Quando il Made in Italy prende il mondo per la gola
L’edizione appena conclusa di Tutto Food ha stabilito nuovi record. I numeri raccontano una storia di eccellenza italiana sempre più riconosciuta globalmente, grazie anche a produttori di nicchia che incarnano la vera essenza della qualità alimentare del Paese.
Una manifestazione di successo
L’edizione 2026 di Tutto Food ha chiuso i battenti da pochi giorni, e i numeri destano ammirazione: 123 mila visitatori, con una crescita del 30 per cento rispetto all’edizione precedente, di cui 27 mila operatori professionali provenienti dall’estero. In quattro giorni, dall’11 al 14 maggio nei dieci padiglioni di Fiera Milano Rho, sono stati occupati 82 mila metri quadrati netti completamente sold out, con circa 5 mila brand espositori (il 30 per cento di provenienza internazionale) e 4 mila top buyer da più di 80 Paesi. Non sono semplici statistiche: questi numeri rispecchiano il consolidamento di una piattaforma commerciale che ha trasformato la manifestazione in un vero e proprio hub strategico per l’agroalimentare globale.
In attesa della prossima edizione, dall’8 all’11 maggio 2028, Tuttofood alla Fiera di Milano-Rho è stato un evento non soltanto vetrina, ma catalizzatore di incontri B2B di portata mondiale. L’importanza della manifestazione per il Made in Italy è strategica: rappresenta il momento in cui i produttori italiani, da quelli più strutturati alle piccole realtà artigianali, misurano la propria competitività su una platea internazionale esigente e molto informata. Il riconoscimento UNESCO della dieta mediterranea nel dicembre 2025 ha aggiunto una dimensione culturale al significato commerciale della fiera, trasformandola in una piattaforma dove la qualità italiana non è soltanto una questione di ingredienti, bensì di un modello alimentare e di una visione del mondo.
Passeggiando tra i padiglioni, colpisce la varietà: accanto alle grandi produzioni regionali, trovano spazio i prodotti di nicchia che incarnano la vera anima della gastronomia italiana. Sono eccellenze dimenticate, riscoperte, o semplicemente custodite da piccoli artigiani che mantengono vive tradizioni centenarie. In Sicilia, questa varietà è particolarmente ricca, e uno dei prodotti che meglio rappresenta questa eredità è il cioccolato di Modica.
Storia e tecnica di un’eccellenza siciliana
Il cioccolato di Modica non è un semplicemente cioccolato: è un prodotto che affonda le radici nella Sicilia barocca del Seicento, quando le tecniche di lavorazione del cacao giunte dalle Americhe si incontrarono con la tradizione gastronomica siciliana. La caratteristica distintiva è la lavorazione a freddo: il cacao viene raffinato mantenendo temperature basse che conservano la naturale cristallizzazione del burro di cacao, creando quella texture grumosa, quasi sabbiosa, che è la firma inconfondibile di questa specialità.
Al palato, il cioccolato di Modica offre una sensazione organolettica unica: una certa granulosità iniziale, quasi una friabilità che cede immediatamente al calore della bocca, seguita da un’onda di sapore intenso e cristallino, lontano dalla dolcezza morbida e uniforme del cioccolato industriale. È un cioccolato che richiede tempo, che invita a masticare, a gustare consapevolmente.
Due aziende siciliane presenti a Tutto Food 2026 hanno rappresentato bene questa tradizione con approcci leggermente diversi.
Luchino, qualità biologica certificata
Con sede a Modica, Luchino è una piccola cioccolateria artigianale che ha scelto di produrre in biologico, con certificazione IGP. Il marchio pone l’accento su ingredienti di alta qualità e su un processo produttivo che unisce il rispetto della tradizione al coraggio dell’innovazione. La linea di produzione di Luchino spazia oltre il cioccolato di Modica classico: offre versioni specializzate con superfood come spirulina e stevia nella linea Gusto & Benessere, uova di cioccolato realizzate con cioccolato belga, creme spalmabili a base di nocciola e pistacchio, torroni, dragées, praline ripiene di frutta secca siciliana, e scorzette d’arancia ricoperte di cioccolato fondente. Tutto il catalogo ruota intorno a una visione: il cioccolato come espressione di territorio e maestria. Il sito www.luchinocioccolato.it mostra una comunicazione sobria e autentica, focalizzata sulla qualità piuttosto che sulla retorica.
Ciokarrua: innovazione e tradizione insieme
Ciokarrua, anch’essa con sede a Modica, incarna un approccio più innovativo. Accanto al cioccolato di Modica IGP tradizionale e biologico, propone il Carrubato di Sicilia, un prodotto molto inusuale: non è cioccolato, ma una ricreazione affascinante basata sulla carruba, il frutto del carrubo, una pianta presente nell’isola da secoli. Il Carrubato di Sicilia offre una dolcezza naturale, senza zuccheri aggiunti, con un profilo sensoriale completamente diverso dal cioccolato: terroso, quasi caramellato, con note che ricordano il dattero.
