entusiasmo ha promosso l’accordo. Si tratta di una collaborazione importantissima, di eccezionale interesse per gli studiosi della storia della gastronomia europea e della storia della lingua del cibo in Italia nel suo più ampio arco cronologico, perché la collezione B.IN.G. copriva un intervallo temporale lunghissimo, dal Medioevo all’età moderna e contemporanea, annoverando più di 4.000 fra manoscritti e stampe”, ha altresì affermato la prof.ssa Giovanna Frosini, ideatrice del progetto AtLiTeG.
“Il Museo di Arte Islamica e la nostra biblioteca offrono risorse fondamentali per la ricerca a livello globale”, ha dichiarato Shaika Nasser Al-Nassr, Direttrice del MIA. “L’accordo che abbiamo stipulato garantisce che questi volumi unici non solo vengano preservati, ma contribuiscano anche a nuove ricerche, rafforzando la missione del MIA, che è quella di fungere da ponte tra culture e storie diverse. Inoltre, l’accordo scientifico consolida i nostri legami culturali con l’Italia, dimostrando come gastronomia, lingua e storia possano unire comunità di diversi continenti. Rendendo disponibili questi manoscritti e questi libri agli studiosi di tutto il mondo riaffermiamo il nostro ruolo di punto d’incontro globale per la conoscenza e il dialogo”
L’accordo di collaborazione scientifica, della durata di 5 anni, è stato sottoscritto proprio al fine di promuovere il confronto e il dialogo sui contenuti e sui metodi della ricerca mediante convegni, viaggi di studio, pubblicazioni e altre iniziative per divulgare questo patrimonio e permettere un approfondimento della storia linguistica, sociale, letteraria e culturale italiana.
Si completa così, con questa grande opportunità, il quadro testimoniale che permetterà di pubblicare, in trascrizione scientifica e linguisticamente commentata, tutti i più antichi ricettari culinari “dei dodici commensali”, cioè i più antichi ricettari di cucina in lingua italiana: l’edizione uscirà prossimamente nella collana “Iter Gastronomicum” dell’editore fiorentino Olschki a firma di Simone Pregnolato; insieme, l’eccezionale accordo ha già dato i suoi frutti anche per il recupero di fonti scritte attinenti alla tradizione medievale del Liber de coquina, studiata da Francesca Cupelloni nel volume ora edito da Olschki.