34ª edizione del Merano Wine Festival ha registrato un grande successo con oltre 8.000 visitatori e una forte presenza di operatori e buyers, confermandosi come punto di riferimento per le eccellenze enogastronomiche.
Wine Festival
Sede dell’evento è stato il Kurhaus, splendido e romantico edificio costruito nel 1874, dedicato all’ospitalità di chi intendeva ritemprarsi con le cure termali, posizionato fra il centro della città e il fiume Passirio.
L’evento, tenutosi dal 7 all’11 novembre 2025, ha valorizzato innovazione, internazionalizzazione e dialogo tra produttori e operatori, includendo masterclass, showcooking, conferenze e fuorisalone.
Degli oltre 2000 vini selezionati e in degustazione, fra italiani e internazionali, si conferma l’importante evoluzione qualitativa delle produzioni di cantine sociali (ne parla Luciano Rappo nell’intervista) che, da alcuni anni, sono competitive con i marchi blasonati;
fra questi ultimi è da segnalare la nuova gestione di Arunda di Meltina (BZ) dove Wolfgang Tratter (intervistato) succede al caro amico Josef Reiterer.
Annunciate le principali iniziative del 2026, tra cui Wine&Siena, Farm Food Festival, e collaborazioni internazionali, con appuntamento già fissato per la 35ª edizione dal 6 al 10 novembre 2026.
“Vision: Wine & Food Creators” che ha guardato al futuro del gusto tra scienza, cultura del territorio e confronto tra esperti del settore. La grande presenza di operatori e buyers, soprattutto nella giornata di lunedì 10, consolida la strada intrapresa negli scorsi anni, con la volontà di mettere in dialogo operatori e produttori. Appuntamento alla 35° edizione, dal 6 al 10 novembre 2026.
Culinaria e le novità
Non solo Wine Festival che ha confermato l’elevata qualità delle selezioni vinicole della manifestazione, ma nella parallela Culinaria si è goduto di grandi prodotti gastronomici a partire dai diffusissimi panettoni, data la vicinanza delle feste natalizie, ma che da qualche anno sono anche destagionalizzati (intervista a Dario Loison)
Sono da apprezzare il gruppo di giovani cioccolatieri del Bean to Bar Italia “dalla fava alla tavoletta” raccolti in associazione nella quale ognuno si distingue e si caratterizza per originalità partendo dalle classiche fave Theobroma Cacao. Intervista a Johonny di Aroko recentemente premiato da Compagnia del Cioccolato come Cioccolatiere Emergente.
Dal produttore Riccardo Depetris “I Cioccolati del Monviso” si è potuto scoprire una rara varietà bianca dal gusto dolce e delicato, sono fave di Cupuacu
(Theobroma grandiflorum) dalla foresta amazzonica brasiliana e le fave di Macambo o Pataxte (Theobroma bicolor) dalla foresta amazzonica peruviana che si caratterizzano per il marcato aroma di Vermouth.
All’esterno del reparto dolciario la salumeria ha brillato con le varie produzioni e in particolare di profumatissimi e gustosissimi prosciutti provenienti da suini pregiati di razza nera dell’Appennino che insieme con Cinta Senese e Mora Romagnola, recuperati dal pericolo d’estinzione; sono frutto di lavorazioni artigianali che consentono lunghissime stagionature: i sei anni del prosciutto di suino nero Pelatella della Macelleria Agricola Patrone, poi le pancette, le coppe, i salami, i lardi…

L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania con Luciano Daponte, ci ha condotto fra i numerosi espositori e ci ha presentato il parallelo marino del maiale in modalità sostenibile “del Tonno non si butta via niente” dice l’artigiano napoletano di Carola 1801 capace di elaborare ogni parte di questo prezioso pesce mediterraneo, comprese le interiora, evitando gli scarti e facendo quindi apprezzare i sapori ormai dimenticati o mai conosciuti.
Il Merano Wine Festival è sempre un’occasione per nuove esperienze e interessanti incontri.