Come si concilia l’uva con il turismo? E non parliamo dell’uva da vino, che tra reti enoturistiche, wine resort e manifestazioni dedicate già da tempo rappresenta un importante volano turistico in tutte le zone d’Italia dove esiste una sia pur minima vocazione enologica. Parliamo dell’uva da tavola.
L’uva da tavola elemento identitario che spinge il turismo
Certo, se si può fare con l’uva da vino, con l’ulivo o con produzioni specifiche quali i meleti in Alto Adige o i noccioleti in Piemonte, allora il turismo può anche abbracciare il mondo dell’uva da tavola per farne un importante volano di attrazione e di sviluppo, in poche parole l’Uvaturismo.
La Puglia, cuore dell’uva da tavola italiana
E quale regione italiana può essere più indicata a diventare bacino dell’Uvaturismo della Puglia, o meglio ancora di quello spicchio di Puglia situato a sud di Bari. Se in Italia infatti si produce il 70% dell’uva da tavola europea, oltre la metà di questa quota vede la luce proprio in Puglia, dove ha ottenuto anche l’importante certificazione IGP, e di questo oltre il 70% viene prodotto in un ideale triangolo situato tra le località di Noicattaro, Rutigliano e Mola di Bari.
Un prodotto che rappresenta il pane per tutta una comunità
Qui l’uva da tavola, prima ancora che turismo, è vita: circa l’80% degli abitanti dei tre comuni si guadagna da vivere e porta il pane ai propri figli – direttamente o attraverso l’indotto – grazie all’uva da tavola. La produzione dell’areale pugliese rappresenta il 65% del valore dell’export nazionale, pari, nel 2025, a poco meno di un miliardo di euro, e qui si producono varietà di ogni genere, dalle tradizionali come la Vittoria e la Paglieri alle nuovissime uve senza semi, sempre più richieste dal mercato, provenienti da brevetti esteri – soprattutto californiani – ma che al sole della pianura barese acquisiscono un gusto e una consistenza del tutto nuovi e diversi.

Antipasti, verdure, salumi, formaggi, pasta fresca e carni alla brace: le specialità della cucina barese
I vigneti? Oggi sono intelligenti
E i vigneti si sono evoluti e adeguati agli usi del 21esimo secolo, protetti da agrotessili dell’ultima generazione che combattono caldo eccessivo, grandine e parassiti, e, grazie a un programma in collaborazione con BASF, monitorati a distanza da centraline intelligenti capaci di capire, a seconda dei casi, le esigenze e le criticità dei singoli filari e di raccogliere dati agronomici e fitosanitari che, periodicamente, vengono messi a disposizione dei produttori.
Regina di Puglia, l’evento principe dedicato all’uva da tavola
Perno centrale di questa spiccata vocazione alla produzione di uva da tavola è Regina di Puglia, una tre giorni che si svolge ogni anno alla fine di luglio e durante la quale buyers provenienti da ogni parte d’Europa ma anche dal resto del mondo accorrono per contrattare con le aziende locali, fra visite in campo o negli impianti di confezionamento, le forniture annuali per le rispettive catene della grande distribuzione o dell’ingrosso, ma fatta anche di momenti di riflessione per fare il punto sul settore e sulle sue prospettive. La quarta edizione, svoltasi dal 23 al 25 luglio 2026, ha confermato il trend degli ultimi anni, con una predilezione dei consumatori per le varietà senza semi, mentre per quanto riguarda i mercati esteri, fermo restando che l’Europa centro-settentrionale rimane il cliente più affezionato, si profilano appetitosi margini di espansione nei mercati del Medio Oriente e del Sud-Est Asiatico.
L’Uvaturismo, una rete di esperienze e piccole chicche
E poi, come detto, il turismo. Anzi l’Uvaturismo, visto e considerato che il clou della stagione dell’uva da tavola cade proprio durante i mesi in cui la gente va in vacanza: una formula dentro la quale si fondono la bellezza della filiera agricola, itinerari nei borghi del territorio, degustazioni delle specialità tipiche locali e visite guidate nei vigneti. Una rete che coinvolge i tre comuni delle Terre dell’Uva ma anche altre località quali Casamassima con le sue rovine romane o Polignano a Mare, il borgo affacciato sull’Adriatico che diede i natali a Domenico Modugno.
Escursioni in vigneto o al teatro sotterraneo
Ed è in questo arcipelago di borghi, paesi e masserie che l’uva da tavola, complice anche la collaborazione del Consorzio di Tutela IGP, si fa comune denominatore: così si può passare da un tour guidato in vigneto (ne offrono on line diversi portali come GetYourGuide) a escursioni in mare a bordo dei tipici pescherecci, alla visita dei paesi della zona. Potreste perdervi tra le strade di Mola, con il vecchio mercato del pesce (oggi sede di mostre d’arte) e la massiccia concretezza dell’antico Castello Angioino, oppure scoprire nel centro di Noicattaro quella piccola chicca che è il teatro comunale, uno dei più minuscoli al mondo, che i principi Carafa ricavarono da un antico frantoio ipogeo situato diversi metri sotto terra.

La cena nel vigneto sarà il momento culminante di ogni esperienza di Uvaturismo
La cena sotto i filari e le specialità della cucina barese
E la sera, una volta rassettati, potrebbe toccarvi la rara delizia di una cena nel vigneto, seduti su covoni di paglia imbottita al riparo dei filari: il contesto ideale per assaporare le delizie della tradizione barese. Dai salumi e formaggi tipici alle infinite tipologie di verdure variamente preparata come l’insalata di cetriolo barattiere e pomodoro, le zucchine alla poverella o le melanzane in scapece, i primi a base di pasta fresca come orecchiette, troccoli e strascinati, la tiella di riso, cozze e patate, la minestra di fave e cicoria, le mandorle di Torritto, i panzerotti fritti, la parmiggiana di melanzane, le olive condite, le specialità alla brace – bombette, torcinelli, salsicce zampine, gnumariedde – tipiche del “fornello pugliese”, i gustosi dolci a base delle mandorle locali, senza contare che il mare è vicino e naturalmente prodigo dei suoi frutti. Il tutto innaffiato debitamente dai vini del territorio e chiuso dai liquori della tradizione.
L’uva da tavola: comune denominatore di un piccolo mondo
Un piccolo mondo tutto da scoprire, che ha fatto della produzione di uva da tavola la colonna portante della propria economia ma anche un elemento identitario, comune a tutto il territorio e attorno al quale ruotano risorse turistiche, eccellenze agroalimentari e culinarie, manifestazioni culturali e itinerari turistici che, tutti assieme, possono regalare al visitatore l’ebbrezza di un’esperienza diversa dal solito, unica e irripetibile.