Digradando dall’entroterra verso il mar Adriatico poco distante, dall’alto dei suoi tre colli, Atri, in provincia di Teramo, è una cittadina antica che ha mantenuto un’impronta medioevale di cui va giustamente fiera.
Il suo territorio è variegato, va dalla “Costa Giardino” del litorale, con il suo Parco Marino protetto, ai “calanchi” del territorio collinare, alla vasta pianura coltivata, piena di oliveti e vigneti e frutteti.
Pillole di storia
Atri, oggi 11.500 abitanti circa, città di origine illirica che si contende con la rovigina Adria l’onore di aver dato il nome al mare Adriatico, è stata un florido centro di scambi commerciali fin dall’epoca etrusca e romana.
In epoca medioevale, Atri, dopo un lungo periodo di decadenza e di abbandono, schierandosi con la fazione guelfa a sostegno del papato, riuscì a risalire la china; furono costruite numerose chiese, tra cui la maestosa cattedrale di Santa Maria Assunta.
Nei secoli successivi la città passò di mano in mano ai potentati locali arricchendosi di nuove costruzioni, parte delle quali furono in seguito anche pesantemente lesionate o distrutte da alcuni gravi terremoti.
Il borgo ed i suoi dintorni
Il centro storico del paese, un dedalo di viuzze che hanno conservato l’antico aspetto medievale, è ricco di monumenti, palazzi signorili, musei, caratteristici vicoli e piazzette; ogni cosa è ben conservata, tanto da essere considerata a ragion veduta “città d’arte”.
Caratteristico soprattutto il rione di Capo d’Atri, con delle minuscole vie che a volte permettono il passaggio di una sola persona per volta.
Tante le chiese edificate ad Atri, come la maestosa basilica duecentesca di Santa Maria Assunta, costruita su un altro edificio di culto a sua volta edificato su una cisterna romana costruita a sua volta su un tempio di Ercole poggiante su antichissime mura ciclopiche tuttora visibili nella cripta.
Notevole anche la trecentesca chiesa di Santa Reparata anessa alla concattedrale, che contiene affreschi tre-quattrocenteschi ed è caratterizzata da un campanile anch’esso d’epoca medioevale, il più alto d’Abruzzo, visibile dalle colline circostanti e dalla costa.
Tra gli altri edifici religiosi degni di nota, la duecentesca chiesa di Santa Chiara con il Monastero delle Clarisse, più volte ristrutturati, ma ancora vere oasi di pace.
Tra le vestigia civili e militari di Atri, le mura ciclopiche di epoca pre-romana, le mura medioevali con le sue numerose porte d’accesso al borgo, l’unica delle quali ancora integra è Porta San Domenico, con un arco a sesto acuto, annessa alla chiesa di San Giovanni Battista.
All’estremità occidentale della città c’è la rocca di fine 1300 la quale dopo un parziale recupero, mostra un bastione, una parte delle mura ed un signorile pallazzotto settecentesco.
Nella parte meridionale della città, vi sono “le Grotte”, un poderoso sistema di grotticelle collegate tra loro con pareti non rivestite, che la fanno ritenere una grandiosa cisterna d’acqua di età romana.
La campagna che circonda Atri, oltre alle coltivazioni di olivi, vigne ed alberi da frutta, cela tra le sue colline piccoli borghi medioevali, balconi sul mare, che permettono visioni pìanoramiche che vanno dal Gran Sasso fino al mare aperto e dalla riviera del Conero fino al promontorio del Gargano.
Le colline circostanti presentano anche il caratteristico fenomeno geologico dei Calanchi, causati dall’azione erosiva degli agenti atmosferici, dov’è stata creata una riserva naturale protetta.
Usi e costumi
Numerose le manifestazioni organizzate ad Atri, soprattutto di natura religiosa, ma non solo; tra queste ve n’è una particolare, che si svolge nel giorno dell’immacolata, l’antichissima tradizione popolare dei “faugni”, cioè fuoco di Fauno, che nasce dalla fusione di una consuetudine pagana e contadina, legata all’accensione dei fuochi nelle campagne a scopo propiziatorio prima del solstizio d’inverno.

La celebrazione consiste nell’accendere e portare in processione per la città, all’alba dell’8 dicembre, alti fasci di canne legati da lacci vegetali, con un grande rogo finale nella piazza della cattedrale, con fuochi pirotecnici ed altre diavolerie.
Altra interessante iniziativa è “Atri a Tavola” una delle più importanti manifestazioni gastronomiche abruzzesi, dove vengono presentati i prodotti tipici locali edelle regioni limitrofe.
Così come “Casoli Pinta”, che si svolge nella frazione di Casoli e prevede la realizzazione di murales sulle pareti delle case da parte di pittori di tutto il mondo, trasformando il piccolo borgo in un museo all’aperto.
In tali occasioni la cucina di Atri è sempre protagosta, con i suoi prodotti più caratteristici, che vannbo dal Formaggio Pecorino locale agli arrosticini, dalla liquirizia, dal miele all’olio extravergine d’oliva al dolce Pan Ducale ed all’ottimo vino Montepulciano d’Abruzzo Doc.