Il Castello di Rocca Cilento, situato nel borgo da cui prende il nome, appartiene a quella categoria di strutture dell’hôtellerie nelle quali concedersi il privilegio, ormai raro, di rallentare.
Arroccato nel cuore della splendida subregione campana, rinomata per il mare limpido, i borghi antichi, i parchi naturali e i siti archeologici di Paestum e Velia, e conosciuta nel mondo come patria della Dieta Mediterranea, il maniero domina un paesaggio che sembra disporsi naturalmente davanti a esso: vallate, borghi, alture del Parco Nazionale del Cilento, il lago artificiale del fiume Alento, fino al profilo della costa.
Una storia che costituisce la materia stessa dell’esperienza
Nel novembre del 1487, dopo la repressione della Congiura dei Baroni, Ferrante I d’Aragona scriveva ad Antonio de Mirabillis, governatore della provincia di Principato Citra, affidandogli il compito di fortificare, fra gli altri, i castelli di Diano, Agropoli, Rocca del Cilento e Castello dell’Abate. La lettera, datata 20 novembre, testimonia la volontà della Corona di rendere saldo e difeso un territorio strategico. Il progetto doveva essere seguito anche dal giudizio di “Mastro Juliano fiorentino”, Giuliano da Maiano, chiamato a intervenire sulla struttura delle fortificazioni. Quella che allora era un’architettura concepita per la difesa è oggi divenuta, attraverso un accurato intervento di recupero, una dimora di charme nella quale il tempo assume una funzione diversa: non più qualcosa da preservare soltanto, ma una dimensione da vivere. È questa la filosofia che accompagna l’eccellente ospitalità del Castello di Rocca Cilento.
Il progetto della famiglia Sgueglia, nato dalla visione dell’architetto e proprietario Stefano Sgueglia e portato avanti insieme a Pina, Tonio e Piera, ha restituito vita agli spazi del maniero preservandone l’identità. L’intervento mette in dialogo le stratificazioni del passato con un linguaggio contemporaneo, dando forma a un boutique hotel nel quale ogni soggiorno assume una dimensione sospesa. Si dorme dentro la storia, circondati da comfort, attenzione e cura dei dettagli.
Un altro elemento che ritorna nella fisionomia del Castello è il tema degli scacchi, presente in diversi spazi fino a diventare una delle cifre scenografiche più riconoscibili della struttura. La Piazza Scacchiera, conosciuta anche come Chess Terrace, ne rappresenta la declinazione più evidente: una grande scacchiera inserita negli spazi esterni del maniero, pensata come luogo da vivere e come scenografia per eventi e cerimonie, aggiungendo una componente distintiva, quasi ludica.
Camere da raccontare
L’offerta ricettiva è articolata in sei tipologie: Romantic Room, Romantic Junior Suite, Romantic Royal Suite, Torre Reale, Torre e Suite sul Borgo. Ciascuna conserva una propria identità, legata al castello, all’arte, al paesaggio o alla cultura del territorio.
Le Romantic Room sono le più intime. Fra queste, Luteum conserva il colore giallo originario delle pareti, una tonalità che richiama l’ocra e la ginestra cilentana; Armida rende omaggio alla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso e alla pittura di Paolo De Matteis, mentre Allegoria si ispira all’opera del pittore cilentano dedicata alla pace di Utrecht. Sono ambienti nei quali dettagli storici, opere pittoriche e arredi contemporanei convivono con naturalezza.
Le Romantic Junior Suite ampliano il racconto. Antica Cucina conserva la suggestione di un’antica cucina di castello, reinterpretata come spazio di bellezza; Ninù custodisce invece una memoria familiare, dedicata alla madre della proprietaria, con lavabi a conchiglia di gusto borbonico, vasca a vista e doccia in pietra affacciata sul panorama. E poi Enea, Partenope, Art, La Pittura e Prosperità, ognuna legata a un diverso riferimento artistico e iconografico. Molte di queste stanze rendono omaggio a Paolo De Matteis, artista cilentano al quale il Castello dedica una parte significativa della propria narrazione.
