Le meraviglie del Périgord
Il Périgord è un’antica provincia della Francia sud-occidentale, corrispondente in gran parte all’attuale dipartimento della Dordogna, nella regione della Nuova Aquitania. Il suo territorio si divide tradizionalmente in quattro zone, distinte da un colore: Bianco, Verde, Porpora e Nero, che richiamano prevalentemente il paesaggio. Il Bianco prende il nome dal calcare chiaro dell’altopiano attorno a Périgueux, il Verde dai prati e dai boschi del nord, il Porpora dai vigneti di Bergerac e il Nero dalle scure foreste di querce attorno a Sarlat. Sono denominazioni nate in epoca moderna a scopo turistico, per orientare i visitatori, non divisioni amministrative ufficiali. Chi arriva qui pensando solo al foie gras resta però completamente spiazzato. La regione è sorprendente per la varietà delle sue ricchezze: castelli abbarbicati sulle rupi, siti preistorici e grotte decorate, architettura medievale e rinascimentale, chiese e abbazie e, non ultimi, giardini di rara perfezione, tutto a poca distanza in un territorio da esplorare con calma, scegliendo una buona base di partenza.
Partenza da Sarlat
La base ideale è Sarlat-la-Canéda, la cittadina più grande del Périgord Noir. Il nome doppio deriva da due comuni distinti, uniti nel 1965 per ragioni amministrative. Per il visitatore però conta solo la Sarlat medievale, prima città francese a beneficiare della legge Malraux sulla tutela del patrimonio, che ne ha fatto il motore del turismo regionale. Vicoli stretti, case con tetti in pietra grigia detta lauze e dimore nobili in pietra dorata compongono un set cinematografico a cielo aperto. Da vedere ci sono la cattedrale di Saint-Sacerdos, che mescola romanico e gotico, la Lanterne des Morts e il mercato coperto allestito nella ex chiesa di Sainte-Marie, con portali alti oltre 15 metri in acciaio e vetro progettato dall’archistar francese Jean Nouvel. Qui conviene dormire e mangiare, per poi partire per le diverse escursioni.
Ufficio del Turismo e Le Bistrot
La tappa iniziale è l’Ufficio del Turismo, centralissimo, ospitato nell’Hôtel de Maleville, a due passi dalla cattedrale di Saint-Sacerdos. È un edificio rinascimentale protetto fin dal 1889, con finestre a croce, torrette pensili e un passaggio che lo separa dalla Maison de La Boétie: questa elegante dimora del 1525, dalla facciata rinascimentale italiana, è la casa natale di Étienne de La Boétie, umanista e grande amico di Montaigne. L’Ufficio del Turismo è una fonte molto valida di ispirazione per mappe, idee e prenotazioni di visite.
Sulla stessa place du Peyrou, di fronte alla cattedrale e proprio accanto alla casa di La Boétie, si trova Le Bistrot, dove assaggiare la cucina del Périgord a pranzo e a cena, anche ai tavolini all’aperto nelle belle giornate.
Il locale propone una cucina semplice e generosa, con specialità regionali e piatti da bistrot come grandi insalate, tartara di manzo, burger al foie gras, pesce fresco e gelati artigianali a prezzi sempre convenienti. Dispone di 70 coperti, anche all’aperto sulla piazza, ed è aperto sette giorni su sette.
I giardini di Eyrignac
Non lontano a est di Sarlat, nel comune di Salignac-Eyvigues, si trovano i più bei giardini della regione: i Jardins du Manoir d’Eyrignac, classificati monumento storico: sono dieci ettari di giardino alla francese, eredità dei secoli XVII e XVIII, digradanti lungo una collina, con 300 sculture vegetali potate a mano da una squadra di 13 persone, di cui 7 giardinieri. Si tratta principalmente di bossi, carpini e cipressi, tagliati in volumi geometrici, con decine di migliaia di piante. I giardinieri professionisti che operano qui, lavorando a mano come una volta, danno in media 150 colpi di cesoia al minuto.
