I terremoti del 2016
24 agosto 2016, ore 03:36: il terremoto rade al suolo Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto.
Un terribile terremoto di magnitudo 6.0 colpisce il centro Italia, lungo la Valle del Tronto, interessando un vasto territorio tra i comuni delle province di Rieti ed Ascoli Piceno.
Ed il 26 ed il 30 ottobre una forte sequenza di scosse si ripete anche interessando Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.
I terremoti fanno crollare case, scuole, ospedali, alberghi, chiese e distruggono vite, famiglie e comunità.
Più di 300 sono state le vittime di quelle ripetute scosse del 2016 con oltre centinaia di feriti e decine di migliaia di sfollati.
Nonostante l’epicentro del terremoto sia stato nel comune di Accumoli, in provincia di Rieti, si inizia ad identificarlo come il terremoto di Amatrice.
Amatrice
Ed Amatrice ha portato questo peso con grande dignità, il simbolo di Amatrice si è fatto portavoce di rinascita e speranza.
Il simbolo è stata l’Amatriciana, un cibo, un segno semplice ma potente perchè il cibo è parte integrante del nostro vivere quotidiano. E’ un messaggio molto forte, ci dice che la vita continua nonostante tutto.
Il terremoto non è riuscito a distruggere l’identità di un territorio e dei suoi abitanti.
L’Amatriciana
L’Amatriciana rappresenta la cucina contadina creata dalla sua gente. Un pasto, semplice e popolare, il piatto principale dei pastori che vivevano sulle montagne di Amatrice. Portavano nei loro zaini pezzi di pecorino, sacchetti con pepe nero, pasta essiccata, guanciale e strutto. Preparavano la “gricia”, l’antenata della carbonara, della cacio e pepe e dell’amatriciana.
Con l’aggiunta del pomodoro a questi ingredienti nasce infatti l’Amatriciana.
A poche ore dal terremoto inizia la gara di solidarietà all’insegna dell’Amatriciana. I ristoranti italiani che appartengono al circuito «Ospitalità Italiana» propongono sul loro menù la pasta all’Amatriciana. Si aggiungono feste di paese che la offrono, ordini di acquisto che la richiedono da tutta Italia e dall’estero, pacchi natalizi che ne includono gli ingredienti. E gli ingredienti (pasta, pecorino romano, guanciale, pomodoro) devono essere rigorosamente italiani!
2016-2026
Sono passati 10 anni. L’iniziativa ha permesso di raccogliere fondi per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto e per aiutare la ricostruzione. E’ stato il modo più coinvolgente per richiamare l’attenzione su ciò che da sempre unisce la gente: una tavola imbandita con buon cibo, un simbolo che nessun terremoto può estirpare.