“La cultura del cibo come patrimonio da custodire, raccontare e tramandare” sarà il filo conduttore della 30a edizione della Festa Artusiana, in programma a Forlimpopoli, in Romagna, dal 27 giugno al 5 luglio, un’edizione speciale che arriva pochi mesi dopo il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità Unesco ed il primo dopo la scomparsa di Carlo Petrini, grande amico ed estimatore della Festa Artusiana.
Accanto alle centinaia di proposte gastronomiche che come sempre animeranno il centro storico, Casa Artusi proporrà una serie di appuntamenti che intrecciano tradizioni, biodiversità, letteratura, antropologia e spettacolo, offrendo una riflessione ampia sul valore identitario del cibo. Tra gli eventi più attesi figura l’omaggio ai 200 anni della Stamperia Pascucci, una delle eccellenze più rappresentative dell’artigianato romagnolo.
Domenica 28 il paese di Gambettola sarà protagonista di una serata dedicata alla tradizione della stampa a mano su tela, con racconti e curiosità, a seguire un laboratorio per avvicinarsi a un sapere artigiano tramandato da generazioni. In serata la presentazione del libro “Cibaria: curiosità, riti e stranezze intorno al cibo”, da cui nasce un originale spettacolo di disegno dal vivo con Gabriele Pino e Luigi Ferrando.
Lunedì 29 si parlerà di biodiversità alla conferenza “Il gusto del prato. Prati stabili, biodiversità e il futuro dei formaggi”, con Slow Food; un incontro dedicato al valore ecologico e produttivo dei prati stabili, ecosistemi fondamentali per la tutela dell’ambiente e per la qualità delle produzioni lattiero-casearie. Al termine dell’incontro verrà consegnato il Premio Marietta ad honorem ai fratelli Nicola e Lorenzo Brighi dell’azienda agricola Il Satiro, assegnato per l’impegno nella tutela dei prati stabili e nella promozione di un modello agricolo capace di coniugare sostenibilità, benessere animale e conservazione della biodiversità.
Martedì 30 l’Arena centrale ospiterà la tappa del tour regionale “E-RiSalutami tuo fratello”, spettacolo di Marco Ligabue e Andrea Barbi. Musica, con racconti che si intrecceranno in un viaggio attraverso le eccellenze Dop e Igp dell’Emilia-Romagna.
Uno dei momenti culturalmente più significativi dell’intera manifestazione sarà quello del 1o luglio , che vedrà protagonisti gli antropologi Marino Niola ed Elisabetta Moro, tra le più autorevoli voci italiane nello studio della cultura alimentare. Nel pomeriggio Niola presenterà “La cucina dei perché”, un viaggio nelle curiosità, nei simboli e nelle tradizioni che si nascondono dietro i gesti quotidiani della tavola italiana. In serata Elisabetta Moro, componente dell’assemblea permanente Unesco, approfondirà il significato della straordinaria “tripletta Unesco” conquistata dall’Italia con Dieta Mediterranea, Arte del Pizzajuolo Napoletano e Cucina Italiana, riflettendo sul valore e sulle responsabilità che derivano dal riconoscimento internazionale del patrimonio gastronomico nazionale.
La Sardegna sarà invece la protagonista di Giovedì 2 grazie all’intervento “L’Isola che c’è” dell’antropologa Alessandra Guigoni, che racconterà la storia della cucina domestica dell’isola assente nel manuale artusiano ma con un patrimonio vivo e sorprendente. A seguire andrà in scena “Storie di Grazia e di amicizia”, spettacolo con Paola Contini e Paola Sabbatani dedicato alla figura di Grazia Deledda, nel centenario del Premio Nobel, e al suo rapporto ideale con l’opera di Pellegrino Artusi. Un intreccio di letteratura, memoria e cultura gastronomica che unirà idealmente Sardegna e Romagna.
Sabato 4 sarà il programma culturale della Festa Artusiana prevede un focus sul rapporto tra donne, scrittura e cucina grazie all’incontro in Arena Centrale “La fame delle donne. Da Mary Frances Kennedy Fisher a Marietta”, con Angela Frenda, responsabile editoriale di Cook del Corriere della Sera. Un racconto dedicato al ruolo femminile nella costruzione della cultura gastronomica e nella narrazione del cibo come spazio di libertà, identità e affermazione personale. Al termine dell’incontro sarà consegnato ad Angela Frenda il Premio Marietta ad honorem 2026, riconoscimento attribuito per il suo contributo alla valorizzazione della cultura del cibo e del ruolo delle donne nell’enogastronomia italiana.
Oltre alla programmazione sono previste due mostre nella cornice di Casa Artusi: la mostra fotografica 30 Tavole. Un secolo di tavole italiane — dal 1907 ai giorni nostri — raccontato non attraverso le ricette ma attraverso le persone che intorno a quelle tavole si sono sedute, hanno mangiato, hanno festeggiato, hanno vissuto. La mostra valorizza immagini tratte da Artusi 100×100, con una collaborazione speciale della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.
La seconda mostra è “Passaggi – Caviro e le nuove generazioni del vino”, realizzata dall’azienda vinicola romagnola per i suoi sessant’anni: un viaggio tra cinque regioni italiane, sulle tracce dei giovani viticoltori che hanno scelto di ereditare la terra e di coltivarla con occhi nuovi.
Novità di quest’anno è il coinvolgimento della Condotta Slow Food Forlì e Appennino forlivese per alcune serate culturali dove saranno ospitati produttori di presidi emiliano-romagnoli per degustazioni e messaggi di biodiversità. Ogni sera alle 21 per il pubblico presente sarà possibile inoltre gustare “Il carrettino dei gelati artusiani” in collaborazione con la Gelateria Km7.