Il percorso consigliato da percorrere a proprio agio senza accompagnamento tocca sette ambienti: le sculture vegetali, la pagoda cinese, il parterre alla francese, il giardino delle sorgenti e dei prati fioriti, il giardino bianco, il giardino fioraio e l’orto. Fontane, specchi d’acqua, giochi di luci e ombre e aiuole fiorite punteggiano le prospettive, mentre il panorama si apre sui paesi della Dordogne. Chi ha voglia di camminare di più può seguire due sentieri botanici, di 2,5 e 4,5 chilometri rispettivamente, che si snodano nella proprietà di ben 200 ettari. La passeggiata consigliata dura circa un’ora e mezza, con panche, sdraio e viali adatti ai passeggini; i cani sono ammessi al guinzaglio. Nei giardini sono state censite oltre 30 specie di uccelli.
Al centro del percorso si trova il Manoir, ancora abitato dai proprietari, che appartengono alla stessa famiglia da oltre 500 anni e sono giunti alla ventiduesima generazione. I giardini, aperti al pubblico da 35 anni, accolgono circa 80.000 visitatori l’anno e sono visitabili tutti i giorni dalle 10 alle 18, con audioguide gratuite in dieci lingue, oltre a matrimoni, cerimonie private e picnic bianchi in estate, serate in cui gli ospiti si vestono tutti di colore bianco. C’è anche il ristorante e salone da tè aperto tutti i giorni, famoso per il gelato alla rosa.
Arte nella pietra a Cadouin
Una diversa escursione porta invece a ovest di Sarlat, con uan strada che serpeggia tra colline e boschi, alla ricerca di un paese microscopico di poche case: Cadouin, nella foresta della Bessède, tra Sarlat e Bergerac, il cui nome secondo la tradizione significa cotogna. Qui sorge una delle più belle abbazie della regione. Fondata nel 1115, divenne cistercense nel 1119, undicesima abbazia ad aderire all’Ordine sulle orme di Pontigny, e di quei secoli conserva la chiesa abbaziale, la sacrestia e la base romanica degli edifici conventuali. L’attività monastica si interruppe nel 1790 ai tempi della Rivoluzione Francese.
La chiesa, a ingresso libero, è un superbo esempio di architettura romanica cistercense del XII secolo, consacrata nel 1154. La sua facciata, tripartita e di grande rigore geometrico, riflette la ricerca di sobrietà tipica dell’ordine monastico, coronata soltanto da un piccolo rosone centrale. All’interno, lo spazio è suddiviso in tre navate con capitelli scolpiti a motivi vegetali nel coro e coperto da volte a crociera romaniche nella navata centrale, mentre nel punto in cui si incrociano i bracci del transetto si alza una splendida cupola su pendenti.
Per il Chiostro di Cadouin, invece, si paga un biglietto, che vale ogni centesimo speso: si può ammirare così un capolavoro del gotico fiammeggiante della fine del Quattrocento, Patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Fermarsi a Cadouin significa prendersi il tempo di entrare in un piccolo mondo di colonne magnificamente scolpite, volte intrecciate, un seggio abbaziale in pietra, mentre il sole traccia arabeschi di luce sul pavimento delle gallerie. Le sculture, pensate come strumento didattico per i monaci, ne fanno un vero libro di pietra.
E’ un luogo quieto, universale, immutabile, scelto come scenario anche da parecchi film. C’è un percorso speciale per i bambini alla scoperta di piccoli particolari delle sculture in estate estate la visita notturna regala un’emozione in più.
La videoguida è disponibile in cinque lingue e un biglietto combinato permette di abbinare il chiostro al vicino castello di Biron, maestosamente adagiato in cima a una collina, il più grande di tutta la regione della Nuova Aquitania.
Entrambi questi siti sono gestiti da Semitour, la prima impresa turistica del dipartimento della Dordogna, che gestisce una gran parte dei sui siti più interessanti e visitati, grandi castelli, siti di svago e anche le famosissime grotte di Lascaux.
Dalla pietra dorata di Sarlat al verde geometrico di Eyrignac, fino al silenzio di Cadouin, il Périgord conferma la sua fama di regione dalle mille anime, con tante tappe diverse, un solo filo conduttore, la bellezza.
INFO:
www.france.fr/it/
www.visit-nouvelle-aquitaine.com
www.sarlat-tourisme.com
www.perigord.com/it/listings/sites-touristiques-visites/cloitre-de-cadouin