Costruito sul crinale roccioso di Monte Vecchio, coperto di boschi e di pascoli, Montelapiano, in provincia di Chieti, nella Valle del Sangro, è tra i piccolissimi borghi italiani scarsamente popolati, con il primato assoluto tra quelli del Sud, contando appena 67 abitanti.
Da qui si possono osservare il massiccio della Maiella, le cime delle Mainarde e dominare l’intera valle, caratterizzata dai suoi paesini arroccati sulle alture. La vista spazia fino al mare, abbracciando la costa adriatica.
Pillole di storia
Non ci sono notizie precise sulla nascita di Montelapiano, chiamata in epoca medioevale Montelapidario; bisognerà aspettare la seconda metà del XV secolo, quando entrò a far parte con altri feudi, della dote di Giovanna di Trastámara, andata in sposa al Re del Regno di Napoli Ferrante d’Aragona, per poi essere donata in successione, potentati napoletani e romani dell’epoca medioevale e rinascimentale: i Colonna, i Carafa ed infine i Caracciolo.
Con la fine del feudalesimo, durante il XIX secolo gli ex principi e baroni, divenuti borghesi benestanti, acquisirono le terre migliori a discapito dei contadini, moltissimi dei quali costretti ad emigrare.
Il centro storico
Il suo centro storico è ancora molto ben conservato, con stretti vicoli e scalinate che si inerpicano sul monte, tra palazzi di mattoni e di pietra locale.
L’antico agglomerato urbano con le sue stradine strette, le lunghe scalinate, gli scorci pittoreschi sulle antiche dimore e le ampie piazzette, nonché la vista panoramica sulla valle sottostante fanno di Montelapiano un luogo delizioso dove trascorrere il tempo in tutta tranquillità.
Un po’ tutto il paese, le case, i portali sono testimonianza della più importante risorsa che il territorio ha offerto nel tempo ai suoi abitanti: la pietra. Popolato in passato da muratori e carpentieri che hanno saputo sfruttare ampiamente questo materiale, il borgo è caratterizzato da abitazioni in pietra locale con portali che ricordano vere e proprie sculture. I due palazzi più importanti, oltre alla chiesa parrocchiale, sono un esempio della bravura di questi scultori, di cui ancora oggi gli abitanti vanno orgogliosi.
Da vedere nel tranquillo borgo chietino vi sono alcuni edifici religiosi, come la cinquecentesca chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, restaurata nell’800, con un basso campanile appoggiato alla facciata.
Interessanti anche la seicentesca Chiesa di Sant’Antonio da Padova, anch’essa restaurata duecento anni dopo e la chiesa di Santa Maria degli Angeli, appena fuori dall’abitato, ricostruita come era in epoca medioevale dopo la distruzione causata da un terremoto circa settant’anni fa.
Nella passeggiata per il piccolo borgo si finisce inevitabilmente per giungere in Piazza Palazzo, dal quale si gode uno splendido panorama panorama sulla valle del Sangro che circondano Montelapiano.
Eventi e tradizioni
Una delle manifestazione che vengono organizzate in paese o l’ottobrina Sagra dei cuochi, che richiama in paese una moltitudine di persone per assistere agli show cooking di cuochi, ristoratori e chef di fama internazionale che arrivano anche dall’estero.
Un’occasione per vedere prodotti nuovi, fare degustazioni, assistere a convegni a tema, visitare il paese e fare acquisti sulle bancarelle del mercatino dei prodotti tipici locali.
La gastronomia locale
Nel periodo di Pasqua si può trovare e assaggiare la tradizionale “Pupa”, una torta tipica che assume la forma di bambola, se destinata in dono a una ragazza, o di castello se destinata a un ragazzo. Nel primo caso avrà anche una gonna frastagliata (che accoglie meglio l’chiuodr – l’albume dell’uovo sbattuto a neve con lo zucchero) e nella pancia, come simbolo di fertilità, un uovo intero. Altro piatto della tradizione pasquale è il fiadone, diffuso in buona parte della cucina abruzzese.
E ancora da assaggiare sono i tagliolini e fagioli (tagnariell e faciuol), lasagne a pezzi (Sagn’ a pezz), le ferratelle (pzzell), la trippa di Nonna Maria Giovanna (la tripp d za Margiuann) e la trippa all’agro.