Il Mangirò si dedica al polleggio, e diventa anche mezzo

di Gabriele Orsi
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Il Mangirò si dedica al polleggio, e diventa anche mezzo

E anche il Mangirò si adeguò ai tempi. Sembrano passati i giorni gloriosi in cui la passeggiata enogastronomica tra i campi di grano e all’ombra dei castagni dell’Appennino che circonda Monghidoro, organizzata come sempre dal Forno di Calzolari, era riservata a camminatori esperti, dal fisico temprato, o almeno a chi avesse fatto il servizio militare (si scherza ovviamente, se è riuscito a farla anche chi scrive allora è alla portata di chiunque).

Il Mangirò si dedica al “polleggio”

Ma i tempi, come detto, cambiano, e quindi anche il Mangirò, nella sua edizione 2023, la diciottesima, decide di dedicarsi al “polleggio”, che per i non bolognesi è l’arte sapiente del godersi la vita facendo il minimo sindacale della fatica: pertanto la novità di quest’anno sarà che ogni partecipante, a seconda delle proprie inclinazioni e della birra contenuta nelle gambe (oltre che in pancia naturalmente) potrà scegliere se effettuare il percorso completo o solo una parte di esso, a piedi o in bici, con gli amici o con una guida.

Un Mangirò a misura di tutte le gambe

In poche parole un Mangirò In Pòlleg, a misura di tutte le gambe, che come d’abitudine si svolgerà la prima domenica del mese di luglio, per la precisione il 2 luglio a partire dalle 9.

Confermato il percorso in altura

La formula resterà sostanzialmente la stessa, così come l’itinerario in altura che ha debuttato con successo nella passata edizione: un trekking mangereccio di circa dodici chilometri, attraverso i boschi di Monghidoro, costeggiando i campi di Grani Alti, i ruscelli e i piccoli borghi nel contesto naturale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Si parte dal Forno, nel centro del paese, e si arriva alla Croce dell’Alpe di Monghidoro, 1200 metri di altitudine, passando per numerose tappe dove si incontrano proposte enogastronomiche ogni anno diverse.

Novità: arriva il Mezzo Mangirò

Ma, come in “Fantozzi contro tutti”, da cui il Mangirò ha già mutuato il termine “punzonatura” per designare la presentazione degli chef partecipanti, si faceva riferimento anche al “mezzo marinaio”, ecco comparire il “Mezzo Mangirò”.

In poche parole quest’anno chi partecipa potrà scegliere se percorrere il Mangirò per intero, l’esperienza completa di 7 tappe, oppure solo metà, per l’appunto il Mezzo Mangirò, con la possibilità di optare fra la parte “bassa” e quella “alta”.

Sarà possibile inoltre decidere se unirsi alle guide escursionistiche che guideranno piccoli gruppi partendo ad orari prestabiliti, o se fare il percorso in autonomia col proprio gruppo di amici, a piedi o in bici.

Partenza con la colazione al Forno

La partenza, lo abbiamo già detto, sarà alle 9 come di consueto dal Forno nel centro di Monghidoro, dove i partecipanti si accrediteranno, ritireranno il materiale, potranno consumare una sostanziosa colazione o anche allenarsi col risveglio muscolare a cura del Centro Longeva.

L’incontro con lo Slow Food del Cilento

Si proseguirà alle 11 con la tappa a Ca’ di Guglielmo, per l’incontro con le due Comunità Slow Food di Caselle in Pittari del Cilento e del Grano Alto di Monghidoro. Qui il grano è impastato e lasciato lievitare, per essere cotto nell’antico forno a legna o in olio bollente. Tanti i prodotti che accompagneranno, dai salumi e formaggi cilentani alle bevande al miele di Beebo.

Birre gelate e sfoglie ben stese

Proseguendo nel bosco, le sorprese fermentate di Birra Bellazzi offriranno sollievo e ristoro a mezzogiorno nella radura delle Capanne, prima di arrivare al Pranzo di sotto al Prato del Gallo dove il grano si trasformerà in sfoglia, da tirare con il mattarello, nei piatti della nostra tradizione: la pasta fresca preparata dalla chef Federica Frattini di Podere San Giuliano e condita con una creazione di Mario Ferrara, veterano del Mangirò, alle prese con la prossima apertura della sua Trattoria Scaccomatto agli orti di via Braina. Insieme a loro la sfoglia per ripieni tipici della Romagna direttamente dalle mani e le braccia di Sfoglia Rina.

Musica da godere in alta quota

Continuando a salire, ci si potrà fermare a riposare mente e corpo con la musica “quasi magica” delle musiciste e musicisti della Scala di Milano, per poi raggiungere la scoppiettante tappa del Rifugio Fantorno.

Degustare il vino tutto d’un fiato

Qui per tutto il giorno dalle 12 alle 18, si tiene Tôt d’un Fiè, evento nell’evento, appuntamento con la nouvelle vague dei vignaioli dell’Appennino bolognese che offriranno una degustazione di diverse etichette di vini naturali insieme ai trabocchetti culinari ideati dal cuoco Paolo “Maolo” Torreggiani.

Il banchetto in cima all’Alpe

Al Pranzo di sopra, tappa conclusiva alla Croce dell’Alpe di Monghidoro, il pane torna in scena per sostenere i piatti, sia di carne e che di verdure, pensati dai ragazzi di Arrogant Pub, nuova “Chiocciola” entrata di recente nella guida delle Osterie d’Italia di Slow Food, e dal team di Quanto Basta, ormai storico locale “romano” a Bologna, insieme alle birre acide di Ca’ del Brado, birrificio artigianale di Pianoro.

Gran finale in polleggio

Per finire in polleggio, DJ set “after pòlleg” con Vittorio Marchetti al Rifugio Fantorno.

Quanto costa e come partecipare

Il costo di partecipazione – la prenotazione è obbligatoria – è di 49 euro, con riduzione a 40 euro per i residenti dei comuni di Monghidoro, Loiano e Monzuno, per tutto il Mangirò, inclusivi di maglietta e navetta per il rientro al Forno dalle 16 alle 19.

La partecipazione al Mezzo Mangirò, che sia la parte “di sotto” o quella “di sopra”, viene a costare 35 euro, mentre al prezzo di 25 euro sarà anche possibile acquistare la partecipazione esclusivamente alla degustazione enologica Tôt d’un Fiè.

Infine per i giovanissimi e le giovanissime fino ai 12 anni di età è previsto un prezzo ridotto di 20 euro.

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