Del maiale, si sa, non si butta mai via nulla. Una cosa ben nota in tutti i luoghi – Emilia-Romagna in primis – dove la lavorazione e la trasformazione del “divin suino” sono parte integrante delle tradizioni contadine e agroalimentari, ma che prende forma soprattutto in questo periodo dell’anno, quando “disfare il maiale” è uso frequente.
A Monghidoro un weekend dedicato al maiale
Una tradizione onorata che ritorna, per la ventesima volta, a Monghidoro, sull’Appennino bolognese ma terra di confine con la vicina Toscana, quando domenica 1° marzo si svolgerà l’edizione 2026 della Festa del Maiale. Per tutta la giornata le squadre di norcini presenti daranno dimostrazione dal vivo della lavorazione tradizionale delle carni suine, secondo un sapere antico condiviso su tutta la montagna, a partire dalla cottura in pentola della coppa di testa, che alle 14 sarà versata sul tagliere di legno a disposizione dei partecipanti, all’insaccatura di salumi capaci di fare venire l’acquolina in bocca solo a vederli.
La tradizione: tutto ciò che dal maiale può derivare
Per la gioia degli appassionati tutto quello che verrà realizzato sul posto come salami, salsicce (l’anno scorso ne sono stati insaccati 3 quintali), costolette, salsiccia matta, ciccioli frolli e croccanti, capocolli, coppe, cotechini e molto altro ancora, sarà possibile acquistarlo a prezzi calmierati in accordo con l’Amministrazione Comunale e con Appennino Slow.
Anteprima con gli aperitivi tematici
Novità di questa 20esima edizione sarà una sorta di anteprima della Festa del Maiale, che sabato 28 febbraio vedrà i locali di Monghidoro accendersi per un’avvincente serata a base di aperitivi tematici. Contestualmente i ristoranti del territorio, ad esempio la Trattoria Tedeschi (“da Lisetta”) e l’Osteria del Borgo a Piamaggio, la Trattoria da Carlet nel centro del capoluogo, il Ristorante La Palazza e l’Osteria La Martina nella frazione di Malalbergo o il Rifugio Fantorno in cima all’Alpe di Monghidoro proporranno per tutto il weekend le proprie specialità tradizionali della cucina montanara, dove la carne di maiale e i suoi lavorati, accanto alla pasta fresca, ai funghi, ai formaggi e ai ragù dalla lunga cottura, ha una parte preponderante.
Mercato dei sapori, polenta e animazione
Domenica poi, a partire dalle 9, prenderà il via la Festa vera e propria: le vie del paese saranno animate da bancarelle e stand dove sarebbe possibile acquistare carni e prodotti tipici, ma anche assaporare piati tipici quali la polenta con la salsiccia o le costolette, la gramigna al ragù di salsiccia o panini alla salsiccia. L’animazione sarà rappresentata dalle note musicali suonate da Radio Mugello e, alle 14.30, dallo spettacolo di balli country a cura dei Wild Angels, mentre per i più piccoli ci saranno i gonfiabili e uno spettacolo di magia.
Il maiale? Andrebbe celebrato tutto l’anno
Un appuntamento consolidato, che ormai richiama pubblico e appassionati anche da zone lontane, e che conferma una volta di più la forte presa che l’Appennino ha assunto sia in chiave turistica che come scelta di vita, e che l’Amministrazione Locale sta lavorando per destagionalizzare, estendendone la formula ad altri periodi come ad esempio quello che precede il Natale. Perché del maiale si mangia tutto, in tutti i giorni dell’anno.