
Pellegrino Artusi
La Scienza in Cucina e l’Arte di Mangiar bene di Pellegrino Artusi, manuale della storia gastronomica italiana, viene esposto nella mostra “Acva”, in Vatricano.
La collaborazione istituzionale ha permesso il prestito di un manuale originale del 1911 del testo, che appartenente alla collezione privata Vittorio Maltoni, affiancato da una selezione di lettere storiche del Fondo Pellegrino Artusi dell’Archivio del Comune di Forlimpopoli custodito presso la Biblioteca di Casa Artusi. I documenti si inseriscono all’interno del percorso espositivo per arricchire la narrazione costruita dalla Biblioteca Vaticana sul legame indissolubile tra acqua, memoria, conoscenza e cultura del cibo.
La mostra Acva
“Aqva” costituisce il capitolo inaugurale di “Catastrofe e Meraviglia”, il nuovo ciclo espositivo quinquennale della Biblioteca Apostolica Vaticana ideato per indagare la duplice natura dell’acqua, intesa sia come fonte generatrice di vita sia come forza distruttrice ed al suo interno, una parte rilevante è dedicata all’evoluzione della cucina.
Il cuore scientifico dell’esposizione è rappresentato dall’opera “Aquatilium animalium historia” di Ippolito Salviani del 1557, famoso trattato ittiologico che unisce arte dell’incisione e sapere culinario.
Il pubblico potrà inoltre ammirare ricettari storici dedicati alla cucina di pesce provenienti da ogni continente, tra cui spicca uno dei due più antichi manoscritti del “De re coquinaria” di Apicio e un raro testo cinese di età Song.
In questo quadro di respiro internazionale si colloca l’eredità di Pellegrino Artusi.
La Biblioteca Apostolica Vaticana, che già conserva nei propri archivi la prima e la sesta edizione dell’opera, ha individuato nel gastronomo di Forlimpopoli il simbolo dell’identità culinaria nazionale, dedicandogli una sezione di rilievo. L’esposizione vede inoltre la partecipazione di testimoni contemporanei come lo chef Fulvio Pierangelini, autore di sei racconti dedicati alla materia prima e alla memoria, l’artista JR e il tipografo Bill Moran.
La presenza del testo artusiano ad Acva rappresenta un passaggio di grande rilevanza per la valorizzazione dell’eredità culturale romagnola a livello internazionale.

Andrea Segrè, Presidente di Casa Artusi
“Una collaborazione che rappresenta per noi un grande motivo di orgoglio, ha detto Andrea Segrè, Presidente di Casa Artusi; avere l’Artusi all’interno della Biblioteca Apostolica Vaticana insieme ai grandi manoscritti e ricettari del mondo dice qualcosa di profondo sul valore universale della cucina italiana. Siamo grati alla Biblioteca Apostolica Vaticana per aver scelto di raccontare la profonda connessione tra il ricettario dell’Artusi e la costruzione dell’identità nazionale”.
Curata da don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio, la rassegna è realizzata in collaborazione con la Fondazione Roma e con il sostegno di Intesa Sanpaolo. La mostra “Aqva” rimarrà visitabile fino al 14 maggio 2027 nelle giornate di venerdì e sabato, secondo il calendario e le modalità di accesso previste dalla Biblioteca Vaticana.