Mondovì, in provincia di Cuneo, in Piemonte, è una città di oltre 22.000 abitanti situata tra montagna, collina e pianura: che guarda da una parte verso le Langhe e dall’altra verso le Alpi.
Pillole di storia
La zona fu abitata dall’uomo fin dall’Età del Bronzo; successivamente fu occupata dai romani; antichi insediamenti sono stati rinvenuti in località Breolungi; in epoca successiva, divenne un importante avamposto bizantino a delimitare la Longobardia Occidentale (poi Piemonte) dalla Liguria. Nel primo periodo medioevale risulta esistente un insediamento indipendente che prese fino al ‘500 il nome di Mons Regalis, successivamente assoggettato all’autorità ecclesiastica, poi in Lega con i Comuni di Milano, Cuneo e Savigliano, per finire più tardi tra i feudi di Carlo I d’Angiò.
Alla dominazione angioina succedettero i Visconti, i marchesi del Monferrato, gli Acaja ed infine i Savoia, che fecero crescere Mondovì facendola divenire la città più popolosa del Piemonte, sede universitaria, importante centro culturale e a sede vescovile suffraganea dell’arcidiocesi di Milano, con la chiesa di San Donato martire, antica parrocchia e pieve del terziere di Vico, situata nella parte più alta del Quartiere Piazza, eretta a cattedrale.
In seguito il paese fu occupato prima dalle truppe francesi, poi tornò sotto il dominio sabaudo, e successivamente, in epoca napoleonica, come tutto il Monregalese venne riconquistato ed entrò a far parte dell’impero francese prima di essere infine restituito ai Savoia nel 1814 e affrontare le vicende che hanno visto i destini di questa casata fin ai giorni nostri.
Il paese ed i suoi dintorni
A Monreale i nuclei storici sono due, il quartiere Breo e il quartiere Piazza, la parte alta della città, collegati tra loro da una storica e spettacolare funicolare, che permette ai passeggeri di avere una veduta sulla Città e sulle Alpi.
Nel rione Piazza tra le varie cose da vedere ci sono le mura e la duecentesca torre medioevale detta anche dei Bressani, lo stesso palazzo dei Bressani, il palazzo del Governatore con sulla facciata vari dipinti emblemi e stemmi, in particolare quelli dei Governatori e dei Casati che governarono la città, la porta di Carassone, il palazzo Fauzone da Germagnano.
Sempre in piazza Maggiore si affaccia la Cattedrale di San Donato con la sua imponente architettura e gli interni riccamente decorati e poco distante la Chiesa della Missione, splendido esempio di architettura barocca con una “falsa” cupola affrescata. Altra interessante particolarità è il Museo delle Ceramiche, al cui interno c’è una raccolta di manufatti che raccontano questa importante tradizione artigianale ed industriale monregalese.
Nei dintorni di Mondovì vi sono diverse testimonianze di un passato medioevale glorioso, come il Castello di Carrù, il neogotico Castello di Novello e quello di Rocca De’ Baldi, oppure il Castello di Casotto a Garessio, un’antica Certosa trasformata in reggia di caccia da Vittorio Emanuele II. E ancora la Chiesa di San Fiorenzo a Bastia e le guglie del cimitero di Dogliani, realizzate da Giovan Battista Schellino, detto il Gaudì delle Langhe; senza dimenticare il Santuario di Vicoforte, con la sua cupola ellittica, la più grande del mondo, capolavoro di arte barocca.
Ma I dintorni di Mondovì offrono anche delle meraviglie naturali, con una fitta rete di sentieri che serpeggiano attraverso colline, vigneti e piccolo borghi; ci sono l’oasi di Crava e Morozzo, un paradiso di biodiversità con una flora ed una fauna vastissima; l’oasi “La Madonnina” di Sant’Albano Stura, all’interno di una cava dismessa; i calanchi del Tanaro, di grande interesse geologico,
Eventi e gastronomia
Tantissimi gli eventi organizzati a Mondovì durante l’anno; I più importanti sono il “Raduno Aerostatico Internazionale dell’Epifania”; il “Carlevè ‘d Mondvì (Carnevale di Mondovì)”, che ricorda l’invasione dei Mori con rievocazioni storiche; la “Giornata del Naso Rosso”, evento nazionale di raccolta fondi per progetti di clownterapia; “Gin Italy”, manifestazione legata al ginepro, alla produzione e degustazione di Gin; “Mondovì e Motori”, appuntamento di spicco a livello nazionale ed internazionale, con vetture che sono veri e propri capolavori di meccanica costruiti prima del 1940; il “Festival di arte circense”; la manifestazione enogastronomica “Calici e Forchette” e “Cavoli tuoi – Fiera di San Martino”, dedicata alle specialità gastronomiche e tipicità locali.
Ogni occasione è buona per mettere in mostra le eccellenze enogastronomiche del territorio, molte delle quali sono rappresentate dai formaggi, come il Raschera Dop, il Bruss, il Bra Dop e la Toma Piemontese; altro grande protagonista della scena gastronomica locale è il Bue Grasso di Carrù, noto per le sue carni tenere e saporite, cui è anche dedicata una frequentatissima sagra.
Uno dei piatti simbolo della zona è il bollito, mentre tra i dolci abbiamo le paste di meliga di Pamparato, biscotti al miele e farina di mais, amatissimi da Cavour e le Risole di Mondovì, una specie di brioche con sfoglia friabile a forma di mezzaluna, ripiena di marmellata o confettura di mele renette o albicocche, cioccolato, o crema chantilly.
Non da meno gli ottimi vini piemontesi, adatti ai formaggi ed alle carni, come il Dolcetto, il Barbera ed il Nebbiolo tra i rossi, l’Arneis, il Favorita ed il riscoperto Nascetta tra I bianchi.
Una menzione speciale anche per il Rakikò, un liquore d’erbe tipico di Mondovì, che rappresenta un pezzo di storia locale, in quanto creato nel 1895 in una piccola confetteria del paese, oggi inserita nella guida dei locali storici italiani; un digestivo poco amaro e molto gradevole, che ha tra i suoi ingrendienti la radice di rabarbaro a cui si unisce la corteccia di china, l’assenzio romano e altre erbe che non sono svelate.