La pesca con la sciabica è un’antica tecnica, oggi vietata in quanto considerata invasiva per l’ecosistema marino. Sciabica – che deriva dal termine arabo شبكة (Sabaka) che significa rete – prevedeva l’utilizzo di una grande rete a strascico dotata di due lunghe ali ed un sacco per la cattura dei pesci più piccoli. Veniva legata ad una lancetta, una piccola barca a remi, e poi dispiegata dagli “sciapecotti”, i pescatori che utilizzavano questa tecnica quasi esclusivamente sotto costa in presenza di bassi fondali.

Per raccogliere il pescato giornaliero la sciabica veniva poi “tirava a riva” dove erano presenti le mogli dei pescatori che mettevano i pesci in capienti panieri per la successiva rivendita.
Come si è detto questo tipo di pesca è oggi vietato e rimane vivo nella memoria solo grazie alle rievocazioni storiche in programma ogni anno nelle varie località marinare del Belpaese.

Sciabica: per rivivere usi e costumi del passato
Una di queste si svolge a Civitanova Marche, una bellissima realtà marinara in provincia di Macerata in occasione di GustaPorto, per far rivivere usi e costumi ancora ben radicati e presenti nella tradizione marinara civitanovese.
Quest’anno la rievocazione dimostrativa della pesca con la sciabica da spiaggia è stata curata dall’Associazione “Ricordi d’Amare”, guidata da Pierluigi Cipolla, con la partecipazione attiva di alcuni ex pescatori del luogo.
Il sodalizio di recente costituzione (è stato fondato meno di due anni fa) intende mantenere viva la cultura marinara che è nel DNA di Civitanova Marche e far conoscere questi antichi sistemi di pesca ai giovani ed ai tanti appassionati del mare.
Intervista a Pierluigi Cipolla presidente della Associazione “Ricordi d’Amare”
“Cultura e tradizioni marinare che sarebbe un peccato perdere – dice il presidente Cipolla – perché Civitanova Marche ha una storia marinara antichissima. Questa città ha insegnato a tante località marinare d’Italia come costruire pescherecci, a pescare ed a preparare reti da pesca ad alta resa”.

“L’Associazione che ho l’onore di presiedere – prosegue Cipolla – ha anche un obiettivo ambizioso e sta operando al meglio per dare vita ad un Museo del Mare e della Pesca. Uno spazio polifunzionale ed un museo laboratorio, vivo e vitale ed aperto a tutti, in particolare ai giovani. Dovrebbe essere inaugurato l’anno prossimo a fronte di un impegno finanziario importante di circa 5 milioni euro. Al suo interno troveranno posto biblioteca, sala riunioni, laboratorio e spazio mostre da rinnovare mensilmente. Nelle nostre intenzioni – conclude Cipolla – il museo dovrebbe essere un luogo dove raccogliere le testimonianze di un tempo, un ponte tra il passato e presente a disposizione di studiosi ed appassionati e, soprattutto, delle giovani generazioni che in tal modo possono riconnettersi con le proprie radici”.