Le Romantic Royal Suite segnano un ulteriore passaggio verso una dimensione più ampia e raccolta. Sono concepite come ambienti a doppio spazio, con arredi selezionati e pezzi unici. Fra queste c’è Alentum, omaggio all’omonimo fiume che, secondo la narrazione della struttura, sarebbe all’origine del nome Cilento. Tessuti morbidi, grandi vetrate e una vasca da bagno a vista ne definiscono l’atmosfera, mentre lo sguardo si apre verso la valle.
Poi ci sono le Torri, dove l’architettura del maniero diventa parte integrante dell’esperienza. La Torre Cinese, appartenente alla categoria Torre Reale, prende il nome dalla particolare conformazione del suo tetto, che richiamò al proprietario la forma dei copricapi in paglia delle risaie orientali. Gli interni in pietra custodiscono una vasca idromassaggio collocata accanto a una piccola finestra aperta sul Parco Nazionale del Cilento: una quinta naturale attraverso la quale il paesaggio entra nella stanza.
La Suite sul Borgo, infine, è la più suggestiva fra le sistemazioni del Castello. Il nome è un omaggio al piccolo borgo di Rocca Cilento, ai piedi del Monte Stella, da cui si può godere di una vista mozzafiato giù dai bastioni. La suite conserva il carattere del maniero attraverso un restauro attento alla permanenza degli elementi originari e si sviluppa in due ambienti: una zona giorno, dove gustare pasti, frutta e torte appena sfornate, e una camera da letto con baldacchino, arredata in equilibrio fra eleganza contemporanea e memoria storica. Le ampie vetrate si aprono sul lago e sulle vallate, mentre la terrazza panoramica permette di guardare i piccoli borghi del Cilento dall’alto. All’interno di una delle torri è stata inoltre ricavata una jacuzzi, integrata con sorprendente naturalezza nella struttura antica. È qui che si comprende la filosofia dell’intero progetto: il comfort viene inserito nella trama della storia. La pietra rimane pietra. Le travi conservano la loro matericità. Le aperture mantengono il rapporto con il paesaggio. La contemporaneità arriva attraverso i dettagli, gli arredi, le linee, la cura degli spazi e la professionalità e gentilezza del personale.
Il risveglio nel castello
Al mattino, l’esperienza ha una coccola in più. La colazione si consuma in una delle sale più suggestive del maniero: un ambiente antico, impreziosito da affreschi, boiserie e dettagli lignei, nel quale una sontuosa tavolata accompagna lo sguardo verso un’abside affacciata sulla vallata. Grandi vetrate lasciano entrare la luce del mattino e, accanto all’area dedicata alla colazione, alcuni divanetti invitano a indugiare ancora un poco, lasciando che il paesaggio completi il risveglio insieme al delizioso aroma del caffè. È una scenografia intima e solenne al tempo stesso, nella quale la prima colazione assume il ritmo lento di un rito. La bellezza dell’ambiente non sovrasta ciò che viene servito, ma ne amplifica la percezione. Sul tavolo, un buffet interamente preparato dalla cucina del Castello restituisce una dimensione artigianale e domestica: plumcake al cioccolato e al limone, crostata di albicocche, caprese tradizionale e anacaprese, biscotti e altre preparazioni dolci o salate. Accanto ai croissant trovano posto nocciolate e confetture dell’azienda locale Di Matteo.
A questa proposta si affianca un menu à la carte dedicato a chi desidera una preparazione espressa. Le uova possono essere richieste strapazzate, al tegamino o in camicia; l’omelette viene proposta nella versione semplice oppure con prosciutto e formaggio, zucchine o funghi. E poi c’è una presenza più intimamente cilentana: la frittata di “liempari”, specialità locale che porta nel menu del mattino un frammento della tradizione gastronomica del territorio.
Sul versante continentale arrivano porridge d’avena, preparato con acqua o latte, pancake e waffle. Per accompagnare le preparazioni salate, invece, salsiccia di maiale, salsiccia di pollo e bacon croccante; per chi preferisce una colazione vegetariana, pomodoro alla piastra, insalata di cetrioli e avocado a fette.
Un modo di intendere il mattino che rispecchia la natura del Castello: una parte della proposta guarda alla cucina internazionale, l’altra rimane saldamente ancorata alla terra.
