Musei originali e insoliti del Canton Ticino

di Massimo Tommasini
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Il Canton Ticino che conosciamo oggi è stato plasmato da generazioni di persone che hanno saputo valorizzare le risorse e i prodotti del posto, ma anche le caratteristiche di questo angolo di territorio incastonato tra nord e sud delle Alpi. La storia e le tradizioni non fanno però solo parte di un passato lontano e dimenticato. Sono i tasselli di un puzzle variopinto e variegato che accoglie ancora oggi i visitatori su tutto l’arco dell’anno. Ecco perché, oltre a escursioni, attività nella natura e visite ai musei più conosciuti nelle città, vale la pena dedicare del tempo a scoprire (o riscoprire) alcune chicche uniche nel loro genere, come ad esempio certi musei davvero speciali. Eccone un elenco.

Una terra dove il tè è… di casa

C’è un luogo sul Monte Verità sopra Ascona che non è un vero e proprio museo, bensì un’esperienza per i sensi e per la mente, nonché un viaggio nella cultura del Giappone. Si tratta de “La Casa del tè” con la sua piantagione – una rarità per il continente europeo – dov’è possibile ammirare il giardino zen e sorseggiare una tazza di questa bevanda in occasione dei rituali tradizionali a lui dedicati che vengono organizzati regolarmente proprio qui. Su richiesta è possibile partecipare a anche a visite guidate con degustazioni e cerimonie del tè.

Ode alla comicità

In Ticino la clowneria viene presa sul serio. In particolare a Verscio, località nelle Terre di Pedemonte, dove il comico svizzero Dimitri scomparso nel 2016 fondò l’omonimo teatro ancora in attività. Oltre a un’accademia universitaria professionale, è presente anche il Museo comico, creato nel 2000 da Dimitri grazie a 600 pezzi raccolti dal clown durante la sua lunga carriera in ogni parte del mondo. La collezione ha come tema la comicità nei suoi vari aspetti ed è presentata in quattro sale al primo piano del Teatro Dimitri. Dalle numerose figure dell’elefante (animale portafortuna di Dimitri), a strumenti musicali e maschere comiche provenienti da ogni dove. Visitabile fino a dicembre nei giorni degli spettacoli, da gennaio a marzo su richiesta per visite guidate.

I luoghi di Herman Hesse

Poco distante dal centro di Lugano, la collina di Montagnola è stata lo scenario degli ultimi 43 anni di vita del noto scrittore Herman Hesse e ora continua a onorarne la memoria. Il museo a lui dedicato è inserito nella Torre Camuzzi, parte integrante del complesso storico della Casa Camuzzi, una testimonianza reale del prestigioso lavoro degli architetti ticinesi nella San Pietroburgo dell’Ottocento. Al suo interno sono conservate preziose testimonianze dell’esistenza di Hermann Hesse, che iniziò a vivere qui nel 1919 e vi rimase fino alla sua morte nel 1962. Il Museo Hermann Hesse a Montagnola, il primo e finora unico in Svizzera, venne inaugurato il 2 luglio 1997 in occasione dei 120 anni della nascita dello scrittore. È anche luogo d’incontro per proposte culturali. Apertura invernale (novembre–febbraio): sabato e domenica 10:30-17:30

Sul Monte Ceneri si fa la storia della radio

Scoprire la storia della radio a partire da Guglielmo Marconi (1895) fino ai giorni nostri, con particolare attenzione al territorio ticinese. È possibile grazie al Museo della Radio, dove sono esposti ricevitori radio e apparecchi televisivi, parti di trasmettitori, apparecchi di misura, valvole elettroniche e molto altro. È anche presente una biblioteca specialistica sulla tecnica e sulla storia della radiocomunicazione. D’altronde il museo si trova in un luogo di per sé iconico, ovvero nella “Stazione radio nazionale Onde Medie del Monte Ceneri” di Rivera, inaugurata nel 1933 e ora elencata nei Beni Culturali del Cantone Ticino. È aperto tutti i primi mercoledì feriali del mese (ore 09:00-12:00 e 13:30-17:00).

