Arrivando ad Austis, nella Barbagia nuorese, non si può non rimanere colpiti dagli immensi monoliti che sovrastano il paese, scavati da millenni di vento e di piogge nelle rocce dei monti del Mandrolisai.
Piccolo borgo di nemmeno novecento abitanti, Austis è un antichissimo centro nuragico, come testimoniano i resti disseminati nel suo territorio, peraltro ricco di boschi di quesce, sugheri, lecci e macchia mediterranea, con panorami bellissimi nei quali le rocce lavorate dagli agenti atmosferici per millenni si inseriscono magicamente.
In epoca romana Austis era un semplice “stazzo”, un accampamento lungo la strada che collegava le attuali Cagliari e Olbia; il periodo medioevale vede la cittadina crescere, diventando una Signoria che segue comunque gli eventi storici dell’isola fino alla costituzione del Regno di Sardegna ed ai giorni nostri.
Nonostante fosse situata lungo una importante via di comunicazione, Auris è rimasto un centro agropastorale da sempre, legato alla sua cultura ed alle sue secolari tradizioni.
In paese è presente la cinquecentesca chiesa della Madonna dell’Assunta, patrona del paese, edificata su una predente basilica duecentesca; al suo interno è collocato un Cristo crocifisso scolpito da un artista locale in un unico pezzo di oltre due metri ricavandolo da un albero di pero selvatico, divenuto un oggetto di venerazione per i fedeli austisini.
Poco fuori dal paese c’è la chiesa campestre di Sant’Antonio da Padova, con un prezioso altare barocco, esternamente caratterizzata da un portico che la circonda, sotto il quale si svolgono i festeggiamenti in onore del santo che comprendono, oltre ai riti ecumenici, anche banchetti con il tipico pranzo festivo a base di arrosti profumati con erbe aromatiche.

Di grande impatto paesaggistico sono le due rocce di Sa Crabarissa, con sembianze femminili e quella a forma di aquila, nella località Sa Conca de Su Cannizzu.
Eventi e tradizioni

Tante le manifestazioni che si organizzano ad Austis, generalmente collegate alle ricorrenze religiose, come quelle pasquali quando nelle famiglie si semina “su nennere”, un praticello di avena, grano ed orzo che cresce durante la quaresima e viene fatto benedire in chiesa il giorno di Pasqua.
Altra manifestazione importante per gli austisini è il carnevale, quando spuntano nelle strade del borgo le antichissime maschere tipiche del posto, “Sos Colonganos”, cioè “coloro che si vestivano da pecore”, che hanno il volto coperto da una maschera di sughero completamente nera e dei rami di corbezzolo e sulle spalle ossi di animali che nel ritmo cadenzato della danza producono un rumore sordo e meno forte dei campanacci tipici dei “mammutones”.
La festa più importante di Austis è comunque quella dedicata a Sant’Antonio da Padova, in settembre, con celebrazioni religiose, processione ed il rito del banchetto collettivo.
I prodotti tipici
In ogni manifestazione Austis mette in mostra i prodotti tipici locali e la sua cucina, tra cui spicca sa fregula stufada, piatto tipico a base di pasta di semola al forno, i ravioli di formaggio fresco e patate, le seadas con il ripieno di formaggio fresco e uova, l’arrosto di agnellini e maialetti.
Tipici di Austis sono i maccarroneddos sardos, cioè piccoli gnocchetti di pasta di semola fresca, lavorati completamente a mano.
Anche il pane è una tipicità particolare; se un tempo ogni famiglia se lo produceva da sola una volta la settimana, oggi nell’unico forno del paese vengono prodotte diverse varietà per tutti, tra cui il tipico tipico detto “pane modde”, cioè pane molle, lavorato a mano e cucinato nel forno a legna o nel caminetto.
Un altro pane molto caratteristico è Su Pane de Fresa, pane sottile e croccante con una caratteristica forma ovale, che richiede una lunghissima lavorazione artigianale, e la cottura nel forno dentro le tradizionali teglie di legno.
Ma sono soprattutto i prodotti caseari i fiori all’occhiello della tradizione gastronomica austisina: formaggi bianchi con la scorza dorata, gialli con la buccia bruna, avorio con superficie nera, pecorini, caprini, misti, freschi e stagionati, molli e induriti, preparati con gli strumenti e le tecniche che derivano dall’antichissima tradizione agropastorale mai abbandonata.