Seconda città del Lazio per numero di abitanti, Latina, costruita nel ventennio con il nome di Littoria e cambiato nell’immediato dopoguerra, è la più giovane delle città italiane.
La città fu progettata secondo i canoni dell’architettura razionalista all’epoca in voga, con una pianta ottagonale e vie che si snodano intorno alle due piazze centrali della città: Piazza del Popolo e Piazza della Libertà; il centro storico ha conservato molti degli edifici, monumenti e piazze realizzati all’epoca della fondazione.
L’inaugurazione della nuova città, seguito dalla stampa di tutto il mondo, fu un evento sensazionale di propaganda per il regime che inserì la zona nella cosidetta “ battaglia del grano” quando il duce veniva a farsi fotografare a torso nudo assieme ai coloni veneti, friulani ed emiliani che parteciparono alla bonifica e rimasero a popolare le terre.
All’interno dell’Agro Pontino, in un territorio pianeggiante, Latina e gli altri centri più piccoli della zona furono creati negli anni ’20 e ’30, durante la bonifica delle paludi malariche che ne caratterizzavano l’ambiente fin dall’antichità, anche se inizialmente non ne era prevista la costruzione e le terre bonificate avrebbero dovuto essere impiegate solo per attività rurali.
Lavori di bonifica dell’Agro Pontino furono realizzate anche al tempo dei Romani, che vi fecero transitare anche la storica via Appia, ma le invasioni dei saraceni e le orde barbariche successive distrussero ogni cosa riconsegnando il territorio alla palude ed alle zanzare.
Latina, nel dopoguerra, conobbe una straordinaria crescita economica e demografica trasformandosi nel giro di pochi anni da centro rurale in una città industriale; prosperità che si è via via esaurita con gli anni, riportando la città nelle attuali condizioni di precarietà, cui non sono state estranee le infiltrazioni della criminalità organizzata che si è impossessata di molte attività economiche della città e della campagna circostante.
Tra i numerosi edifici del centro storico di Latina, il Municipio con la caratteristica Torre Civica e la cosiddetta Fontana della Palla al centro, il porticato dell’Intendenza di Finanza, la Prefettura, il Museo Civico nell’edificio dell’Opera Nazionale Balilla, ricalcano l’architettura del regime.
In piazza San Marco c’è l’omonima cattedrale, realizzata sulla falsariga di una basilica romanica con il porticato e le vetrate artistiche, così chiamata per accattivarsi le simpatie degli abitanti di origine veneta venuti a bonificare le paludi e costruire la città.
E ancora, la fontana di Piazza del Popolo, la stazione feroviaria, il palazzo delle Poste, realizzato dall’arch. Mazzoni, che conciliava l’architettura razionalista con richiami all’avanguardia futurista.
Da qualche anno si sta provando a rilanciare l’economia locale attraverso uno sviluppo dell’agricoltura specializzata, del terziario, del turismo, collegato al Parco Nazionale del Circeo una cui parte rientra nel territorio della provincia.
Nella zona verso la costa vi sono delle dune litoranee naturali molto alte su cui cresce una particolarissima vegetazione costituita da piante resistenti a condizioni climatiche estreme.
Tra le piante più diffuse a Latina, come nell’intero Agro Pontino, c’è l’Eucalipto, pianta originaria dell’Oceania, ad elevata capacità di assorbimento d’acqua, introdotta all’epoca della bonifica per fare da frangivento lungo i canali ed i fronti stradali.
Ancor più del turismo, comunque è l’agricoltura a ricoprire un ruolo rilevante nell’economia locale, dando lavoro ad oltre il 10% della popolazione; da circa trentanni a questa parte si è puntato molto sulla diversificazione e sulla specializzazione nel settore, con lo sviluppo della coltivazione in serra, della floricoltura, delle varie produzioni orticole di pomodori, spinaci e carciofi e da qualche anno anche di quella del kiwi, che ha anche ottenuto il marchio Igp.