Le Strade dei sapori italiane trovano casa a FICO Eatalyworld

di Gabriele Orsi
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Le Strade dei sapori italiane trovano casa a FICO Eatalyworld

Le Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di tutta Italia hanno una nuova casa, e questa casa è FICO Eatalyworld, il parco tematico dedicato all’agroalimentare che sorge alla periferia di Bologna.

Dallo scorso 11 febbraio, infatti, Fondazione FICO sarà la sede del Coordinamento Nazionale delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori d’Italia, nato nel 2017 per contribuire alla crescita e al consolidamento di quel turismo rurale, enogastronomico e culturale che rappresenta una voce sempre più importante dell’economia e dello sviluppo futuro del nostro paese.

Una rete di 79 Strade in tutta Italia

Sono 79 le Strade, alcune delle quali in rappresentanza di importantissime realtà territoriali, che fanno parte del Coordinamento andando a comporre un panorama quanto mai ricco e diversificato: oltre 1000 aziende vitivinicole, più di 500 ristoranti, 450 strutture ricettive, 320 agriturismi, enti pubblici, organizzazioni private, ben 147 prodotti tipici certificati Dop, Igp, Doc e Docg oltre a migliaia di Pat suddivisi tra vino, olio e tante altre eccellenze del territorio. Un patrimonio dal valore inestimabile e dalle potenzialità eccezionali che però spesso restano ancora in tutto o in parte inespresse.

I sapori delle Strade a FICO

Sapori caratteristici che per l’occasione hanno fatto capolino tra i corridoi di FICO, offrendo un goloso caleidoscopio di prelibatezze che andavano dai Colli Tortonesi al Veneto, dal Trentino all’Emilia-Romagna, dal Friuli-Venezia Giulia alla Toscana, dall’Umbria al Piemonte, dalla Lombardia alla Sicilia. Un tripudio di eccellenze, dal risotto all’isolana ai vini dei Colli Tortonesi, della Franciacorta, del Trentino e del Veneto, dal prosciutto San Daniele ai salumi di Mora Romagnola, dalla raspadura di Lodigiano al Montebore, dai pesci d’acqua dolce affumicati ai crostini toscani e molto altro ancora.

Le parole del portavoce nazionale

“Proprio da qui” spiega Paolo Morbidoni, presidente delle Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria nonché portavoce nazionale del Coordinamento “è scaturito il progetto del Coordinamento, nato per fare rete tra realtà che condividono i medesimi intenti di promozione turistica, rappresentare una voce sola nel confronto con le istituzioni del paese e lavorare assieme su progetti comuni di ampio respiro e di lungo periodo. Tra gli obiettivi più urgenti pensiamo ci sia quello di essere considerati gli interlocutori fondamentali nella definizione della nuova Legge sull’enoturismo”.

Un ruolo cruciale nell’enoturismo

Va infatti ricordato che le Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori sono state riconosciute, ai sensi della Legge 269/1999 e che il Testo Unico sul Vino del 2016 ne ha ribadito il ruolo chiave nell’ottica dello svolgimento delle attività enoturistiche. Inoltre nella Legge di Bilancio 2018 il Governo Italiano ha inserito un comma che definisce il termine “enoturismo” come una forma di turismo dotata di specifica identità senza però indicare chiaramente i soggetti coinvolti: ecco perché il Coordinamento propone una nuova governance del settore e sarebbe in grado di fornire un contributo prezioso nell’aggiornamento dell’ormai obsoleta Legge del 1999 e nella definizione della disciplina dell’enoturismo.

Un comparto strategico per l’economia

Non bisogna infatti dimenticare che questo rappresenta un comparto sempre più strategico. Secondo una ricerca Isnart-Unioncamere gli interessi enogastronomici per i prodotti tipici e l’agroalimentare Made in Italy muovono un turista su quattro: con una quota del 26 per cento, che tra gli stranieri arriva anche al 29,9 per cento, la motivazione del vino e del cibo ha superato anche l’attrattiva per il patrimonio artistico e monumentale, ferma al 24,2 per cento.

D’altro canto un’indagine Coldiretti-Ixè ci dice che l’Italia è leader mondiale per il turismo enogastronomico, con una crescita del 9 per cento solo nel 2018: durante la scorsa estate tre italiani su quattro hanno scelto di visitare cantine, frantoi, mercati contadini e aziende agrituristiche e il 42 per cento di loro sono tornati a casa dalle ferie con vini, formaggi, olio d’oliva, salumi, conserve e altri prodotti tipici al seguito.

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