In una zona ricca di lussureggianti uliveti, castagneti e querceti, nell’entroterra di Imperia, c’è il piccolo borgo di Lucinasco, poco meno di 300 abitanti, nell’alta valle del torrente Impero, in Valle Arroscia. Qui c’è tranquillità e relax: i giardini, gli uliveti, i castagneti e le antiche querce infondono una sensazione di pace, lontani dalla frenesia della quotidianità.
Pillole di storia
Il borgo di Lucinasco fu un antico possedimento dei conti di Ventimiglia dalla metà del XII secolo circa; è di quest’epoca la costruzione del castello, di cui rimangono le rovine. Successivamente la contrada viene ceduta ad Onorato Lascaris, conte di Tenda prima e dal ‘500 parte dei domini di Casa Savoia; con la soppressione dei feudi imperiali e la conseguente dominazione napoleonica il territorio di Lucinasco confluì tra il 1801 e il 1803 nella Repubblica Ligure andando a costituire il cantone di Val di Maro nella Giurisdizione degli Ulivi; tornato sotto il dominio del Savoia, ne ha seguito le sorti fino al Regno d’Italia.
Olio, olive e uliveti
Lucinasco, situato su un crinale a circa 500 metri slm dal quale si gode un bellissimo panorama delle valli di Oneglia e del Maro, fino al mare ed alla costa della Corsica, è caratterizzato da numerose aziende agricole, quasi tutte a conduzione familiare, che producono olive di qualità “Taggiasca” e olio tra i più rinomati della Liguria.
Questo tipo di ulivi sono giunti nel territorio fin dal 1600, arrivati con l’insediamento dei frati francescani, i quali ne curarono la coltura tramite la pratica dell’innesto a spacco. Il paese è infatti noto per la qualità e la finezza dell’olio extravergine di oliva, che si produce ancora secondo le antiche tecniche di frangitura e spremitura tipiche del Ponente Ligure.
Dove vivere è bello
A Lucinasco, che la rivista Airone qualche anno fa ha classificato come uno dei posti dove “vivere è bello”, si vive praticamente come molti anni fa, coltivando i 55.000 ulivi che producono più di 200.000 bottiglie di olio extra vergine; qui tutto è fatto con attenzione incredibile, a partire dalla potatura di maggio che deve essere eseguita con strumenti adatti per non danneggiare i rami fino ad arrivare al raccolto fatto a mano, senza l’uso delle reti.
Un museo diffuso
Lucinasco è un luogo in cui le opere sono dislocate in tutto il paese; la sua bellezza si coglie immergendosi lentamente nei caratteristici vicoli.
Tra le cose da vedere la settecentesca parrocchiale di Domenico Belmonte, nativo della zona, nelle cui vicinanze si trovano i resti di un antico castello feudale dei Conti di Ventimiglia; la Chiesa di Santo Stefano, ricostruita nel ‘700, e la quattrocentesca Chiesa Monumentale della Maddalena, in stile romanico, immersa in uno scenario incontaminato, dichiarato Monumento Nazionale, da cui si gode di uno stupendo panorama sulla valle.
Le strade e i palazzi fanno tutti parte del Museo diffuso di Lucinasco, insieme al Museo Aquarone il quale è diviso in più sezioni, la Sezione d’Arte Sacra, con opere pittoriche e scultoree, la Sezione Etnografica e la Casa Contadina, dedicate alla civiltà contadina.
Una particolarità di Lucinasco sono le caselle, costruzioni in pietra a secco tipiche soprattutto del ponente ligure; risalgono addirittura all’epoca preromana e avevano la funzione di riparo di fortuna nelle zone montane. Con la conquista romana e lo sviluppo dell’economia agricola furono utilizzate come riparo per i pastori o per riporre gli attrezzi agricoli.
Il borgo, che fa inoltre parte dell’Associazione Nazionale “Città dell’olio”, organizza ogni anno varie manifestazioni, tra cui la “Sagra della capra e fagioli”, dedicata ovviamente all’olio extravergine di oliva ed altri piatti e prodotti locali. In estate anche una rassegna di concerti estivi nella suggestiva cornice del lago di Lucinasco.
In occasione della festa patronale di Sant’Antonino si svolge poi la sagra delle “Buje”, tipico dolce del ponente ligure la cui cottura avviene per immersione in olio d’oliva bollente.