Innovazione, qualità e sostenibilità trainano l’export del vino cooperativo romagnolo

di Massimo Tommasini
0 commento
uva nei cesti

brindisi_60anni_cevicoDalla partecipazione al Vinitaly della filiera associata a Legacoop Romagna, con la capofila Terre Cevico in evidenza, emerge la conferma di un posizionamento forte sui mercati internazionali e interni.

In generale l’andamento della kermesse è stato molto positivo, con un copioso afflusso di acquirenti dall’estero e un notevole interesse per tutte le linee di prodotto. Il calo dei consumi nella grande distribuzione organizzata è compensato dal traino del settore della ristorazione e dall’export. I gusti, però, come è emerso dagli appuntamenti dell’Alleanza delle Cooperative, continuano a mutare di paese in paese, si adeguano ai contesti locali e anche alle mode alimentari. Occorre quindi evolvere perennemente la propria offerta, pur mantenendo il gusto della tradizione.

I messaggi arrivati dall’estero

vigna paesaggio mare e trattore Dal lontano Giappone ai paesi scandinavi come Svezia, Finlandia e Norvegia alla Germania ad esempio, è emersa la richiesta di vini biologici e vini certificati etico/sostenibili, con un packaging più leggero del solito: rispetto al vetro si preferisce il tetrapak o addirittura la lattina, non solo e non tanto per una questione di “risparmio”. Il fatto che la confezione sia pienamente riciclabile è diventato un motivo importante di scelta nelle abitudini di molti consumatori del globo, alle prese con una raccolta differenziata molto rigorosa. Dopo la pandemia, insomma, si è riscoperto il piacere della convivialità, ma sono emersi anche nuovi paradigmi di acquisto, come le tre “e”: ecologico, equo ed elegante. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, invece, la crescita delle vendite è ancora trainata dalle bollicine, che si confermano in cima alle preferenze degli anglosassoni. In generale si apprezzano comunque sempre di più tipologie di vino a moderata gradazione alcolica e accompagnate da certificazioni di natura ambientale ed etica.

cevico_vinitalySono tutti mercati presidiati dalla filiera cooperativa del vino associata a Legacoop Romagna, presente ormai in tutto il mondo. Terre Cevico, che quest’anno compie 60 anni di attività, ha stabilimenti a Lugo e Forlì e trasforma ogni anno più di 120mila tonnellate di uva producendo 118 milioni di bottiglie e 1.100 referenze commerciali. Nel fatturato aggregato — che nel 2021 ha sfiorato i 190 milioni di euro — l’export vale ormai per il 40%.

Continuare ad investire

il presidente di Terre Cevico, Marco Nannetti

Il presidente di Terre Cevico, Marco Nannetti

«La partecipazione al Vinitaly — dice il presidente di Terre Cevico, Marco Nannetti — ha confermato la necessità di continuare a investire per affrontare le sfide di una competizione che si gioca sui cinque continenti. Per noi è fondamentale avere una dimensione multiregionale, cioè di potere garantire agli acquirenti una gamma di prodotti che passa per tutte le grandi tradizioni enologiche. Il vino romagnolo e cooperativo in genere ha fatto passi da gigante, affermandosi tra i grandi player mondiali, ma le abitudini di consumo cambiano velocemente e occorre tenere il passo, specialmente per chi non rappresenta una tipologia di nicchia, ma un grande gruppo cooperativo che rappresenta una risorsa fondamentale per il reddito di cinquemila famiglie di soci agricoltori».

Il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi

Il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi

«Usciamo dal Vinitaly con la consapevolezza che il vino cooperativo romagnolo è apprezzato in tutto il mondo per la sua capacità di mettere al centro la qualità, il territorio e le persone, promuovendo cultura e innovazione. Terre Cevico è la punta di diamante di un progetto di sviluppo che ha dimostrato di aver colpito nel segno, come dimostrano anche i risultati. L’obiettivo ora deve essere quello di rilanciare una spinta ancor maggiore nel campo dell’innovazione, accompagnata da un processo di valorizzazione dei soci agricoltori. Siamo al fianco del settore per supportare i suoi piani di ricerca e sviluppo, necessari per mantenere e fare crescere le quote di mercato, in particolare nei mercati esteri», conclude il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi.

You may also like

Lascia un commento

CHI SIAMO

Il bello e il buono dell’Italia tra i sentieri del sapere e dei sapori, la cultura dei territori, la loro identità. Un viaggio alla ricerca dei gusti nascosti, quelli che non trovi ovunque. Dove andare a mangiare, come arrivarci, cosa assaporare con la certezza di indovinare e dire di aver trovato i vini migliori, i prodotti di maggiore qualità e rappresentativi di un territorio. Un viaggio della leggerezza come espressione di culture, per scoprire il valore e le eccellenze della fertilità dei luoghi, il paesaggio, i segni territoriali, degustare i frutti del lavoro delle mani sapienti di uomini e donne che fanno dell’Italia un Paese unico al mondo. Un viaggio tra le architetture rurali, le cascine, le masserie, i sentieri, i borghi, dove riscoprire antichi segni territoriali. In poche parole, un punto di riferimento per chi ama muoversi imparando a conoscere le bellezze della natura e i prodotti più preziosi che ci offre la terra e il mare. Questo vuole essere VIAGGIATORI DEL GUSTO, il web magazine dedicato al turismo enogastronomico e non solo.

Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Forlì, n° 10/2018.

Direttore Responsabile Massimo Tommasini: direttore@viaggiatoridelgusto.it
Redazione: redazione@viaggiatoridelgusto.it – Tel: 335.7077010

Via Tevere n° 62 – 47121 Forlì (FC)
C.F.: TMM MSM 54A21 D704Z – P.IVA: 04294400405