Vinitaly 2020, la Fivi chiede di rinviare tutto al 2021

di Massimo Tommasini
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Vinitaly 2020

Vinitaly 2020Matilde Poggi, presidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, ha chiesto a Verona Fiere lo slittamento al 2021 di Vinitaly.

La richiesta, presentata nei giorni scorsi durante il confronto tra Verona Fiere e i Presidenti di filiera, arriva per l’effettiva difficoltà delle cantine a conduzione familiare di essere fisicamente presenti nelle nuove date previste, dal 14 al 17 giugno, dopo la fase di emergenza e le disposizioni governative per contenere la pandemia virale

Giugno, periodo in cui il lavoro in vigna è tanto, ma anche per la situazione di emergenza che coinvolge in questo momento non solo il nostro Paese, ma anche altri Stati europei e del resto del mondo, secondo la Fivi, non è il periodo migliore per un evento importante come Vinitaly.

Matilde Poggi

Matilde Poggi

Ci siamo confrontati internamente sulla questione di un Vinitaly a giugno – ha detto Matilde Poggi – e la maggioranza dei 220 vignaioli che avevano già dato adesione alla fiera si è detta favorevole ad uno slittamento al 2021. FIVI è stata l’unica associazione tra le presenti al confronto con Verona Fiere che ha presentato questa posizione. Se, nonostante la nostra richiesta, Vinitaly 2020 verrà confermato, ci riserviamo di avviare un confronto con Verona Fiere per valutare a fine emergenza i termini di una nostra eventuale partecipazione”.

In effetti, sull’esempio del Prowine di Dusseldorf, molti chiedono di rimandare all’anno prossimo Vinitaly, salone internazionale del vino e distillati di Verona Fiere.

Vinitaly, crescono gli appelli

Dopo la presa di posizione della Fivi, è arrivato anche l’appello di Piero Mastroberardino, Presidente del gruppo Vini di Federvini e dell’Istituto del Vino Italiano di Qualità – Grandi Marchi.

Al termine di un’ampia consultazione, tenendo conto della rilevanza che l’appuntamento di Vinitaly 2020 rappresenta per le Aziende e per il settore vitivinicolo nazionale, Piero Mastroberardino ha invitato Veronafiere a continuare la riflessione per ripensare l’evento in una modalità diversa, compatibile con il mutato scenario globale.

Piero Mastroberardino

Piero Mastroberardino

Per Mastroberardino non ci sono le condizioni per assicurare agli espositori e ai partecipanti un evento di livello internazionale nel solco della storia di Vinitaly. La professionalità e l’autorevolezza di Veronafiere vanno convogliate verso iniziative di rilancio del settore.

Superato l’isolamento legato al contagio, sarà necessario ripartire con eventi di tipo istituzionale, che richiamino l’attenzione sul rilancio del comparto, allo scopo di superare le forti criticità in atto.

Sono convinto – ha affermato Mastroberardino – che potremo raccogliere, con Veronafiere, gli sforzi che il Governo e il Parlamento stanno compiendo in queste ore per il sostegno alle filiere del Made in Italy. Va messa in atto una strategia che veda coinvolte nell’immediato le parti istituzionali e a seguire nuovamente gli operatori, una volta ristabilite condizioni commerciali e competitive sostenibili”.

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