Il pane che smette di essere solo cibo e nutrimento e diventa arte, cultura, stile di vita legato alla natura e alle cose buone di un tempo. Sarà uno sguardo diverso e innovativo sul pane e sul suo mondo il tema portante al centro della 21esima edizione del Mangirò, la camminata gastronomica ideata e organizzata dal Forno Calzolari di Monghidoro che si svolgerà domenica 5 luglio 2026.
Dodici chilometri di pane, gusto e arte: torna il Mangirò
Dodici chilometri che si snoderanno come sempre tra le alture, i boschi, i borghi e le valli dell’Appennino bolognese, e lungo il percorso sette tappe in ognuna della quale saranno presenti due chef, ciascuno con un piatto che prenderà ispirazione dai prodotti del Forno Calzolari, vini, birre artigianali e altre golosità rare e preziose.
Pane a colazione: si comincia alle 9 dal Forno Calzolari
Si comincia alle 9 dai nuovissimi locali del Forno Calzolari nel centro di Monghidoro, appena sopra la sede storica: qui si svolgerà il momento della prima colazione – allietata dalla musica del DJ set – con una proposta classica curata da Angie Liang, contrabbassista taiwanese del Teatro Comunale di Bologna che nel proprio home restaurant propone una cucina dai forti sentori asiatici, e una salata del vicino Bar Touring.
Gli chef e i produttori presenti nelle varie tappe
Negli altri punti di sosta si alterneranno protagonisti storici del Mangirò e nuove sorprese che parteciperanno per la prima volta, da Mario Ferrara del Ristorante Scacco Matto agli Orti a Fabio Fiore del Quanto Basta, da Marco Canelli del Vicolo Colombina a Federica Frattini del Podere San Giuliano. Ma ci saranno anche gli impasti meravigliosi della pizza di Berberè, i mix di sapori del burger bar La Mandria, i piatti vegetariani del bistrot-libreria Baak, le irriverenti proposte del Birba Bar, i formaggi artigianali di Caseus, i dolci veg della Bottega di Mirtilla, i latticini vegetali di Adele Forme Vegane, il gelato della Cremeria Santo Stefano e le specialità dei produttori associati al Biodistretto dell’Appennino Bolognese.

Al Mangirò si mangia nel bosco, con le streghe del Forno Calzolari che penzolano dagli alberi
Vino, birra artigianale e kombucha
Il tutto verrà innaffiato dalle bibite realizzate da Zeid Nabulsi di Beebo, dalla viva kombucha di Fruilab, e per chi desidera puntare sul classico non mancheranno i vini di Scandelara, di Caccianemici, di Orsi Vigneto San Vito e di Aldilà del Fiume, e le birre artigianali – acide e non – di Ca’ del Brado. Non mancherà anche quest’anno l’intrattenimento con musica a cura dell’irriverente duo ‘’Discovinello’’ che con i loro vini e playlist faranno ballare ad inizio percorso con un Soft Clubbing rivisitato e un DJ set finale per festeggiare assieme la ventunesima edizione del Mangirò.
Uno sguardo artistico sul pane
Ma, come detto, questa edizione 2026 del Mangirò avrà una dimensione artistica particolarmente spiccata: nato dal desiderio di mostrare i campi di grano dell’Appennino a chiunque avesse voglia di lasciarsi trasportare dalla bellezza del panorama, oggi diventa una passeggiata di arte condivisa, costellata di opere d’arte basate sul pane.
Il progetto “Figlio, figlio mio”
Pilastro di questa dimensione artistica sarà “Figlio, figlio mio”, progetto nato dalla collaborazione tra il Forno Calzolari e OSA – Nuove Visioni tra Arte e Impresa con l’obiettivo di portare l’arte all’interno dell’azienda come strumento di coesione del team e di valorizzazione della dimensione umana dell’impresa. Ideato e curato da Silla Guerrini, artista visiva che esplora i concetti di vita e natura attraverso materiali organici come argilla, pane, terra, rami e foglie, “Figlio, figlio mio” si sviluppa lungo un intero anno, seguendo la ciclicità delle stagioni e quella del grano: il concepimento in inverno, la nascita in primavera, la maturazione in estate e il riposo autunnale.
Il pane come figlio di un lavoro collettivo
In questo percorso, il pane diventa metafora della cura genitoriale, indagando il rapporto tra chi genera e chi viene generato, tra la farina, il lievito madre e il pane. Il pane diventa il figlio, i suoi genitori diventano le ragazze e i ragazzi che lavorano per il forno. I trentacinque dipendenti del Forno Calzolari sono co-autori dell’operazione artistica: hanno seminato insieme, hanno vegliato sulla cottura notturna e hanno posato con il pane in un atteggiamento di accudimento, celebrando la vita e l’imperfezione come forma di bellezza.

Tantissimi come sempre i piatti proposti, basati sul pane o sugli altri prodotti del Forno
Le Veglie del Pane
Questo processo ha permesso di riscoprire il valore profondo del loro lavoro quotidiano, creando nuove dinamiche relazionali all’interno dell’impresa. Un progetto artistico che trasforma il gesto tecnico in atto poetico, il cibo in cura. Il percorso è iniziato il 26 gennaio 2026 con l’azione relazionale “Primo gesto”, il pensiero che genera vita, durante la quale i dipendenti hanno seminato un campo condiviso dove i chicchi di grano sono stati il veicolo di intenzioni personali. In primavera si sono svolte le Veglie del Pane: per oltre un mese, ogni notte, un dipendente del Forno ha eseguito una serie di gesti rituali per riconnettersi al senso più intimo della panificazione, accompagnando la metaforica nascita del pane.
Immagini di donne e uomini del Forno: le foto di Enzo Sbarra
Altro protagonista dell’edizione 2026 sarà il fotografo Enzo Sbarra, che ha ritratto le donne e gli uomini dell’azienda. Senza pose forzate, ha catturato il legame sincero tra i lavoratori e il frutto delle loro mani e dei loro gesti, restituendo immagini di straordinaria potenza visiva. Le fotografie saranno esposte lungo i 10 chilometri dell’itinerario gastronomico, dove il paesaggio stesso diventa memoria attiva. Infine nell’ultima tappa al Rifugio Fantorno i partecipanti saranno attesi dall’opera site-specific dell’artista giapponese Chibu Kobayashi, opera che verrà abitata da un nastro bianco sul quale ciascuno sarà chiamato a fissare un intento, un desiderio, un pensiero, una sola parola.
Quanto costa partecipare
Il costo di partecipazione alla manifestazione sarà di 39 euro per gli adulti e di 20 euro per i bambini dai 6 ai 12 anni (al di sotto dei 6 anni è gratuito), con la prescrizione di acquistare on line sul sito del Forno Calzolari o di persona in una delle sedi del Forno il menu preferito e la possibilità, all’acquisto, di scegliere il menu vegetale.