Le stanze della storia, gli spazi degli eventi
Rocca Cilento ha sviluppato una precisa vocazione all’accoglienza di eventi, con ambienti capaci di interpretare il castello secondo registri differenti. La Sala Sgueglia, ambiente principale, mette in dialogo la pietra locale con materiali contemporanei, come il soffitto rivestito in acciaio e rame. È un incontro riuscito fra la severità dell’architettura storica e una progettazione più audace. La Sala De Matteis e il Tribunale, dedicata al pittore cilentano Paolo De Matteis, può accogliere fino a 120 persone ed è uno degli ambienti più rappresentativi della struttura. Il nome conserva una duplice memoria: quella artistica, legata al pittore, e quella istituzionale dell’antico tribunale. È adiacente alla Sala dello Stemma e all’Antica Corte, quest’ultima ideale per un matrimonio civile. La Sala dello Stemma e la Corte possono ospitare fino a 150 persone.
Poi ci sono gli spazi all’aperto, dove la scenografia naturale diventa parte dell’evento. Infinity Pool & Le Vele è pensata per cerimonie, taglio della torta e after party, con un pavimento in resina illuminato, un anfiteatro e una scalinata panoramica. Il Rivellino Sunset Bar guarda invece al tramonto ed è concepito per aperitivi, welcome drink e celebrazioni civili.
Il Castello può ospitare cerimonie civili o simboliche in diverse aree – dal Rivellino alla Sala De Matteis, dalla Corte alle Mura con infinity pool, fino alla Chess Terrace – mentre per il rito religioso è possibile utilizzare l’antica chiesa di Rocca Cilento, a circa cento metri dal maniero. All’interno del castello si trova inoltre una piccola cappella gentilizia, raccolta e suggestiva, con una capienza di circa venti persone.
La presenza dell’antico Tribunale aggiunge un ulteriore livello alla stratificazione storica del complesso, restituendo alla struttura la memoria delle diverse funzioni che nel tempo hanno abitato questi spazi. Un sistema articolato di ambienti, pensato per accogliere matrimonio, ricevimento, cena privata, aperitivo, evento aziendale o celebrazione, lasciando che ciascuna occasione trovi nel castello la propria scenografia. Il wedding e gli eventi d’autore rappresentano una parte importante dell’identità contemporanea della struttura. Nel 2024 il Castello ha ospitato anche il matrimonio del celebre attore Ed Westwick e Amy Jackson, contribuendo a portare il nome di Rocca Cilento all’attenzione internazionale e soprattutto di Hollywood.
Più che un albergo
Fra una stanza e una terrazza, una sala e una torre, una colazione consumata lentamente e un panorama che cambia con le ore, il Castello di Rocca Cilento restituisce un’idea di ospitalità fondata sulla permanenza, sulla scoperta e sulla cura. Il progetto della famiglia Sgueglia procede lungo una linea precisa: preservare l’identità del maniero e, allo stesso tempo, restituirgli una funzione viva. La pietra diventa parete di una suite, quinta di una cena, sfondo di una cerimonia.
Le torri diventano camere e luoghi di contemplazione. Le antiche sale tornano a essere spazi di incontro. Anche Rocha, il ristorante gourmet guidato dallo chef Salvatore Notaro, si inserisce in questa visione, portando negli ambienti della fortezza una cucina contemporanea profondamente legata ai ricordi.
E così il soggiorno al Castello non si esaurisce nella somma dei suoi servizi, né nella bellezza delle sue camere. È piuttosto un’esperienza costruita per sottrazione: meno fretta, meno rumore, meno distanza dal luogo che si attraversa. Al suo posto rimangono il tempo dilatato di un’esperienza enogastronomica, una sosta a bordo piscina, fra pietre che hanno visto secoli di storia e, alla sera, una tavola capace di raccontare il territorio. È forse questa la forma più autentica dell’ospitalità in una dimora storica: consegnare al viaggiatore la possibilità di abitare, anche solo per qualche giorno, in un passato di magniloquenza. E quando arriva il momento di andare via, portare con sé la sensazione di aver attraversato un luogo fuori dal tempo.
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