A Napoli il vino chiama, coinvolge e seduce. Lo ha dimostrato ancora una volta Anteprima VitignoItalia, che al Grand Hotel Excelsior ha riunito oltre 2000 tra visitatori, operatori e giornalisti, richiamati da 500 etichette e da alcune delle realtà più rappresentative del panorama vitivinicolo nazionale.
La giornata, scandita da una partecipazione costante nonostante le condizioni meteo avverse, ha confermato la maturità dell’evento e la sua capacità di attrarre professionisti e stampa estera grazie alla strategica collaborazione con ICE. Maurizio Teti, direttore della manifestazione, ha definito l’Anteprima come “un’esperienza consapevole, un modo per raccontare il vino come cultura”, sintetizzando efficacemente il taglio che da vent’anni caratterizza VitignoItalia.
Un percorso attraverso i territori: alcune cantine protagoniste
Il viaggio fra le aziende presenti è stato una mappa sensoriale dell’Italia produttiva, dove ognuna ha portato con sé identità e storia.
Abbazia di Novacella – Alto Adige
Una delle realtà monastiche più antiche d’Europa, celebre per l’enologia d’altura. I suoi bianchi – in particolare Sylvaner, Kerner e Riesling – hanno confermato la proverbiale precisione aromatica della Valle Isarco: mineralità netta, freschezza lineare, profonde suggestioni alpine.
Muri-Gries – Alto Adige
Storico convento-agricolo alle porte di Bolzano e riferimento assoluto per il Lagrein. I vini in degustazione hanno espresso il carattere più scuro e vellutato della varietà, con tannini setosi e intensità calibrata. Una firma che resta sinonimo di affidabilità stilistica.
Cantina Tatanni – Toscana
Produttrice radicata nella tradizione toscana ma napoletanissima con la sua Mitra di San Gennaro, ha presentato Sangiovese e blend territoriali dal profilo diretto e rigoroso. Vini che puntano su equilibrio e pulizia espressiva, senza compiacenze tecniche: una scelta che valorizza struttura, frutto e la riconoscibilità delle colline interne.
Cataldi Madonna – Abruzzo
Una delle aziende più influenti nel rilancio contemporaneo del Cerasuolo d’Abruzzo. In assaggio: Montepulciano dalla struttura definita, rosati iconici per brillantezza cromatica e una linea di bianchi in cui spicca l’eleganza minerale delle altitudini del massiccio del Sirente. Una conferma della solidità stilistica della famiglia.
La Marchesana – Puglia
Specializzata nel Negroamaro, ha presentato un rosso moderno, calibrato, in cui la maturità del frutto non sovrasta freschezza ed equilibrio. Una lettura attuale del Salento, capace di unire solarità mediterranea e precisione enologica.
Cantina Patrì – Sicilia
Portavoce dell’identità vitivinicola del centro-sud dell’isola, i vini dalle etichette più artistiche dell’evento hanno espresso la consueta impronta minerale dei suoli calcarei: note solari, struttura avvolgente e una persistenza aromatica che racconta la vocazione dell’entroterra siciliano. Un’azienda che continua a crescere in autorevolezza.
Distilleria Mantovani 1824 – Emilia-Romagna
Storica realtà artigianale con due secoli di attività, specializzata in distillati di tradizione familiare, tra grappa e liquori con note di cacao e caramello salato hanno offerto una chiusura di degustazione solida e identitaria, fedele a una scuola classica che punta su purezza e rispetto della materia prima.
Una parentesi dolce che ha lasciato il segno
A impreziosire il percorso degustativo, Cesto Bakery di Torre del Greco ha presentato un panettone alla mela limoncella e cannella di Ceylon: prodotto tecnicamente impeccabile, aromaticamente fine e sorprendentemente in linea con diverse espressioni bianche del Nord Italia. Un abbinamento insolito ma coerente con il taglio gastronomico dell’Anteprima.
Verso maggio 2026
L’entusiasmo registrato all’Excelsior è un anticipo del clima che accompagnerà il Salone VitignoItalia 2026, in programma alla Stazione Marittima. L’edizione si preannuncia come una delle più ricche di sempre, con ampliamento delle aree espositive, nuovi appuntamenti formativi, masterclass tematiche di respiro internazionale, maggiore coinvolgimento di buyer provenienti da mercati emergenti e un programma culturale che intende rafforzare il rapporto tra Napoli e la narrazione enologica italiana.
VitignoItalia continua così a configurarsi non solo come evento fieristico, ma come osservatorio privilegiato sull’evoluzione del vino italiano, un luogo in cui il racconto dei territori si fa concreto, accessibile, condiviso.