Che tempistiche ha il gusto? Quanto tempo occorre per poter godere di un pasto gustoso, di qualità, servito a tavola con tutti i crismi in un ambiente elegante? Domanda niente affatto oziosa, specie se cade nel fatidico momento della pausa pranzo, che spesso si trasforma in una sorta di corsa contro le lancette dell’orologio, dove nel più breve tempo possibile ci si deve avventare su panini preparati ore prima, primi preconfezionati e scaldati nel forno a microonde, nel migliore dei casi una pokè bowl.
L’importanza delle tempistiche nella pausa pranzo
Certo le tempistiche sono importanti. Paperon de’ Paperoni diceva che il tempo (soprattutto il suo) era danaro. Il fattore tempo è determinante in un contesto dove, nel breve volgere di pochi quarti d’ora, bisogna timbrare nuovamente il cartellino dell’ufficio, piuttosto che arrivare in stazione per prendere il Frecciarossa delle 14.35 per Roma Termini o giungere, puntuali, all’appuntamento con l’avvocato per la prima udienza di divorzio.

I calamaretti fritti con maionese alle erbe: asciutti e fragranti come nemmeno in certe località di mare
Da Benso un lunch di qualità con le giuste tempistiche
Un dilemma cui intende dare risposta soddisfacente (anche e specialmente per il palato) Corrado Parisi, chef executive del Ristorante Benso, elegante locale del centro storico di Bologna, che, primo caso in Italia (se non in Europa), propone all’ora di pranzo un lunch menu a tempo. Basterà quindi che abbiate ben presenti le tempistiche entro le quali vi dovete muovere e, una volta giunti davanti all’ingresso affacciato sui vicoli dell’ex-ghetto ebraico, un tempo regno del capitano della Virtus Roberto Brunamonti e oggi riportato ai fasti di una volta dall’iniziativa imprenditoriale dei fratelli Morabito, deciderete quale sarà la soluzione che fa maggiormente al caso vostro.
Le tre opzioni a disposizione
Tre sono le opzioni, tutte proposte a prezzi che definire concorrenziali sarebbe riduttivo, con la promessa che entro il tempo stabilito verrete serviti, rifocillati e sarete liberi di andare. Per mezz’ora un piatto a scelta dalla carta dedicata alla pausa pranzo al costo di 14 euro. Se vi restano tre quarti d’ora un antipasto e un primo o un secondo pagando 18 euro. In un’ora il pasto è completo – antipasto, primo e secondo – al corrispettivo di 24 euro. E in tutti e tre i casi sono inclusi acqua e caffè.
Le proposte: mirate e curate come il fine dining
A monte di queste tre formule c’è, come detto, una carta dedicata, che cambia quotidianamente, composta da un numero limitato di portate tendenzialmente orientate verso un’idea di cucina casalinga, senza per questo essere meno curate o realizzate impiegando le tecniche proprie del fine dining che caratterizzano la ristorazione di Benso. E se il vostro timore è quello di appesantirvi eccezionalmente, perché magari dopo pranzo avete appuntamento con un pezzo grosso e non volete fare mostra di aerofagia, sappiate che, qualsiasi piatto scegliate all’interno di una specifica formula, i valori nutrizionali saranno sempre e comunque perfettamente bilanciati.

Il baccalà con pomodorini e capperi: un profluvio di profumi e sapori
La formula da tre quarti d’ora
Noi abbiamo provato la formula da 45 minuti, scegliendo i calamaretti fritti con maionese alle erbe e il baccalà in umido con pomodorini e capperi, ma in quella stessa giornata c’erano anche giambonetti di cappone ripieno con misticanza e insalata di mele, spaghetti al torchio con pomodorini e stracciatella, tagliatelle al ragù bolognese, risotto al limone con gamberi e bottarga, patata al cartoccio con mousse di formaggio e pancetta croccante e costine di maialino con patate al forno e il suo jus, mentre per i più salutisti non manca mai un’insalatona, nel nostro caso la “mediterranea” con melograno, finocchio, olive taggiasche, arancia e mandorle tostate.
Tempistiche rispettate e palato appagato
Il risultato? Tempistiche rispettate alla perfezione e palato ampiamente soddisfatto. Poi noi siamo rimasti lì a cazzeggiare perché in realtà non avevamo cartellini da timbrare né dovevamo arrivare per tempo a un’udienza col Papa. Ma se anche fosse stato non avremmo riportato alcun problema. Tempus fugit, et toto cessat: così dicevano i nostri maggiori. E se veramente il tempo ha un valore, in questo caso il valore è doppio perché si traduce in qualità e comfort al giusto prezzo. Un risultato che ci fa dire che Benso ha veramente registrato le tempistiche corrette del gusto.