Situata nell’angolo nord est della Sicilia, Messina, con circa 250.000 abitanti, è la terza città metropolitana della Sicilia, nonché Città Universitaria istituita dal Pontefice Paolo III nel novembre 1548. La sua storia millenaria, la cultura, la posizione geografica, le bellezze naturali fanno di Messina una città unica e incantevole in Europa e nel Mediterraneo.
Pillole di storia
Città dalle antichissime origini risalenti al 2148 a.c.. Rifondata da coloni greci provenienti da Calcide (l’isola Eubea) nel 750 a.c. con il nome di Zancle, dal greco “falce”, per la forma omonima del suo porto naturale. Essendo al centro del Mediterraneo Zancle prosperò e si sviluppo. Successivamente con l’arrivo dei Messeni, prese il nome di Messenion o Messene. Messana fu proclamata libera e alleata di Roma “Civitas foederata”, esente da ogni tributo sia di guerra che di granaglie, e Cicerone all’epoca la definì città grandissima e ricchissima.
Dopo l’epoca Romana, continuò ad avere importanza in epoca Bizantina. L’imperatore Bizantino Arcadio, nel 407 d.c. la nominò Protometropoli della Magna Grecia e della Sicilia, sostituendo, l’antico gonfalone con le tre torri, con la croce d’oro in campo rosso (attualmente visibile nello stemma della città). Con i Normanni di Ruggero II nel 1061 divenne città libera tra le più ricche e belle della Sicilia. Dal suo porto partirono i Crociati per la Terra Santa con l’editto di Ruggero Secondo ebbe il titolo di Caput Regni e Consolato del Mare (ancora oggi esiste la via cittadina omonima), per dirimere controversie sul commercio e la navigazione. La sua Zecca (ancora oggi esiste la via cittadina omonima) batte Moneta per tutto il Regno Normanno con il motto MSNC – Messana Nobilis Siciliane Caput. Città eroica dei Vespri nel 1282, Messina valorizzo così lo splendore dello Stretto con l’essere città di mare, porto e porta della Sicilia.
La città nel corso dei secoli ha subito devastanti distruzioni a causa dei terremoti; il più disastroso, nel 1908, rase al suolo buona parte di Messina, compreso molte delle sue chiese e dei suoi palazzi antichi; gravissimo fu il numero delle vittime, circa 70 000.
Tra il Mito e il Mare
Nobile ed incantevole città, tra il Mito e il Mare, si racconta che Urano, che rappresentava il cielo stellato, in unione con Gea, la Terra, diede alla luce i sei Titani, le sei Titànidi, i tre Ciclopi e i tre Ecatonchìri. Il padre Urano li rinchiuse nel Tartaro perché temeva che lo potessero spodestare. Gea nel frattempo indusse i propri figli a ribellarsi alle volontà del padre snaturato. Il più giovane di essi “il Tempo” e cioè Krono, assalì nel sonno il padre, lo ferì gravemente con una falce datagli dalla madre e liberò i fratelli. La falce cadde sulle rive del mare Ionio proprio in Sicilia, ancorandosi con la terra, e formando una bellissima città (Messina) che per questo fu chiamata Zancle (falce).
Porto e porta della Sicilia
Messina è stata visitata da personaggi di ogni epoca. Johann Wolfgang Goethe visitò la città dello Stretto nel 1787, e ne rimase particolarmente colpito “…dallo stupendo scenario nel quale è incastonata la città, distesa tra le falde dei monti Peloritani, degradanti verso la costa, e lambita dal mare, che rinvia al ricordo di miti suggestivi e di antiche leggende…” Giovanni Paolo II arriva in visita pastorale a Messina l’11 Giugno 1988: “Chi non sa che la vostra città, “porta della Sicilia”, è ad un tempo un balcone affacciato sul continente e un naturale crocevia fra Oriente e Occidente, tra Nord e Sud? Non v’è in questo una sorta di vocazione particolare?”
Attualmente il Porto, che si apre sulla sponda occidentale dello Stretto di Messina, è costituito da un’ampia insenatura racchiusa dalla tipica falce naturale. Inaugurata nel mese di Giugno 2010 la nuova banchina, che deriva dall’unione dei moli Vespri e Colapesce, che presenta una lunghezza complessiva di oltre 500 metri ed ha una superficie complessiva di 8.400 metri quadrati, al fine di migliorare l’accoglienza dei turisti. e di ospitare le navi da crociera più grandi del Mediterraneo. Ad oggi il Porto di Messina, scalo dei traghetti per il Continente, è il primo in Italia per numero di passeggeri in transito e si sta candidando anche tra i primi porti d’Italia per traffico crocieristico. La città di Messina si affaccia sul porto con il suo centro storico.
