TheFork traccia il bilancio del settore ristorazione dopo oltre un anno di chiusure

di Francesca Sepe
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In attesa della riapertura, TheFork, app di prenotazione online dei ristoranti, ha analizzato l’andamento del settore nei mesi di chiusure parziali e totali per capire quali ne siano stati gli effetti e come affrontare la riapertura.

L’industria della ristorazione è gravemente ferita da oltre un anno di mancata attività. In questi mesi ha però dimostrato una grande resilienza e capacità di aggiornamento attraverso la crescita della digitalizzazione. Siamo stati al fianco dei nostri Partner con varie iniziative: abbiamo offerto la nostra piattaforma per pubblicizzare le loro attività di delivery gratuitamente, sviluppato le Gift Card (carte regalo), annullato le commissioni per le versioni più avanzate del gestionale e molto altro. Queste attività si sono tradotte in un investimento complessivo a livello globale di quasi 25 milioni di euro. E siamo già al lavoro per preparare al meglio la riapertura.” ha commentato Andrea Arizzi, Head of New Business di TheFork.

Un’offerta che resiste e clienti fedeli

La riapertura dei ristoranti dopo la prima ondata ha visto risultati incoraggianti per il settore; in Europa il comparto ha attraversato tre mesi difficili da marzo a maggio 2020, tuttavia, durante i mesi estivi il settore è riuscito a recuperare un numero accettabile di commensali, anche se inferiore agli anni precedenti a livello globale, questa ripresa, infatti, ha mostrato disparità geografiche e penalizzato soprattutto le grandi capitali europee, probabilmente perché private del turismo straniero.

Nelle località di villeggiatura italiane la performance estiva è stata particolarmente positiva al punto che nelle province di Ancona, Livorno e Siracusa e nella città metropolitana di Napoli è stata riscontrata una crescita dei coperti prenotati che risultano superiori al 2019; questa ripresa si è verificata soprattutto grazie alla popolazione locale e al turismo interno mentre sono calati drasticamente i viaggiatori internazionali, fenomeno compensato in maniera significativa dai residenti.

Un settore creativo e agile

Durante questi mesi, i ristoranti hanno dovuto perciò reinventarsi, a cominciare dai servizi di consegna a domicilio e take away che sono notevolmente cresciuti; a oggi su TheFork il 10% offre il delivery e l’12,5% permette l’asporto.

Il covid-19 ha inoltre evidenziato l’importanza del digitale in un contesto globale in cui le relazioni fisiche devono essere limitate; il 64% dei ristoranti ritiene che gli strumenti digitali li abbiano aiutati nel corso della crisi.

Per quanto riguarda le misure messe in atto dal precedente governo per aiutare il settore, TheFork ha condotto nel gennaio 2021 un’indagine su oltre 1.000 ristoranti, per comprendere meglio l’impatto della pandemia sui livelli occupazionali della ristorazione e sembra che il 52% degli intervistati abbia applicato la cassa integrazione a tutto il personale, mentre quasi il 20% lo ha fatto per più della metà del personale; grazie a queste misure, circa il 70% delle aziende è riuscito a non licenziare nessuno dei propri dipendenti.

Purtroppo, il 24% ha dovuto licenziare parte del personale, mentre il 6% ha dichiarato di aver lasciato a casa tutto lo staff; dei ristoranti che hanno ricevuto aiuti finanziari, quasi tutti si sono detti insoddisfatti e hanno trovato l’importo troppo basso per sopravvivere.

Clienti che non vedono l’ora di tornare al ristorante

Nonostante il contesto, andare al ristorante è una delle esperienze che manca maggiormente agli utenti; nello studio condotto da TheFork in Italia su oltre 5.000 utenti, il 52% ha dichiarato che appena possibile andrà al ristorante più che in passato e il 38% ha dichiarato che lo farà anche se meno di prima, solo il 4% ha detto che aspetterà la fine assoluta della pandemia.

Gli utenti sottoposti a una serie di domande sul rispetto delle regole di distanziamento si sono dichiarati attenti e disciplinati e la metà degli intervistati ha dichiarato di sentirsi più al sicuro al ristorante che in visita da amici e parenti; in Italia, quando a Febbraio 2021 molte regioni sono entrate in zona gialla, il numero di coperti prenotati a mezzogiorno è aumentato notevolmente, superando i livelli del 2019 e del 2020, questo perché gli utenti dimostrano un grande senso di adattabilità.

Come prepararsi alla riapertura 

Secondo uno studio condotto attraverso Surveymonkey, acquista sempre più importanza la possibilità di prenotare tavoli all’aperto, mentre continuano a essere ritenute utili la comunicazione online delle misure di prevenzione del ristorante, il menù digitale, le recensioni dedicate alle norme anti-COVID e la possibilità di pagare da app senza contatto con il cameriere; infatti, i ristoranti con uno spazio all’aperto che storicamente tendono ad avere performance migliori, hanno recuperato più velocemente di quanti non ne avevano.

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