E se il vassoio, al momento della riconsegna, potesse “parlare” e dirci esattamente cosa non è piaciuto, prima ancora che il cibo diventi rifiuto? Niente magia, ma alta tecnologia grazie al brevetto tutto italiano Hoooly Food presentato in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione indetta dalla FAO per domani 16 ottobre.
Partner del progetto sono due realtà leader nei rispettivi settori, ristorazione collettiva e hi-tech: l’alleanza strategica tra Vivenda Spa, parte del Consorzio La Cascina, e Ganiga, start up di Google, proietta le mense verso il futuro grazie a un sistema di visione artificiale e telecamere ad alta risoluzione installati direttamente all’interno dei cestini per la raccolta dei vassoi.
L’accordo tra queste due società, con un significativo investimento di Vivenda Spa in Ganiga, tocca un tema centrale: il monitoraggio e la riduzione dello spreco alimentare nelle mense, nei ristoranti e negli hotel, che può invece essere affrontato e gestito in perfetta sintonia con tutto ciò che implica la sostenibilità.
Come funziona l'”occhio elettronico” anti-spreco
Il sistema trasforma il momento del rientro dei vassoi in un’operazione di precisione chirurgica. Grazie a telecamere ad alta risoluzione e sensori di visione artificiale integrati in speciali cestini, i residui lasciati sui piatti vengono catturati, identificati e pesati in pochi secondi senza alcun aggravio per il personale.
Non si tratta di una semplice statistica di fine giornata, ma di un flusso predittivo continuo: l’intelligenza artificiale impara a riconoscere i piatti meno graditi, decodifica i trend di consumo e suggerisce agli chef correzioni mirate sui menù dei giorni successivi. Tutti i dati convergono sulla piattaforma Hoooly Dashboard, generando report di sostenibilità fondamentali anche per la conformità ai CAM (Criteri Ambientali Minimi) negli appalti pubblici.
Dalla stima empirica alla precisione scientifica
«La ristorazione collettiva non può più limitarsi “al piatto”, ma deve prevenire ed eliminare il superfluo, passando dalla stima empirica alla precisione scientifica degli approvvigionamenti e delle preparazioni», dichiara Emilio Roussier Fusco, presidente di Vivenda Spa. Investire in Ganiga significa per l’azienda scommettere con lungimiranza sulla transizione digitale ed ecologica.
Dello stesso avviso Nicolas Zeoli, CEO e founder di Ganiga: «L’algoritmo analizza istantaneamente la composizione e il volume degli avanzi, trasformando gli scarti in dati preziosi per ottimizzare i menù e ridurre drasticamente le eccedenze».
I benefici: dall’ambiente alla didattica
Proiettata su scala nazionale, la tecnologia promette risparmi straordinari: tonnellate di cibo salvate, riduzione del volume dei rifiuti, abbattimento delle emissioni di CO2 e una drastica ottimizzazione dei processi lavorativi. Ma l’impatto è soprattutto culturale e sociale. Nelle scuole il progetto ha un valore pedagogico fortissimo, educando le nuove generazioni al rispetto della risorsa alimentare e alla cittadinanza consapevole. Negli ospedali e nei luoghi di lavoro coniuga l’efficienza organizzativa con una concreta responsabilità sociale d’impresa.
Vivenda Spa e Ganiga dimostrano così che industria e innovazione possono marciare insieme per fare in modo che il cibo torni a essere un valore prezioso. E che il vassoio di fine pasto rientri in cucina sempre più pulito.