Prodotti tipici locali: la ciliegia di Lari, varietà autoctona toscana

di Massimo Tommasini
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Ciliegia-di-Lari

ciliegia-di-Lari(www.pisatoday.it)La coltivazione del ciliegio a Lari, piccolo comune dell’entroterra collinare pisano, vanta una tradizione vecchia di secoli, comprovata dalla presenza di numerose varietà autoctone molte delle quali fanno parte del repertorio della Banca del Germoplasma della Regione Toscana.

Nel corso del tempo i coltivatori sono riusciti a creare numerose varietà; quelle più antiche sono la Marchiana, considerata la regina tra le tante ciliegie locali, la Papalina, la Gambolungo, la Morella, la Isigliano, la Giardino, la Siso, la Crognola ed il Cuore; a queste se ne sono aggiunte altre negli ultimi tempi.

ciliegia-di-LariQuasi tutte le piccole e piccolissime aziende agricole nel territorio larigiano hanno alberi di ciliegio, ma soltanto una piccola parte di esse sono aziende professionali; sono circa 6.000 le piante in produzione; le tecniche di coltivazione sono tradizionali e non specializzate, con la maggior parte delle piante sparsa nei campi o sui bordi di vigneti e campi destinati alle produzioni orticole.

Ciliegia di Lari: raccolte a mano

LariLa raccolta delle ciliegie di Lari, circa 500 quintali, è effettuata esclusivamente a mano; una volta raccolte, le ciliegie sono avviate immediatamente al consumo, prevalentemente su canali commerciali di breve distanza e a km 0 e solo le aziende professionali si rivolgono ai mercati ortofrutticoli di Livorno, Pontedera e Firenze.

Una piccola parte della produzione è destinata alla trasformazione, che avviene generalmente entro le mura domestiche, anche perché a Lari e nei suoi dintorni non vi sono impianti professionali per la trasformazione della frutta in conserve e confetture.

ciliegia-di-LariLe varietà di ciliegie più adatte alla trasformazione sono le varietà Morella, Papalina, Gambolungo, che hanno un elevato tenore zuccherino della polpa e una buccia molto sottile, che le rende tra l’altro poco adatte alla commercializzazione sul mercato del fresco.

Si tratta dunque di varietà minacciate di estinzione, e che solo la volontà e la passione di un nucleo di produttori larigiani ha saputo e voluto mantenere, non certo per motivazioni economiche quanto per affezione alla tradizione e alla cultura locale.

Lari dedica a questo suo gustoso prodotto nel periodo della raccolta una frequentatissima sagra che dura un’intera settimana.

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