Per i nostalgici delle PTT

La Galleria Baumgartner di Mendrisio è un luogo che lascia il segno, non solo ai collezionisti di modellini ferroviari che qui troveranno senz’altro pane per i loro denti. Fondata oltre vent’anni fa, al suo interno offre più opportunità che ben si prestano alle visite in famiglia. Mentre uno spazio è dedicato a migliaia di modelli realizzati dalle aziende leader del settore che riproducono fedelmente gli originali, un altro viene occupato dal Museo della Posta. Vi si trovano centinaia di oggetti che dal 1850 a oggi hanno fatto la storia di una delle aziende federali più conosciute. Gran parte del materiale esposto, proveniente dalla posta centrale di Lugano, era destinato al macero e alla distruzione. La collezione è opera dell’azione di recupero e conservazione di Peter Lüthi e Kurt Baumgartner, ed è in continua espansione. Apertura: mercoledì, sabato, domenica e giorni festivi ore 09:30-17:30.

Celebrare un patrimonio dell’umanità     

Se non siete mai stati alle Processioni storiche di Mendrisio, da poco entrate a far parte del Patrimonio Unesco, si tratta sicuramente di un evento da mettere sulla lista di cose da fare. Nel frattempo perché non approfondire il tema con una visita a Casa Croci? L’edificio di per sé rappresenta un piccolo capolavoro dell’architettura dell’Ottocento, e al suo interno ospita il Museo del trasparente, il primo spazio espositivo dedicato a uno straordinario patrimonio artistico e storico della regione. Qui è possibile osservare da vicino i preziosi oggetti che vengono portati in processione durante la Settimana Santa e approfondire le varie tipologie e la peculiare tecnica d’esecuzione di questi quadri notturni che illuminano, ornano e scandiscono l’itinerario nell’antico borgo. Orari d’apertura: giovedì e sabato ore 14:00-18:00.

Cartoline d’altri tempi alla Casa Rotonda

Nell’era delle immagini consumate in fretta sui social, vale la pena prendersi del tempo per assaporare fotografie che fanno viaggiare nel tempo. È quanto si può fare in Valle di Blenio grazie alla Fondazione Donetta che conserva e valorizza l’opera di Roberto Donetta, uno dei maggiori fotografi nel Ticino d’inizio ‘900. Il luogo che ospita l’Archivio Donetta, ovvero la Casa Rotonda di Corzoneso, è del tutto particolare e atipico per la sua forma. L’edificio dalla pianta circolare risale alla fine del 1700 e ospita regolarmente mostre. Quella attuale (aperta fino al 12 maggio 2024) s’intitola “Saluti dalla valle di Blenio” ed è dedicata losannese Samuel Abraham Schnegg che nel 1912 effettuò un reportage turistico in valle per conto della neonata associazione Pro Blenio. Ne scaturirono una serie di cartoline, un opuscolo illustrato e un album con stampe originali. Aperta il sabato e la domenica ore 14:00-17:00, oppure su appuntamento telefonando allo 091 871 12 63 o 091 871 15 83.

La Congiunta, un parallelepipedo da scoprire

Anche chi frequenta la Leventina e conosce i suoi villaggi potrebbe non aver ancora avuto modo di scoprire il museo La Congiunta, una moderna costruzione dell’architetto Peter Märkli situata all’entrata nord di Giornico, tra il fiume Ticino e la ferrovia. Al suo interno si trovano i rilievi e le sculture dell’artista zurighese Hans Josephsohn, opere realizzate tra il 1950 al 1991. L’edificio in cemento lungo, stretto e tripartito s’inserisce nella valle angusta proponendo una visione inedita di questo territorio. La chiave per accedervi la si può chiedere all’osteria sulla strada principale nel centro del paese (tel. 091 864 22 15).

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