Ci sono storie che appartengono a una città prima ancora che a un campo da gioco. Il calcio, a Napoli, è una di queste. E mentre il SSC Napoli celebra un secolo di storia, passione e appartenenza, anche il mondo dell’enogastronomia e della creatività sceglie di rendere omaggio a questo importante anniversario.
È così che nasce il progetto firmato Cantine Federiciane, che porta il Centenario del Calcio Napoli dentro il mondo dell’arte attraverso tre Magnum di Flegreo Bollicine – Cuvée Metropolitano, trasformate in pezzi unici dall’artista vetraia Annalisa Saggiomo di Vetrarte. Tre bottiglie, tre interpretazioni differenti, una sola storia da raccontare: quella di un territorio vulcanico, creativo e profondamente identitario, dove il vino diventa anche materia espressiva.
Quando una Magnum diventa un’opera
Le tre Magnum sono state dipinte interamente a mano da Annalisa Saggiomo nell’ambito di Flegreo-Art, il progetto con cui Cantine Federiciane mette in dialogo il vino con l’arte contemporanea.
Qui la bottiglia smette di essere soltanto il contenitore di uno spumante e diventa superficie da interpretare, oggetto da guardare e, soprattutto, pezzo da conservare. Colore, materia e segni trasformano ogni Magnum in una creazione irripetibile: non esistono copie, perché ciascuna porta con sé la mano e la sensibilità dell’artista. È proprio l’unicità a rendere particolarmente significativo il progetto. Tre esemplari da 1,5 litri che non celebrano soltanto un anniversario sportivo, ma raccontano attraverso un linguaggio diverso il legame con Napoli e con i Campi Flegrei.
Il vino come espressione del territorio
A custodire questo omaggio è Flegreo Bollicine – Cuvée Metropolitano, una cuvée pensata per coniugare freschezza, eleganza e carattere, con un perlage fine e persistente.
Ma in questa occasione il vino assume una dimensione ulteriore. Non è soltanto qualcosa da degustare, diventa parte di un progetto culturale nel quale bottiglia e contenuto dialogano con l’arte. È una prospettiva che ben si inserisce nella filosofia di Flegreo-Art: valorizzare il territorio non attraverso una semplice celebrazione, ma creando connessioni tra linguaggi differenti. Il vino incontra così la creatività contemporanea e la bottiglia diventa una sorta di tela tridimensionale sulla quale imprimere un racconto.
Cento anni di Napoli, tra passione e identità
Il Centenario del Calcio Napoli offre naturalmente il filo conduttore dell’iniziativa. Cento anni sono una ricorrenza importante per qualsiasi società sportiva, ma a Napoli assumono un significato che va oltre il calcio.
La storia del club è intrecciata a quella della città, ai suoi simboli – Maradona, lo Scudetto, il “Ciucciariello” – , alla sua cultura popolare e a un senso di appartenenza che nel tempo ha superato i confini dello sport. Per questo l’omaggio di Cantine Federiciane sceglie di non fermarsi alla celebrazione calcistica, ma di inserirla all’interno di una narrazione più ampia, fatta di territorio e creatività. Da una parte c’è Napoli con la sua storia centenaria; dall’altra ci sono i Campi Flegrei, terra vulcanica dalla forte identità e luogo di produzione e cultura. Nel mezzo, l’arte di Annalisa Saggiomo, chiamata a interpretare questo incontro attraverso tre opere differenti.
Tre Magnum, tre pezzi unici
Il risultato è una piccola collezione celebrativa nella quale ogni bottiglia è diversa dall’altra, tre opere irripetibili, tre modi di interpretare un medesimo anniversario attraverso la materia e il colore. È forse questo l’aspetto più interessante dell’iniziativa: la celebrazione non rimane confinata all’idea del merchandising, ma cerca una dimensione più autoriale. La bottiglia diventa infatti un oggetto da collezione, mentre il vino continua a essere il punto di partenza di un racconto che mette insieme eccellenze e creatività. Flegreo-Art diventa così il punto d’incontro tra due anime apparentemente lontane ma profondamente legate alla stessa terra: quella del vino e quella dell’arte.
E se il Napoli celebra cento anni di storia, queste tre Magnum scelgono di raccontarne una piccola parte attraverso un linguaggio tutto partenopeo: quello della creatività, della passione e della capacità di trasformare ciò che appartiene al quotidiano in qualcosa di unico. Perché, in fondo, anche una bottiglia, quando porta con sé il racconto di Napoli e dei Campi Flegrei, può diventare un’opera d’arte.