Torino e il sogno americano: Bloomberg progetta la città del futuro

di Andrea Di Bella
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Alberto Cirio, Amanda Burden, Stefano Lo Russo

I vertici della newyorkese Fondazione Bloomberg, con la sua responsabile Amanda Burden, in visita in città su invito del sindaco Stefano Lo Russo e del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Obiettivo: ridisegnare la Torino del futuro e costruire un nuovo city brand.

“Vogliamo rappresentare la storia della città, con la strategia di sviluppo che stiamo mettendo in campo, che si basa sulle grandi vocazioni di Torino, prima tra tutte la riconversione industriale. È stata data l’opportunità, dal Grattacielo di Intesa San Paolo, di vedere la città dall’alto; qui, alle Ogr siamo davanti ad un grande esempio di riconversione del patrimonio industriale; a questo punto vogliamo dare la nostra visione del futuro che è fatta di creazione di nuove opportunità di lavoro, di una città universitaria, di una città che riconverte il patrimonio edilizio per facilitare l’insediamento di nuove imprese ad investire”.

Ha esordito così il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ieri 2 febbraio, in conferenza stampa alle Ogr, con il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e alla presenza di Amanda Burden, figura autorevole della Fondazione Bloomberg, e di Lauren Racusin, suo braccio destro.

Delegazione Bloomberg a Torino: da sx Cirio, l'interprete, Burden, Racusin, Lo Russo

Delegazione Bloomberg a Torino: da sx Cirio, l’interprete, Burden, Racusin, Lo Russo. Photo Credits Andrea Di Bella

La Fondazione americana è arrivata in città su invito dei due esponenti politici piemontesi che nei mesi scorsi si erano recati a New York per incontrare anche i vertici della Bloomberg Associates.

L’obiettivo è quello di riprogettare il nuovo volto della città, a partire dal nuovo piano regolatore, ridisegnare la pianificazione della vivibilità e della fruibilità degli spazi urbani, riprogettare la mobilità in virtù di nuove esigenze, dotare la città di un nuovo city brand, in una modalità più creativa, innovativa per promuovere Torino nel mondo.

Oggi, i vertici di Bloomberg sono qui, sotto la Mole per conoscere la città e approfondire la possibilità di collaborazione.

Da sottolineare che la Fondazione svolgerà il suo lavoro in modo filantropico, quindi senza costi per i cittadini.

L’esperienza che metterà in campo sarà la stessa già messa a disposizione di molte importanti città, prima tra tutte New York, dove Amanda Burden è stata la figura chiave, la pianificatrice urbanistica delle trasformazioni degli ultimi venti anni.

Bloomberg Associates è impegnata in tutto il mondo con soluzioni atte a favorire la trasformazione dei paesaggi urbani: dall’amministrazione pubblica al mondo delle imprese, dall’efficienza energetica alla sostenibilità ambientale.

Non sapevamo assolutamente nulla di Torino – ha affermato Burden -. Sto vedendo una città piena di tesori da scoprire che ha tutte le carte in regola per essere apprezzata non solo da chi ci vive: gli aspetti culturali, i trasporti, l’Università, i parchi, le piazze, i fiumi che l’attraversano sono ottime caratteristiche che la città offre. Il nostro obiettivo è capirne il Dna e fare emergere tutte queste sue grandi potenzialità. L’unità di intenti tra regione e comune rende il progetto ancora più ambizioso“.

“La Fondazione Bloomberg ha affiancato città di tutto il mondo – ha sottolineato il governatore Cirio – nella definizione del loro sviluppo, in modo che fosse sostenibile, rispettoso dei nuovi equilibri sociali e delle nuove esigenze legate al clima. Comune e Regione stanno collaborando ancora una volta, e, per disegnare la Torino di domani, noi abbiamo scelto di volare alto scegliendo i più bravi, per onorare, ancora una volta, la vocazione internazionale di questa città”.

Questa collaborazione – ha aggiunto Lo Russo – può portare su Torino uno sguardo diverso, che può aiutarci a far parlare alla città linguaggi comprensibili nel mondo. Dobbiamo uscire dalla dinamica un po’ autoreferenziale e provinciale del dibattito locale, e il supporto di una delle più grandi istituzioni attive nel campo della rigenerazione urbana ci sarà di grande aiuto. Farci vedere da occhi internazionali, quindi non condizionati, è un aspetto che reputo molto importante”.

L’iniziativa è una delle tante cose su cui la città e la regione stanno lavorando insieme – ha chiarito il sindaco -. Crediamo nelle enormi potenzialità di Torino, e, per questo, pensiamo che lavorando in sintonia istituzionale possiamo presentarci all’estero come un insieme  con un obiettivo comune e condiviso”.

Capire l’anima di questa città può essere una bella scommessa, un’avventura interessante se non intrigante, visto che negli ultimi anni la stessa anima è andata a farsi benedire. Ce la faranno gli americani? Noi glielo auguriamo.

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