Carloforte, la bella isola della Sardegna, sta vivendo una nuova fase come destinazione turistica; cresce l’interesse dei viaggiatori, la stagione tende progressivamente ad allungarsi oltre il cuore dell’estate, mentre la storia e la cultura tabarchina restano il punto fermo di una comunità che vuole aprirsi senza perdere la propria identità.
I numeri fotografano questa evoluzione: tra maggio e settembre 2025 le strutture ricettive di Carloforte hanno registrato circa 50.000 presenze, il miglior risultato negli ultimi dieci anni nello stesso arco temporale; un dato che racconta l’attrattività crescente della destinazione, ma anche una sfida più ampia: accompagnare lo sviluppo turistico migliorando la qualità dell’accoglienza e la fruibilità del territorio anche per chi lo vive tutto l’anno, ampliando la stagione senza snaturare il patrimonio culturale e il carattere del luogo.
Quella di Carloforte è del resto un’identità mediterranea molto particolare. Il paese fu fondato nel 1738 da famiglie liguri originarie di Pegli, arrivate sull’Isola di San Pietro dopo una lunga permanenza a Tabarka, sulla costa tunisina. Una storia che vive ancora oggi nel tabarchino, varietà di genovese parlata dalla comunità, e in una cultura marinara profondamente legata al mare, alla pesca e lavorazione del tonno. Un patrimonio che i carlofortini continuano a custodire e tramandare e che contribuisce a definire il carattere stesso della destinazione.
È in questo equilibrio tra apertura e tutela dell’identità che l’accessibilità assume un ruolo strategico e un significato nuovo. Non più soltanto una questione legata all’abbattimento delle barriere fisiche, ma una componente della qualità dell’esperienza, tanto per chi visita Carloforte quanto per chi la vive ogni giorno: poter trovare informazioni affidabili, capire prima di partire se un luogo risponde alle proprie esigenze, muoversi in autonomia e incontrare operatori preparati ad accogliere necessità differenti.
Da questa visione prende forma “Carloforte Tütti Insémme”, il progetto del Comune dedicato a rendere più inclusiva e fruibile l’esperienza a Carloforte. L’iniziativa si inserisce nel programma regionale “L’Isola che Accoglie – Turismo accessibile e inclusivo in Sardegna”, promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna e finanziato dal Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità. Il programma coinvolge anche Alghero, La Maddalena e Orosei, ha una durata di 24 mesi e prevede un investimento complessivo regionale di 1.769.523 euro.
A dare forma concreta a questo progetto contribuirà World4All, startup italiana specializzata nell’accessibilità, che porterà metodo, competenze specialistiche e formazione per ampliare il lavoro già avviato dal Comune.
Il progetto non toccherà soltanto i turisti. L’accessibilità riguarda anche la vita quotidiana di una comunità in cui, al 1° gennaio 2025, secondo rilevazioni ISTAT, quasi un residente su tre aveva 65 anni o più. Rendere più semplici gli spostamenti, più comprensibili le informazioni e più fruibili luoghi e servizi significa quindi intervenire contemporaneamente sulla qualità dell’esperienza turistica e su quella di chi Carloforte la vive tutto l’anno.
Il fattore accessibilità
Nel comune questo approccio al fattore accessibilità assume infatti una rilevanza particolare anche per la condizione di “isola nell’isola”: per chi arriva, l’esperienza comincia ancora prima dell’approdo, dalla ricerca delle informazioni e dalla prenotazione all’imbarco sul traghetto e all’organizzazione degli spostamenti una volta raggiunta l’Isola di San Pietro. Anche un’informazione assente, inesatta o poco comprensibile può trasformarsi in una barriera, limitando la possibilità di organizzare il viaggio e compiere scelte autonome.
Carloforte, però, non parte da zero. Il Comune ha già lavorato sull’accessibilità di alcune delle sue spiagge: La Caletta, La Bobba, Punta Nera e Il Giunco sono dotate di passerelle, solarium, pontili galleggianti, servizi igienici e sedie J.O.B. per facilitare l’accesso al mare alle persone con specifiche esigenze di mobilità. Con “Carloforte Tütti Insémme” questo lavoro diventa il punto di partenza per allargare lo sguardo oltre la sola barriera fisica. Entrano così in gioco le esigenze sensoriali e cognitive, la qualità e la comprensibilità delle informazioni, la possibilità di pianificare gli spostamenti e, più in generale, tutto ciò che può incidere sull’autonomia di una persona prima e durante il soggiorno.
World4All realizzerà sopralluoghi e rilevazioni tecniche per documentare le reali condizioni di fruibilità dei luoghi e individuare possibili margini di miglioramento. Le informazioni raccolte saranno rese disponibili anche attraverso l’app World4All, con schede georeferenziate, fotografie e indicazioni sulle caratteristiche di accessibilità. L’obiettivo non è assegnare a un luogo un generico bollino di “accessibile”, ma mettere ciascuno nelle condizioni di capire in anticipo se quello spazio o servizio possa rispondere alle proprie necessità.
Una destinazione non è fatta soltanto di luoghi
L’accoglienza passa anche dalle persone. Per questo una parte centrale del progetto sarà dedicata a chi ogni giorno entra in contatto con residenti e visitatori: personale comunale, Info Point, operatori turistici e balneari, trasporto marittimo e terrestre. Attraverso World4All Academy saranno forniti strumenti per riconoscere esigenze differenti, comunicare in maniera corretta e rispondere con maggiore consapevolezza alle necessità delle persone con disabilità e delle persone neurodivergenti.
Ciò che sta accadendo a Carloforte intercetta un cambiamento più ampio nel modo di guardare al turismo accessibile. In Italia il comparto vale 9,6 miliardi di euro tra effetti diretti e indotti e rappresenta l’8,2% delle presenze turistiche nazionali. Eppure, tra i circa 13 milioni di italiani con disabilità di diverso livello e grado, tre persone su quattro rinunciano a viaggiare per la mancanza di informazioni affidabili sulla reale accessibilità di strutture e servizi.
World4All contribuirà inoltre al progetto attraverso un’attività specialistica di disability management, affiancando il lavoro sull’accessibilità e il confronto con associazioni e realtà locali. Sono previsti anche incontri pubblici e momenti di restituzione, affinché dati, esperienze e riscontri raccolti possano diventare nel tempo strumenti utili per orientare le scelte future.
Una visione che guarda anche oltre Carloforte
Per Carloforte la prospettiva va dunque oltre il singolo progetto: fare dell’accessibilità una componente strutturale del proprio modello di ospitalità, insieme alla destagionalizzazione e alla tutela di quell’identità che continua a distinguere la destinazione.
La Sardegna rappresenta infatti il primo presidio territoriale di World4All e il punto di partenza di una strategia con cui la startup punta a sviluppare un modello di turismo inclusivo capace, nel tempo, di essere esteso anche ad altre destinazioni italiane ed europee.