Tre giorni intensi a Trieste
Si è conclusa il 23 ottobre TriestEspresso Expo, giunta alla sua dodicesima edizione, che ha confermato la vocazione professionale di una manifestazione che, con cadenza biennale, riunisce a Trieste operatori della filiera del caffè nazionali e internazionali, oltre alle numerose realtà triestine ben conosciute in Italia e all’estero. L’edizione 2026, ospitata al Trieste Convention Center di Barcola, sede ormai abituale per le manifestazioni fieristiche e i grandi eventi in città, ha scelto una formula concentrata su tre giornate lavorative dal mercoledì al venerdì, senza aperture nel fine settimana. La decisione è stata apprezzata dagli espositori, che hanno sottolineato come questa organizzazione favorisca gli incontri con interlocutori realmente interessati ai prodotti e alle opportunità commerciali.
Presenza dei buyer dall’area balcanica
Il confronto con gli altri appuntamenti dedicati al caffè, ospitati nell’ambito di grandi manifestazioni fieristiche nazionali, mette bene in evidenza una differenza. Questi ultimi possono contare su un traffico complessivo maggiore, ma decisamente meno selezionato rispetto alle esigenze specifiche delle aziende: tanti curiosi, pochi buyer. A TriestEspresso, invece, il pubblico è più circoscritto e focalizzato: è questa, secondo gli espositori, una delle caratteristiche che rendono interessante la partecipazione. Non soltanto visitatori, dunque, ma professionisti con cui avviare contatti, discutere forniture e sviluppare relazioni commerciali.
Le aziende espositrici, nell’ambito del caffè crudo, del caffè torrefatto, dei macchinari per la filiera e del packaging sono giunte da numerose regioni italiane, oltre che da Paesi esteri, e hanno espresso soddisfazione, in particolare, per la presenza di visitatori professionali provenienti dai Paesi balcanici, che a Trieste da sempre sono di casa, soprattutto nelle prime due giornate. Un risultato coerente con la posizione geografica di Trieste, storicamente legata ai traffici del caffè e naturale punto d’incontro tra il mercato italiano e quelli dell’Europa centro-orientale.
Accanto alle attrezzature, ai servizi e alle soluzioni per la filiera, le torrefazioni hanno portato in fiera miscele storiche, proposte per il consumo domestico e novità di prodotto, mostrando quanto tradizione familiare, ricerca sensoriale e identità visiva continuino a caratterizzare il settore.
Il biologico come segno di sostenibilità
Ha sede in Veneto, a Susegana in provincia di Treviso, Lazzarin Café, una realtà che affianca alla produzione tradizionale anche una proposta biologica. La presenza della linea Bio testimonia da un lato l’attenzione dell’azienda per la sostenibilità, non solo ambientale, ma anche sociale, e parallelamente, l’attenzione verso consumatori che guardano con interesse alla provenienza delle materie prime e alle modalità di produzione.
Fra le numerose miscele dal packaging colorato presentate per la linea HoReCa e per i consumatori finali, Gusto Forte tostato e macinato per Moka è una miscela dal sapore penetrante, con un retrogusto pieno e intenso che si rivolge a chi cerca una tazza dal carattere deciso, nella quale l’intensità costituisce il tratto distintivo.
È una proposta che interpreta il gusto dell’espresso italiano privilegiando corpo e personalità, pensata per chi desidera ritrovare anche a casa una preparazione vicina a quella del bar.
Una tradizione di famiglia e un export in 30 Paesi
Sempre dal Veneto, ancora in provincia di Trevisio a Preganziol, Goppion Caffè ha portato a Trieste una lunga storia familiare che ha le sue origini nella torrefazione avviata nel 1948.
L’azienda, oggi guidata dalle generazioni successive, ha costruito la propria identità e l’export in 30 Paesi attraverso una selezione attenta delle origini e una particolare cura dell’immagine.
La miscela che meglio ne racconta la storia è Dolce, la prima prodotta dalla torrefazione e sempre la più amata, riconoscibile anche per il packaging con il richiamo alla grande pittura del vedutista veneziano Francesco Guardi.
La composizione prevede Arabica provenienti da diverse aree produttive del Brasile, Centro America ed Etiopia fin oltre al 90%, affiancate da una quota di Robusta dell’isola di Flores in Indonesia. In tazza offre un gusto intenso e vellutato, con corpo pieno e un equilibrio che lascia emergere note di cacao e cioccolato.
In omaggio a Trieste e al suo mare, Denis Dzekulic, barista formatore di Goppio Caffè, ha presentato una sua originale creazione con caffè, panna montata,, alga nori, qualche goccia di miele, una punta di salsa di soia lievemente salata, guarnita di fiori commestibili.
