Il Museo Vallivo Valfurva: da 40 anni una finestra sulla storia locale

di Massimo Tommasini
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Il Museo Vallivo Valfurva: da 40 anni una finestra sulla storia locale

Tra i tanti tesori che la Valtellina custodisce, il Museo Vallivo Valfurva, in alta valle, è uno scrigno prezioso.

Il Museo Vallivo Valfurva: da 40 anni una finestra sulla storia localeLa Valtellina è territorio ricco di storia, cultura e tradizioni secolari che, poco alla volta, vale la pena di raccontare, certi che qualche seme possa rimanere a futura memoria; cosa che fa anche l’intelligente sistema museale della provincia di Sondrio, con i suoi vari Musei sparsi sul territorio, aperti al pubblico ed alle scolaresche.

Uno di questi è appunto il Museo Vallivo Valfurva “Mario Testorelli” di Sant’Antonio Valfurva, istituito nel 1979 per iniziativa del maestro Testorelli e destinato a raccogliere reperti etnografici locali, per lo più in via di estinzione.

Museo Vallivo Valfurva, uno scrigno in alta quota

Il Museo possiede oggi un ricco patrimonio che documenta la storia, la cultura e le tradizioni della Valfurva, presentando ambienti di vita domestica e le antiche botteghe dove lavoravano abili artigiani.

Il Museo Vallivo Valfurva: da 40 anni una finestra sulla storia localeAltre sezioni museali documentano i lavori di un tempo come l’arte di macinare la segale in un vecchio mulino e le fasi di lavorazione per fare il pane e cuocerlo nel forno a legna, le attività agricole, la scuola, l’arte sacra, la montagna, l’alpinismo e la guerra 1915-1918.

Oltre agli aspetti museali, sono stati predisposti anche percorsi espositivi fatti d’immagini fotografiche e postazioni multimediali, apprezzati anche dai tanti turisti che in ogni stagione frequentano la Valfurva.

Numerose anche le iniziative che vi si organizzano, utili per creare opportunità di collegamento tra leIl Museo Vallivo Valfurva: da 40 anni una finestra sulla storia locale vecchie e le nuove generazioni e far sì che il patrimonio di conoscenza della storia e delle tradizioni locali non vada perduto; iniziative che gli stessi valligiani hanno imparato ad apprezzare e frequentare con una passione non indifferente.

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