Su uno sperone roccioso dei monti Lupari, bagnato dal fiume Sangro, in provincia di Chieti, c’è il piccolo borgo di Civitaluparella, paese dal nome curioso composto da “civita”, che indica un antico insediamento, e “luparius” che si riferisce al territorio circostante oppure al cacciatore di lupi, un tempo abitanti numerosi dei boschi circostanti.
Pillole di storia
Il borgo, situato in un territorio abitato fin dalla preistoria, di cui sono stati trovati numerosi reperti archeologici, è stato edificato in epoca medioevale e conserva ancora i tratti tipici dell’antico abitato, con le case in pietra e le strette viuzze.
La sua storia non è dissimile da quella di tanti altri paesi in tutt’Italia, passato di mano in mano da una signoria all’altra, anche grazie alla posizione strategica del suo antico nucleo fortificato di cui sono visibili i ruderi sul colle.
Tra le cose da vedere a Civitaluparella vi è la Grotta Cese, appena fuori del paese ed i ruderi del Castello Caldora, nella parte alta del borgo; la chiesa dell’Annunziata, e quella molto più antica di San Pietro Apostolo ricavata da una secolare abbazia benedettina.
Dalla piazza, oltre ad una splendida veduta panoramica della Val di Sangro e del massiccio della Maiella, si può notare la caratteristica disposizione del centro storico, articolato su vari livelli degradanti in cui si snodano scalinate, vicoli e stradine per la maggior parte percorribili solo a piedi, giungendo fino al “palazzo” cioè i ruderi dell’antica rocca, con la chiesetta dell’Annunziata.
Il territorio circostante offre numerosi scenari belli e suggestivi; tra questi il torrente Parello le cui acque formano una splendida
cascata; il lago della Pantera e il lago della Torretta; il bosco Difesa, il bosco di Monte Pidocchio e il bosco delle Cese.
Feste e sagre
A Civitaluparella, che conta meno di 400 abitanti e fa parte dell’Associazione delle Città della Patata, si svolgono diverse iniziative; dalla Festa patronale di S. Rocco, protettore del paese, quando c’è anche la benedizione dei pani, alla Festa di Sant’Agata, Santa Patrona del latte materno.
Ed ancora quella di San Pietro Apostolo, quella di Sant’Antonio Abate quando, come in molti altri paesi d’Abruzzo, si accende in piazza un grande falò quale rito di purificazione e di distruzione del male e la Sagra del cibo contadino, nata per far conoscere i prodotti tipici del paese.