La grande isola di Sardegna, per lo più selvaggia, poco esplorata, con grandi spiagge e dune ora protette dal calpestio dei turisti che le hanno erose per decenni, le acque del suo mare cristallino; i cibi dai sapori decisi e dai profumi intensi, mi offre sempre grandi motivazioni per rivisitarla e scoprirla intatta, sempre ottimamente vivibile.
La popolazione, generalmente molto ospitale, è fiera della terra che custodisce e si prodiga nel fornire indicazioni utili ai visitatori per individuare i luoghi più interessanti e suggestivi.
Gli Stagni di Cabras
La cittadina della provincia di Oristano, che personalmente identifico significativa è Cabras, si caratterizza principalmente per il suo stagno fra i più grandi d’Europa, dove i pesci in particolare muggini o cefali, sono pescati per realizzare con le loro sacche ovipare, le baffe, meravigliose e preziose bottarghe.
Sono fantastici i luoghi nella provincia di Oristano.
Avendo base a Torre dei Corsari, nel comune di Arbus, a nord della provincia del Medio Campidano, mi è stato facile con la guida dell’amico Pino Frau, esperto professionista di Turismo Esperienziale, esplorare e ripassare i luoghi di fascino che in parte avevo già visto. Mi piace ripercorrere le visite, riesco ad approfondire e contemporaneamente vedo gli amici che mi accompagnano sorpresi da tante unicità e incanti; contribuisco anch’io nella descrizione.
L’area di Piscinas
Poco più a sud (sono circa 26 km per 45 minuti di percorso costiero con bellissime vedute) si raggiunge Piscinas che è anticipata da
imponenti dune; il guado sul Rio Piscinas (Fiume Rosso) colpisce l’immaginazione per il colore vermiglio. Le sue acque nascono dalle gallerie di miniere abbandonate e la vivace colorazione è causata dai minerali non estratti presenti nel terreno.
Dopo un secondo guado, sul quale occorre fare attenzione in caso di eventuali piene, si percorre via Bau, una strada sterrata fra le dune e la macchia mediterranea, poi la visione di una spiaggia grandiosa e profonda frequentata da poche anime nonostante fosse luglio inoltrato. È inutile sottolineare la trasparenza dell’acqua e il piacere di farsi cullare con la sensazione di essere sospesi non in acqua, ma nell’aria.

La grande spiaggia di Las Piscinas
La Cena con Pino e Bianca

Orate e Cefali
Questa visita coincide con una giornata intensa, il rientro nella nostra residenza provvisoria sarà coronato da una cena fra amici, ci attende Pino con Bianca la sua signora e anche Fiorella che non vedevo da tanto tempo perché tornata da Bologna nella terra delle sue origini. Tutti dovremo contribuire per la preparazione della spropositata quantità di prodotti del mare che Pino ha reperito: muggini e orate da fare alla brace, arselle per gli spaghetti, cozze per la sauté, crema di bottarga e crema di cardo selvatico, le saporitissime bottarghe essiccate in casa su una base di sedani, pani carasau, guttiau e Bottarga su base di sedano, importanti vini autoctoni locali come la storica Vernaccia, il Vermentino, il rosso Bovale, il Karmis.

Bottarga su sedano
I formaggi pecorini e caprini qui sono sempre indicati all’inizio e alla fine di ogni pasto, è necessario adeguarsi.
E’ stata una cena memorabile; con i suoi resti sfilettiamo i pesci abbrustoliti e provvediamo alla sopravvivenza dei giorni futuri. Anche i gatti hanno festeggiato in allegria.
Verso Arborea e Cabras
Al mattino seguente l’iniziativa è di Fiorella, con lei si va a nord verso Arborea (dove è ben nota l’importante centrale del latte e di

Imbarcazioni per la pesca negli Stagni
produzione di pregiati formaggi) e Cabras. Imbocchiamouno stretto ponte che porta a Marceddì, un grazioso borgo marino di pescatori, la cui laguna è considerata “zona di protezione speciale”; si procede costeggiando stagni, aree dedicate a ittiturismo e risaie dove si coltiva l’ottimo Riso della Sardegna di Oristano in diverse varietà.
Attraversando il ponte della strada Provinciale 6 si entra nella penisola del Sinis, che propone saline, le aree archeologiche di Tharros e Mont’e Prama dove si conservano i Giganti, numerose testimonianze nuragiche, oasi naturalistiche e spiagge fantastiche come quelle di Putzu Idu e, unica nel suo genere di Is Arutas, la cui “non sabbia” è formata da granelli di vero quarzo simili a chicchi di riso.
Originale e curiosissimo il deserto Villaggio di San Salvatore che si vivacizza solo una volta all’anno, nove giorni all’inizio di settembre, per ospitare 800 partecipanti alla corsa degli scalzi durante i riti religiosi dedicati al santo.
La ricerca e la produzione vitivinicola

Cantina Quartomoro
Prima di lasciare il versante ovest della Sardegna e trasferirci verso Orosei, rientra in gioco Pino; ci accompagnerà in una azienda agricola da lui ben conosciuta e debbo dire essersi rivelata entusiasmante.
Quartomoro è un’azienda giovane che sviluppa ricerca sui numerosi vitigni autoctoni di Sardegna in collaborazione con
l’università di Oristano/Sassari, ne sono coltivati ben 54 varietà, produce oltre 20 tipologie di etichette privilegiando nell’imbottigliamento i monovarietali.
Si tratta di un lavoro estremamente complesso perché da ogni varietà di uva occorre apprezzare le sfumature e fare valutazioni per ottenere il meglio l’anno seguente; è un impegno notevole, ma c’è l’entusiasmo e la competenza di Luciana e Piero Carta esperto enologo; ci hanno offerto in degustazione sette vini sorprendenti per i loro aromi e le strutture. Con mia grande sorpresa mi sono ritrovato perfino

l’Arvisionadu, una De.Co (Denominazione Comunale di Benetutti, Sassari) ero presente al suo cerimoniale una quindicina di anni fa, è decisamente migliorato da allora. Quartomoro di Marrubiu (OR) è una realtà vitivinicola che va presa come esempio.
I forti cambiamenti climatici condizionano decisamente lo sviluppo vegetativo dei vigneti e i tempi delle vendemmie, occorre investire risorse economiche sulla ricerca per selezionare le varietà delle uve più resistenti alle ondate di calore e alle siccità conservandone il valore qualitativo.
Questa è la breve cronaca di alcuni giorni passati in un pezzo di territorio che ha molto da offrire; la Sardegna è come un miraggio che non stanca mai.

Buga, Liana, Gian Franco e i locali Luciana, Pino Frau, Piero Carta