Da anni il Cilento, in provincia di Salerno, in Campania, è diventato una delle destinazioni più quotate del turismo interno e per scoprire quanti spunti interessanti offra questo territorio, Cilentomania, agenzia turistica che da anni promuove il turismo cilentano, ci ha fatto da guida in una due giorni dedicati al turismo slow a giornalisti e comunicatori sul territorio di Montecorice alla scoperta dell’unicità di questo Comune in occasione di “Montecorice. Custodi del mare”, iniziativa nata con lo scopo di valorizzare le risorse ittiche locali, sostenere il dialogo tra comunità di pescatori, istituzioni, tecnici e cittadini e promuovere il consumo consapevole del pescato locale e di specie poco valorizzate.
Il programma ha visto l’alternarsi di momenti popolari come lo show cooking di Mirko Balzano ad altri più formativi come il laboratorio gastronomico in collaborazione con Legambiente Campania dal titolo ‘”l mare nel piatto – scopriamo il pescato locale”. A conclusione dell’evento, sul porto di San Nicola, si è svolto il convegno di chiusura dal titolo “Finanza e Mare per uno sviluppo sostenibile” dov’è stato proiettato il documentario realizzato nelle settimane precedenti e che ha visto come protagonisti i pescatori di Montecorice che hanno raccontato la loro vita e un lavoro che oggi vive varie difficoltà e rischia addirittura di scomparire.
Mntecrice fra cielo e mare
Montecorice è uno dei luoghi più belli e autentici, un comune diffuso costituito da una serie di frazioni fra mare e collina, in cui regna la bellezza della natura; dai tratti collinari alle spiagge lo sguardo si posa sempre su scorci di rara bellezza dove l’uomo è riuscito a rispettare il paesaggio naturale.
Agnone è il distretto strettamente turistico: la cartolina è quella di un piccolo borgo marinaro tenuto benissimo: la strada principale caratterizzata da edifici antichi in pietravista, in estate è una zona pedonale affaccia sulla spiaggia e animata da tanti localini.
A una manciata di metri c’ è il piccolo porto di San Nicola, “casa” dei marinai locali di lungo corso, quelli che praticano la piccola pesca che oggi vive momenti di difficoltà. Così, ai classici gozzi si sono affiancate altre piccole imbarcazioni destinate ai tour per turisti: tra queste c’è la Storm Boat Experience del giovane Massimiliano Landi, figlio di uno dei marinai del posto, che ha deciso di recuperare una barca da diporto abbandonata e realizzare il suo progetto turistico. Non si tratta solo di fare impresa ma anche di scegliere di rimanere in un luogo che, negli anni, ha visto tanti giovani andare via, tanto che la popolazione è diminuita e oggi conta poco più di 2 mila residenti.
Il mare è elemento centrale di Montecorice: qui la Bandiera Blu è confermata da anni e alcune delle spiagge più belle del Cilento rientrano proprio su questo territorio. Baia Arena, oltre alla spiaggia libera costituisce un geo-sito marino protetto dove nidificano le tartarughe Caretta Caretta e dove fiorisce il giglio di mare; la caratteristica di questa spiaggia è la posizione a ridosso delle Ripe Rosse, splendido angolo di Natura incontaminata formato da un costone roccioso a strapiombo sul mare e ricoperto da una verdeggiante pineta di pini d’Aleppo che sembrano sfidare la forza di gravità. Le Ripe Rosse sono anche percorribili in uno dei tratti più belli e panoramici di tutto il Cilento. Confinante con Baia Arena c’è l’altra bellissima spiaggia, quella di Case del Conte, che prende il nome dai conti Matarazzo, antichi possidenti terrieri della zona; entrambe le spiagge sono circondate dalla Macchia Mediterranea che ne caratterizza il paesaggio.
Ortodonico si trova nella zona collinare ed è il borgo per eccellenza: case in pietra l’una confinante con l’altra, balconcini fioriti e qualche altro che segnala abbandono ma la buona volontà di mantenere vivo il borgo non è mai mancata. Alcuni cittadini, fra cui il prof. Cesare Maffia, nel 1975 hanno fondato il Museo della Civiltà Contadina con lo scopo di conservare la memoria storica e le radici socio–antropologiche e culturali di Ortodonico e del Cilento. Il Museo è organizzato in 5 sezioni: cicli produttivi, mondi intimo–familiari, costumi, tradizioni, folklore, religiosità.
Una buona terra dona buoni frutti
In un territorio così variegato come quello di Montecorice non mancano produzioni di eccellenza, alcune delle quali hanno fatto la storia di questo territorio.
L’opificio “M. Greco” da oltre 50 anni diffonde l’ arte dei fichi secchi, tipica del Cilento. Si tratta di un’attività in uso fin dall’antichità nelle campagne cilentane, dove fiorisce il pregiato Fico Bianco Dottato che, oltre ad essere buonissimo fresco, viene essiccato al sole per poi essere farcito con mandorle, zest di limone o semi di finocchietto: era l’alimento nutriente che i contadini consumavano pe affrontare le dure giornate di lavoro invernali ma con il tempo è diventato una specialità dolciaria, soprattutto da quando, nei tempi moderni, è stato ricoperto di cioccolato.
Liquorificio Antico Cilento. Anche questa attività, con i suoi 30 anni di storia, ha segnato lo sviluppo delle produzioni alimentari cilentane. La famiglia Margarucci produce liquori e grappe esaltando alcuni prodotti tipici come il già citato Fico Bianco e la Mela Annurca. Molto apprezzabili anche i fichi secchi sotto spirito e i piccoli babà immersi nel Limoncello.
Azienda agricola “Le Grazie”. Questa è la storia di migrazione al contrario di Bernardino Cera, che nel 2013 ha deciso di lasciare Novara, dove è nato e cresciuto, per tornare a Montecorice, paese originario dei genitori e sviluppare un progetto agricolo. “Le Grazie” in 10 anni si è posizionata fra le migliori produzioni vinicole del Cilento, in particolare con il Fiano “Vincenzì”, ma il lavoro si sta concentrando anche sul recupero di un antico vitigno rosso , il “Donna Angiulina” che vedrà la luce fra un paio di anni. Il progetto comprende anche un agri-residence inaugurato di recente: 4 appartamenti, piscina panoramica e possibilità di piccoli eventi privati con catering esterno.
E come concludere l’esperienza se non con una bella cena? Senza timore di smentite possiamo affermare che il miglior ristorante di Montecorice è “Paisà”; qui lo chef Pasquale Tarallo propone una cucina che omaggia lo stile della Dieta Mediterranea fra pesce e vegetali, reinterpretando piatti tradizionali ma con un’accurata scelta di materie prime e produttori locali.
di Manuela di Luccio