Le Cucine Popolari quest’anno festeggiano i loro primi dieci anni di attività.
Sono il frutto di un matrimonio “di interesse” tra Roberto Morgantini e la compagna Elvira che decisero di convolare a nozze, il 27 giugno 2015, dopo 38 ani di convivenza e due figli adulti.
Perche’?
Perchè si amavano e…perchè avevano bisogno di denaro per realizzare un sogno che da tempo accarezzavano. Gli sposi chiedono come regalo di nozze dai parenti, dagli amici e dai bolognesi di buona volontà, donazioni in denaro.
Roberto, con un passato da militante del ’68 e poi nel sindacato, voleva avviare a Bologna la prima Cucina Popolare, non una semplice mensa per indigenti.
Il sogno si è concretizzato ed oggi quattro sono le Cucine Popolari a Bologna.
Qui non si pranza con posate, piatti o bicchieri monouso ma si usano i coperti che si incontrano in ogni casa.
Non si vuole semplicemente sfamare ma dare sostegno e solidarietà con chiacchiere e compagnia.
Cibo e compagnia
Alle Cucine Popolari gli ospiti creano relazioni ed amicizie che aiutano a superare esclusione e solitudine.
Come dice Roberto Morgantini: “I poveri sono ricchi di tempo, troppo spesso vuoto, inutile che assomiglia al nulla, inducendo alla depressione. Ma se quel tempo lo riempiamo in modo utile alla nostra comunità per noi e per gli altri ecco che un poco la vita si trasforma, diventa migliore. Non è sempre facile, qua ci sono persone che sono spesso agli ultimi, e tenerli insieme può essere un lavoro duro. E non sempre riesce però questa è la nostra ispirazione. All’inizio avevamo messo in ogni tavolo dei facilitatori, adesso non ce ne è più bisogno, anche da questo si misura la crescita dell’iniziativa”.
Oltre ai pasti giornalieri, ci sono sempre iniziative pubbliche o private che le vivacizzano.
Eventi
Una di queste splendide iniziative si sta svolgendo proprio in questi mesi che precedono il Natale: ogni giovedì decine di volontari si incontrano per preparare i tradizionali tortellini delle feste. Ci sono collaboratori volonterosi che insegnano alle nuove leve come si riempiono e chiudono i tortellini.
Questa pasta rappresenta una delle tipicità culinarie di Bologna e che qui si vende a prezzi estremamente competitivi se si considera che vengono preparati rigorosamente a mano e con ingredienti di altissimo livello.
Il ricavato serve per migliorare ed ampliare il progetto di Cucine Popolari.
Le Cucine Polari infatti non di vivono finanziamento pubblico ma si avvalgono di una vasta rete di sostenitori singoli, cooperative, aziende alimentari, commercianti, associazioni e produttori agricoli.
Attualmente le Cucine Popolari possono contare su centinaia di volontari, fissi o occasionali, e molti tra questi erano, dieci anni fa, “ospiti”!
Con 150.000 pasti all’anno offerti gratuitamente … il sogno di Elvira e Roberto si è ampiamente concretizzato!