L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente acceso i riflettori sulla solitudine urbana e sull’isolamento sociale, definendoli un problema di salute pubblica globale. In risposta a città sempre più costose, calde e alienanti, oltre il 50% dei lavoratori digitali si dichiara pronto a trasferirsi in piccoli centri a contatto con la natura.
Tuttavia, l’afflusso incontrollato di professionisti ad alto reddito in aree rurali rischia di innescare fenomeni di gentrificazione, facendo impennare i prezzi degli affitti e danneggiando la popolazione residente.
In questo scenario, Empeeria, azienda di destination management e sviluppo turistico con radici in Sicilia, coglie la sfida e rilancia con una proposta che mette insieme innovazione sociale ed economica che impatti oltre i confini del turismo tradizionale.
Empeeria unisce la conoscenza strategica dei territori a una solida infrastruttura commerciale e distributiva su scala globale, che la rende il partner ideale per trasformare le potenzialità locali in modelli economici scalabili e sostenibili.
Con il progetto Madonie Nomad Residency a Castelbuono, in provincia di Palermo, Empeeria firma un primo progetto pilota per trasformare il borgo in una “Smart Land”, capace di riattivare l’economia locale mettendo in rete competenze internazionali e risorse del territorio.

Tony Cirnigliaro – Empeeria
“La nostra missione è costruire destinazioni che funzionino davvero, capaci di trasformare le risorse dei borghi in un ecosistema integrato e attrattivo – sottolinea Tony Cirnigliaro, Direttore Esecutivo e Fondatore di Empeeria. – Con il progetto Madonie Nomad Residency dimostriamo che l’accoglienza dei nomadi digitali non deve tradursi in gentrificazione, ma in un’opportunità Win-Win-Win in cui l’innovazione genera valore permanente per i residenti, le imprese locali e chi sceglie di vivere il territorio.”
Per trasformare questa visione in un modello operativo solido e misurabile, la regia di Empeeria ha introdotto a Castelbuono il concetto di “co-living consapevole”. Basandosi sui principi del nomadismo digitale etico, l’iniziativa implementa la formula “Win-Win-Win”: attraverso la gestione di un Local Host, la struttura offre ai lavoratori da remoto stanze e servizi integrati a tariffe calmierate.
Madonie Nomad Residency sarà anche un festival
Madonie Nomad Residency sarà anche un festival che, dal 4 al 6 settembre, trasformerà Castelbuono in un punto di riferimento per il nomadismo digitale, il lavoro da remoto e l’innovazione territoriale. Il programma prevede talk sull’intelligenza artificiale, workshop, tavole rotonde sulla rigenerazione delle comunità, momenti di networking, esperienze sul territorio e appuntamenti live.
Il festival riunirà professionisti, innovatori, rappresentanti di imprese, hub e organizzazioni attive nei campi della trasformazione digitale, dello sviluppo locale e delle nuove forme di lavoro.
Tra gli speaker e i partecipanti figurano nomi di rilievo del panorama internazionale e nazionale: Alex Enache, Ilenia Curiale, Aldijana Bunjak, Ignacio Correia, Max Corona, Gonçalo Hall, Marco Traina, Ilaria Foresti, Pegah Moshir, Carmelo Traina, Elena Militello (Isola.Catania), Vincenzo Tanania (PwC Italia) e Alessandro Ficile (Sosvima). Accanto a loro saranno presenti realtà come Social Green Hub, IRFIS, Reputation Lab, PwC Italia, Isola.Catania e FabCube, oltre alle startup coinvolte nel confronto sulla Sicilia come ecosistema diffuso per talenti e innovazione.
Il progetto proseguirà dal 7 al 13 settembre con la fase di Open Stay: i nomadi digitali accolti continueranno a lavorare da remoto dalle Madonie e restituiranno valore al territorio attraverso attività formative rivolte a giovani, artigiani e imprese locali sui temi del marketing, della digitalizzazione e dell’innovazione.