Moltissime le chiese e le basiliche che meritano una visita, ad iniziare dalla Cattedrale Protometropolitana, la chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani, il Sacrario di Cristo Re, la duecentesca chiesa di Santa Maria Alemanna, solo per citarne alcune.
Tantissimi anche gli esempi di architettura civile, come il Palazzo Zanca, sede le Municipio; la Galleria Vittorio Emanuele III, riccamente decorata al suo interno con bellissimi stucchi e un pavimento a mosaico bianco e nero; il cinquecentesco Palazzo del Monte di Pietà; il Palazzetto Coppedè e tanti altri.
Interessanti anche i Musei della città, tra cui spicca il Tesoro del Duomo, custodito ed esposto nel corpo aggiunto sulla fiancata Sud del tempio; una ricchissima raccolta di preziosi oggetti di culto appartenuti alla Cattedrale sin dal Medioevo, in massima parte argenteria opera della rinomata scuola orafa messinese. Il pezzo più prezioso del Tesoro è la cosiddetta “Manta d’oro”, preziosissimo rivestimento del quadro della Madonna della Lettera nelle grandi feste, tutta d’oro finemente cesellato con motivi floreali e geometrici;
L’economia messinese
Messina è situata al centro di una zona agricola, con una consistente produzione di agrumi, tra cui il limone, l’arancio, il mandarino e il mandarancio o clementina, frutta, ortaggi, del vino D.O.C. Faro. Particolarmente rilevante in passato, quando annoverava pregiatissime produzioni derivate come la seta e i derivati agrumari, ancor oggi l’agricoltura riveste un ruolo importante nell’economia messinese. Diffuso è anche l’allevamento di vari tipi di animali da carne, in particolare di ovini.
Il settore turistico si è sviluppato negli ultimi anni con la presenza annuale in città dei croceristi, risollevando Messina da una grave crisi nel settore dovuta alla vicinanza dei grandi poli di attrazione di Taormina e delle Isole Eolie; particolarmente vivo il settore balneare, in particolare per le coste della zona nord, intorno a Capo Peloro, il punto più vicino alla costa calabrese, in cui sorge il faro.
Eventi e folklore
Tanti gli eventi organizzati in città: la festa del Venerdì Santo con la processione delle Barette (Varette), risalente al 1610; la festa del Corpus Domini, con la lunga processione preceduta da fedeli incappucciati detti “Babaluci” e da tutte le associazioni, congregazioni e arciconfraternite religiose della città.
La festa più importante è però quella che si svolge a ferragosto di ogni anno quando viene portata in processione da migliaia di fedeli, vestiti di bianco e blu e a piedi scalzi, un’antica macchina votiva: la Vara, raffigurante le fasi dell’Assunzione della Vergine Maria al cielo.
Nei giorni precedenti il 15 agosto, le vie della città sono percorse dalla processione festante dei due Giganti e del Cammello, assieme a numerosi gruppi folkloristici. In particolare, le due colossali statue a cavallo raffigurano i leggendari fondatori della città, la messinese Mata e il moro Grifone.
L’enogastronomia messinese
Le specialità della cucina messinese sono i piatti a base di pesce e frutti di mare: pesce spada, pesce stocco, cozze, costardelle e tonno mentre a base di carne le braciole e il falsomagro. Dolci tipici messinesi sono la pignolata glassata, il bianco e nero, i cannoli di ricotta con la variante al cioccolato, la cassata siciliana. Tipici anche la focaccia messinese (scarola riccia, acciughe dissalate pepe nero e formaggio tuma), il pane alla disgraziata, i rustici e la granita, dai gusti vari (fragola, limone, mandorla, gelsi, cioccolato, pistacchio e, molto apprezzata, la granita al caffè con panna) accompagnata dalla tradizionale brioscia. Tra i piatti della tradizione troviamo i pidoni, una specie di calzone ripieno di scarola bianca riccia, acciughe sotto sale e scamorza, U ciusceddu, un piatto a base di carne bovina tritata, ossa di vitello, ricotta fresca, uova, pangrattato formaggio maiorchino, pomodori, cipolla sedano e prezzemolo e la pasta ‘ncaciata, fatta con carne bovina, un pollo novello, fegatini, carne magra bovina tritata, uova, salame sant’Angelo di Brolo, scamorza, formaggio pecorino stagionato, pangrattato, melanzane, salsa di pomodoro, cipolla, pasta del tipo corta liscia, prezzemolo, basilico, strutto, sale e pepe nero macinato.