Il vino campano è stato uno dei protagonisti di Hallo-Wine: Baccanali partenopei. Il vino tra mito, memoria e riti ancestrali, l’appuntamento che ieri, 31 ottobre, ha animato Villa Campolieto a Ercolano nell’ambito della programmazione di Drop Eventi. Una selezione di etichette e proposte gastronomiche ha accompagnato il pubblico in un percorso tra identità produttive e interpretazioni contemporanee della tradizione culinaria regionale, con la collaborazione di Vitigno Italia.
Tra le cantine presenti, Parthenope Kapemort e Mamurrae, quest’ultima legata al racconto di una delle denominazioni più importanti del patrimonio vitivinicolo campano: il Falerno dell’area del Massico, in provincia di Caserta, territorio già noto in epoca romana per la produzione di vini particolarmente apprezzati.
A completarne il racconto, il contributo della dottoressa Raimonda Rossi, archeologa impegnata nel far conoscere il patrimonio storico dell’Ager Falernus e il suo rapporto con la cultura del vino. Attraverso iniziative che mettono in dialogo reperti, testimonianze del mondo antico e degustazioni, Raimonda Rossi restituisce profondità storica a una delle tradizioni vitivinicole più celebri della Campania, riportando l’attenzione sul legame tra la viticoltura dell’antica Roma e l’identità enologica del territorio casertano.
Il Falerno rappresenta un capitolo significativo dell’enologia regionale: non soltanto per la sua notorietà storica, ma per il legame con un’area che ha saputo conservare una propria identità produttiva. Raccontarlo significa anche riportare l’attenzione sul patrimonio ampelografico campano e sulla ricchezza di territori viticoli che meritano una conoscenza più approfondita.
Sul versante gastronomico, la serata ha ospitato Ù Mammamì – Moderna Cucina Popolare, progetto di Ottaviano, in provincia di Napoli, che rilegge ingredienti e preparazioni della tradizione attraverso una sensibilità contemporanea. Tra gli assaggi proposti, una frittatina di zucca e salsiccia di maialino nero casertano, completata da maionese alla jus di maialino e chips di Parmigiano. Una preparazione che accosta la dolcezza della zucca alla componente sapida della carne, lavorando su consistenze e intensità senza perdere il riferimento alla cultura gastronomica locale.
La dimensione enogastronomica si è inserita in un programma più ampio, che ha trasformato gli ambienti della residenza settecentesca del Miglio d’Oro in uno spazio di incontro tra patrimonio storico e cultura contemporanea. Visite guidate, proiezioni architettoniche e arti visive hanno accompagnato la programmazione musicale, con il DJ e produttore internazionale Riva Starr, il live dei Trick Beat e i DJ set di Mario Bianco e Jessica Di Paolo.
Con Hallo-Wine, Drop Eventi e Vitigno Italia hanno portato il racconto del vino all’interno di una dimora storica, mettendo in relazione produttori, cucina e pubblico. Un’occasione per valorizzare le espressioni enologiche campane e quelle realtà gastronomiche che scelgono di lavorare sulla tradizione senza rinunciare alla ricerca, restituendo attraverso il cibo e il vino una fotografia attuale della cultura regionale.