Un mese trascorso da aprile a fine maggio 2025, quando nell’Isola Mauritius inizia l’autunno, mi ha consentito di godere l’acqua dell’Oceano Indiano calda e ferma, perfettamente balneabile, ciò grazie alla barriera corallina che circonda l’isola, la protegge dalle onde …e dagli squali.
Siamo al 20° parallelo sud, nella fascia tropicale dove il freddo non esiste mai, in questo periodo la temperatura è ottima, fra 27° e 30° diurna e attorno ai 23° notturna.
Le protezioni solari che ho dovuto utilizzare sono state, un fattore +50 per teste lisce, un cappellino con visiera, occhiali scuri, e i filaò diffusi su tutte le spiagge, sono alberi dai lunghi rami che stesi dal vento ombreggiano le sabbie coralline.
L’isola Mauritius
Mauritius è un’isola africana dell’arcipelago delle Mascarene, la sua origine vulcanica ha creato splendide e sagomate vette che superano gli 800 metri; in questo luogo si è al sicuro ovunque perché non esistono animali pericolosi, né a terra né in acqua.
Gli olandesi

Dodo ligneo
La presenza umana è varia sull’isola e caratterizzata da dominazioni europee; fu scoperta nel 1505 dai portoghesi che la lasciarono subito perché ritenuta troppo lontana dal loro paese per poterla occupare, nel 1598 gli olandesi ne presero possesso chiamandola Mauritius, introdussero la canna da zucchero importata da Giava (oggi è una forte risorsa economica) e il tabacco. Questi europei combinarono anche vari danni ambientali, come l’estinzione delle tartarughe giganti e del dodo, l’uccello simbolo dell’isola, entrambi considerati ottimi alimenti.
Le frequenti avversità, i cicloni, i naufragi e le malattie tropicali, dopo 112 anni convinsero alla fuga i malcapitati occupanti olandesi facendola considerare “l’isola maledetta”. Rimasero però gli schiavi portati dal Madagascar.
I francesi
Mauritius risente delle importanti influenze coloniali francesi che nel 1715 se ne impossessarono chiamandola “Ile de France”, importarono altri schiavi dall’Africa necessari per le coltivazioni della canna, per la lavorazione dei suoi derivati, per la raccolta della frutta e degli ortaggi, inoltre indispensabili per la costruzione delle importanti residenze dei facoltosi coloni.

Maison Eureka
(Alcune di queste Case Coloniali ancora oggi sono perfettamente conservate e visitabili dai turisti; le loro architetture, gli arredi, i racconti degli attuali proprietari e delle guide fanno comprendere bene la storia dell’isola. Sono da visitare le belle Maison Eureka e Château de Labourdonnais ed è un piacere approfittare della loro cucina).
Port Louis divenne capitale e il dominio francese che portò anche un serio assetto amministrativo e sociale restò fino al 1810.
Gli inglesi
In quell’anno, con le guerre napoleoniche in corso, gli inglesi conquistarono l’isola scacciando lo storico nemico francese. L’isola riacquistò il nome Mauritius e si consolidò l’occupazione inglese che rispettò le usanze e gli assetti amministrativi in essere.
A seguito della caduta dello schiavismo nel 1835, gli inglesi dovettero sostituire quella mano d’opera facendo

statua della Dea Shiva
trasferire un ingente numero di lavoratori dall’India assumendoli nelle diverse attività; per questo ora la religione più seguita è l’induismo evidenziato da imponenti templi diffusi ovunque e statue, di cui, la più prestigiosa è quella dedicata alla dea Shiva alta ben 33 metri sul lago Grand Bassin verso sud dell’isola. Lo stato è laico, indipendente e democratico dal 1968.
Le lingue parlate ufficiali sono il francese e l’inglese, ma la più diffusa è il creolo mauriziano che tiene conto delle lingue ufficiali con influssi africani e indiani.
Il soggiorno
Entrando nell’isola dall’aeroporto verso la capitale Port Louis, la sensazione è di non trovarsi così lontani dall’Europa, si apprezzano le strade principali in ottime condizioni di manutenzione, gli alberghi moderni e le architetture delle case di vari stili, spesso in contrasto fra loro. Le aree interne invece mettono in evidenza significative fasce di povertà.

Volontaria contro il randagismo
Un problema rilevante è dato dal randagismo dei cani, se ne valutano oltre 300.000 (la popolazione umana residente è di 1.260.000 persone), vari volontari raccolti in associazioni si prodigano nella nutrizione degli animali, li catturano e li portano nelle cliniche veterinarie sovvenzionate dallo stato per la sterilizzazione, inoltre li tengono monitorati per evitare che il vagabondare porti a incidenti stradali.
Il soggiorno sull’isola può essere di ottima soddisfazione per chiunque, l’assistenza sanitaria è di ottimo livello garantita da numerose cliniche private a prezzi contenuti; sotto il profilo alimentare la ristorazione offre la buonissima cucina creola, i negozi e i supermercati sono alla portata di quasi tutte le tasche, l’eccezione è per i molti mauriziani poveri che vivono nell’entroterra spesso anche privi dei servizi essenziali nelle loro abitazioni.
Le escursioni
In Mauritius, è ovvio, si possono praticare tutti gli sport d’acqua a partire dallo snorkeling, grazie alle barriere
coralline ricche di fauna e vegetazione oceanica, il sub, la vela, il surf con tutte le sue varianti, il canottaggio, lo sci d’acqua e ovunque nelle località balneari, si trova in affitto materiale subacqueo (pinne, maschere, mute) così da non doverlo portare al seguito nei viaggi aerei. Le escursioni nelle altre isolette Mascarene sono quotidiane, praticabili con veloci catamarani e la possibilità di pranzare a bordo.
L’interno dell’isola con i suoi bellissimi parchi, consente di effettuare camminate, vere e proprie escursioni per raggiungere fra le foreste, le gole del Fiume Nero a Sud Ovest, le sette cascate, le terre dei Sette Colori di Chamarel, le lagune, i luoghi di culto indù.

Cascata di Chamarel
Sono di estremo interesse i numerosi e antichi opifici dove si lavoravano le materie prime come la canna da zucchero, la frutta, il the, la birra, molti di questi ancora in attività, sono stati trasformati anche in affascinanti musei tematici con la vendita di prodotti alimentari prelibati. Meritano la visita, verso sud, anche le piccole piantagioni di vaniglia e di cacao e i mercati ortofrutticoli dove erbe, frutti e vegetali insoliti sorprendono sempre.

Piccole cabosse di cacao crescono

raccolta dei baccelli di vaniglia