Gli Stati generali delle Dop e Igp, promossi dalla Regione Emilia-Romagna, nella loro prima edizione hanno riunito alcuni giorni fa a Bologna istituzioni, consorzi di tutela, imprese ed esperti nazionali ed europei; il summit , a partire dall’esperienza dell’Emilia-Romagna, ha affrontato una delle questioni centrali per l’agroalimentare europeo: il futuro delle produzioni di qualità certificata, tra politiche Ue, mercati internazionali e territori.
Gli Stati generali delle Dop e Igp sono stati un appuntamento inedito, pensato per avviare una riflessione strutturata sul ruolo delle Indicazioni geografiche come leva di sviluppo economico, competitività delle filiere e presidio dei territori, assumendo l’esperienza emiliano-romagnola – Food Valley d’Europa – come riferimento per un modello di crescita fondato su qualità certificata, identità territoriale e capacità competitiva.
Un ruolo che trova conferma nei numeri: 44 produzioni Dop e Igp, il numero più alto in Italia, con un valore complessivo della Dop Economy pari a 3,9 miliardi di euro. Le produzioni alimentari rappresentano 3,5 miliardi di euro, pari all’88,5% del valore complessivo, mentre il vino a Indicazione geografica vale 455 milioni di euro (11,5%).
Nel complesso, l’agroalimentare regionale vale circa 37 miliardi di euro, di cui oltre 10 miliardi destinati all’export, ed è la seconda voce dell’export dell’Emilia-Romagna, dopo meccanica e meccatronica. Sul territorio operano oltre 53mila imprese agricole e agroalimentari, di cui circa 4.500 dell’industria alimentare, mentre la produzione lorda vendibile agricola si attesta a 6 miliardi di euro.

Michele De Pascale
“Con gli Stati generali delle Dop e Igp l’Emilia-Romagna si conferma un laboratorio nazionale per le politiche della qualità agroalimentare– dichiarano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Apriamo un confronto strutturato sul futuro delle Indicazioni Geografiche in Europa e nel mondo, per contribuire alla costruzione di un vero piano di azione europeo capace di rilanciare il settore e rafforzare cultura alimentare, crescita dei territori e identità”.

Alessio Mammi
“Le Dop e le Igp non sono soltanto un valore economico: sono coesione sociale, presidio dei territori e futuro per le nostre comunità– proseguono presidente e assessore-. I dati sull’export lo confermano: qualità certificata, legame con il territorio e filiere organizzate sono leve decisive per la crescita dell’agroalimentare emiliano-romagnolo. Un patrimonio economico e culturale che rende centrale, anche a livello europeo, il rafforzamento delle politiche di tutela, promozione e valorizzazione delle Indicazioni geografiche. Oggi più che mai l’Europa deve tornare a essere un luogo di scelte coraggiose, dove sia chiaro che produrre cibo non significa solo rispondere a un bisogno, ma investire in lavoro, cultura, identità e sviluppo dei territori, per costruire un’Unione europea più forte, giusta e sicura. Come Regione abbiamo messo a disposizione, nelle annualità 2025 e 2026, 25 milioni di euro per la promozione agroalimentare”.

Roberta Frisoni
“In Emilia-Romagna– aggiunge l’assessora al Turismo e Commercio, Roberta Frisoni– il legame tra Indicazioni geografiche, territorio e turismo è un pilastro delle politiche di sviluppo e promozione integrata. Le Dop e Igp rappresentano non solo eccellenze agroalimentari riconosciute a livello internazionale, ma sono autentiche ambasciatrici di territori, tradizioni e identità. Dalle Strade dei sapori alle fiere ed eventi enogastronomici, l’Emilia-Romagna è un fiorire di iniziative che crescono nel tempo, attraendo sempre più turisti anche dall’estero. È su questa integrazione tra produzione di qualità, turismo e territorio che la Regione Emilia-Romagna continua a scommettere come leva strutturale di competitività, per rispondere alla domanda di un turismo sempre più consapevole, sostenibile e orientato alla ricerca di esperienze autentiche e di qualità”.
Nel corso dei lavori la Regione ha quindi rilanciato 5 proposte per rafforzare il ruolo delle Indicazioni geografiche in Europa, già presentate lo scorso novembre a Bruxelles in occasione della Settimana della cucina italiana: l’attivazione di un fondo straordinario europeo da 1 miliardo di euro per la promozione delle Dop e Igp; un piano europeo per l’utilizzo delle Dop e Igp nella ristorazione, esteso a tutta la rete dei ristoranti; il rafforzamento della formazione enogastronomica per le giovani generazioni, nelle scuole di cucina e alberghiere di tutta l’Unione; l’introduzione nelle mense scolastiche di prodotti a Indicazione geografica; l’istituzione di un credito di imposta per chi acquista prodotti Dop e Igp nella ristorazione, per sostenere il settore agroalimentare.
“Proposte di buon senso– concludono de Pascale e Mammi- che possono fare la differenza, soprattutto in una fase complessa per l’agricoltura. Scelte in controtendenza rispetto a una visione che riduce il cibo a semplice ‘commodity’, e che invece rimettono al centro l’agricoltura, l’agroalimentare e la produzione di qualità come base di uno sviluppo a misura d’uomo, capace di incentivare comunità coese e valorizzare le identità territoriali”.
A sostegno di questo percorso, la Regione Emilia-Romagna ha destinato 25 milioni di euro nel biennio 2025–2026 per la promozione nazionale e internazionale delle produzioni di qualità, con missioni strategiche all’estero, attività a Bruxelles e iniziative di valorizzazione sui mercati europei e internazionali.
by Emilia Romagna Vini