Ciokarrua produce anche creme spalmabili biologiche, alcune alla carruba, altre combinate con nocciola, gianduia, e pistacchio. Il sito www.ciokarrua.it documenta una filosofia che non sceglie tra tradizione e innovazione, ma le fonde: ogni prodotto è sorretto da una ricerca qualitativa stringente, dalla selezione dei fornitori al packaging. La linea Grezzopuro è un’indicazione ulteriore di questo orientamento: cioccolato di Modica IGP biologico bean-to-bar, totalmente tracciato.
Cicirittu: i panettoni artigianali nascono da una passione
Sempre in Sicilia, poco a nord di Catania, ad Aci Sant’Antonio, Cicirittu rappresenta una storia diversa, ma ugualmente affascinante. I fratelli Domenico e Rosario D’Agata, soci della Cicirittu S.R.L., hanno trasformato una passione dolciaria in un’impresa strutturata fondata sul rispetto consapevole dell’arte dolciaria siciliana. La loro specialità principe è il panettone artigianale: non quello commerciale e standardizzato, ma una reinterpretazione profondamente siciliana del lievitato milanese, con lievitazione naturale di 36 ore e ingredienti interamente dell’isola, con particolare enfasi sul pistacchio, gli agrumi di qualità e il cioccolato.
Il catalogo emerge chiaramente sul sito www.cicirittu.it: la linea classica dei panettoni in varie declinazioni, al pistacchio, con agrumi, con frutta secca, ma anche una gamma crescente di creme spalmabili artigianali. Quella al pistacchio di Sicilia è particolarmente interessante: 200 grammi di pura essenza di pistacchio, senza altre aggiunte, pensata per diffondere il sapore del pistacchio siciliano su qualunque base (pane, biscotti, o semplicemente degustata con un cucchiaio). Accanto al pistacchio, altre proposte includono cremazioni al caramello salato, all’arancia, e l’innovativa crema spalmabile Choco Dubai, che unisce la moda globale dei Dubai Chocolates alla realtà artigianale siciliana.
Cicirittu non è una grande azienda: è un progetto consapevole di rimanere in Sicilia, di investire sul territorio, di raccontare la tradizione attraverso una produzione quotidiana. Con più di 38 mila ordini spediti in tutta Europa i numeri testimoniano che questa scelta autentica ha un mercato globale.
Nel padiglione della pasticceria anche il Monferrato
Spostandosi dal grande padiglione dedicato ai dolci a quello dedicato alla pasticceria e alle creme spalmabili, si nota la presenza di Corilu, società cooperativa agricola di Lu Monferrato, in provincia di Alessandria. Corilu rappresenta un modello diverso, ma altrettanto rigoroso: specializzata nella nocciola Piemonte IGP, la Tonda Gentile Trilobata coltivata nelle colline del Monferrato, produce tre tipi di creme spalmabili.
La Crema Classica contiene il 60 per cento di Nocciola Piemonte IGP, senza nessun grasso o olio aggiunto: il profilo sensoriale è intenso, genuino, la nocciola parla da sola. La Crema Gianduia combina la nocciola con una proporzione calibrata di cacao piemontese, mantenendo la purezza della filiera con latte di filiera piemontese. Infine, la Crema Gianduia Fondente offre una versione più carica di cacao. Tutte le creme sono prive di glutine, lavorate in raffinatrici a sfere d’acciaio che trasformano la nocciola in una pasta liscia e delicata.
La forza di Corilu è la sua radice: è una cooperativa di agricoltori della nocciola da più di venticinque anni, che ha trasformato il Monferrato, da sempre noto per i vini, anche in un territorio di eccellenza per le nocciole. Ogni crema spalmabile non è un prodotto confezionato da fornitori, ma la naturale continuazione della coltivazione e della trasformazione controllata internamente in azienda. Il sito www.corilu.it comunica questa trasparenza senza enfasi: è il linguaggio di un’azienda che confida nella qualità del lavoro nei campi.
Conclusione: quando il locale diventa globale
Tutto Food 2026 non è stata soltanto una fiera di numeri record. È stata una dimostrazione tangibile che il Made in Italy funziona quando non insegue la massa, quando invece difende il dettaglio, il territorio, la storia. Luchino, Ciokarrua, Cicirittu, e Corilu sono soltanto quattro esempi fra i duemila o tremila espositrici italiani presenti. Ma sono emblematici di una lezione fondamentale: i mercati globali premiano non l’omologazione, ma l’autenticità, la capacità di raccontare un’origine, un know-how e una scelta consapevole.
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