Trieste nel marchio e nel cuore
Una storia diversa è quella di CaffèTrieste, marchio che richiama nel nome una città universalmente legata all’universo del caffè, con shop a Trieste e sede produttiva a Genova. Il riferimento a Trieste, oltre che per origini dei titolari, mantiene un legame ideale con una tradizione commerciale e culturale che ha fatto del capoluogo giuliano uno dei principali luoghi di incontro italiani per il settore.
Il caffè proviene da selezionate piantagioni dell’America centrale e meridionale, nonché dall’Africa centrale, torrefatto in Italia modulando sette provenienze di caffè diverse per offrire cinque diverse miscele di caffè, disponibili anche sul nuovo sito internet di e-commerce.
Fra i prodotti proposti Espresso Italiano è macinato per moka, identificabile dalla livrea bianca della confezione. La scelta di una miscela risponde alle esigenze di chi privilegia la praticità della preparazione domestica, senza rinunciare a un prodotto concepito per una modalità di estrazione profondamente radicata nelle abitudini italiane. Nome, la grafica e destinazione d’uso concorrono a definire un’offerta rivolta a un pubblico che cerca semplicità e familiarità nel rito quotidiano del caffè.
La bora soffia sul caffè
Per PrimoAroma, invece, TriestEspresso è stato un terreno su cui giocare in casa.
La torrefazione triestina, presente con il titolare Fabrizio Polojaz, ha scelto proprio questa manifestazione per lanciare una nuova linea originale, Il caffè della Bora, composta esclusivamente da Arabica di diverse origini e destinata alla preparazione con la moka.
Il nome richiama il famoso vento che caratterizza la città e ne suggerisce simbolicamente il temperamento, mentre la selezione dei caffè punta a costruire un profilo aromatico articolato. A distinguere la novità è anche l’innovativo progetto di confezionamento: una nuova livrea elegante, bianca, con confezione salva-aroma, dotata di valvola pensata per conservare il prodotto e valorizzarne la presentazione.
L’intento è offrire al cliente la possibilità di portare a casa un frammento dell’esperienza triestina, trasformando una miscela in un ricordo legato al territorio. Il lancio in fiera ha così unito prodotto, identità locale e attenzione al packaging, confermando quanto la presentazione visiva sia diventata parte integrante della comunicazione delle migliori torrefazioni.
Una riserva alla memoria del fondatore
A pochi chilometri da Trieste si trova Muggia, cittadina dalle radici venete affacciata sul mare e prossima al confine sloveno.
Qui ha sede Amigos Caffè, azienda familiare fondata nel 1980 e legata alla figura di Severino Mingardi. Oggi la figlia Arianna è impegnata a sviluppare prodotti e progetti che coniugano cultura del caffè e attenzione alle persone che lo coltivano.
Fra le novità presentate a TriestEspresso figura il progetto I Girasoli, articolato in tre monorigini provenienti da Ruanda, Etiopia e Perù, associate al lavoro di giovani coltivatrici.
Accanto a questa nuova iniziativa, Arianna indica con particolare affetto Il Mingardi, una miscela alla cui concezione ha dedicato un lavoro approfondito, dalla selezione del prodotto alla confezione. È una sorta di riserva aziendale, dedicata al padre Severino e presentata in un elegante packaging nero, ricco di dettagli che lo ricordano. Il profilo sensoriale è pensato per offrire equilibrio e raffinatezza, con una persistenza riconoscibile nel retrogusto, crema dalle tonalità dorate e profumi di cacao fondente.
In questo caso, il prodotto racconta anche una vicenda familiare: il legame con il fondatore diventa così parte dell’identità della miscela, senza separarsi dalla ricerca di un risultato preciso in tazza.
Arrivederci all’edizione 2028
Le storie di queste cinque aziende restituiscono, da prospettive differenti, un’immagine del settore nel quale la qualità della miscela continua a essere centrale, ma si accompagna sempre più alla cura delle confezioni, alla riconoscibilità del marchio e alla capacità di raccontare le origini. E naturalmente anche alla storia familiare e al rispetto delle tradizioni, che caratterizzano le piccole e medie aziende di tutt’Italia, spina dorsale dell’economia del Paese. È anche attraverso queste scelte che una fiera specializzata come TriestEspresso mantiene la propria funzione: mettere in contatto le imprese con operatori e mercati, lasciando che siano i prodotti e le relazioni professionali a determinare il valore concreto della partecipazione. In attesa della prossima edizione, tra due anni, nel 2028.
Info:
www.triestespresso.it
www.lazzarincafe.it
www.goppioncaffe.it
www.triestecaffe.it
www.primoaroma.it
www.amigoscaffe.com
