Presentato a Roma il 1° Rapporto Turismo Dop, realizzato da Fondazione Qualivita in collaborazione con Origin Italia e con il supporto del Masaf. La giornata, con approfondimenti di esperti e rappresentanti istituzionali, è stata arricchita da numerosi collegamenti live con i territori, dando voce ai Consorzi di tutela e ai protagonisti delle filiere Dop ed Igp.
Agricoltura, turismo e Dop economy: l’unione che valorizza i territori regionali
Al vertice del turismo Dop sono risultate, nell’ordine, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Ciò grazie a un mix vincente: la presenza di filiere produttive solide, un’attrattività turistica consolidata e, soprattutto, Consorzi di tutela strutturati e riconosciuti capaci di svolgere un ruolo attivo di governance territoriale.
Questa capacità di aggregare attori locali, promuovere progettualità condivise e attivare sinergie concrete fa la differenza nello sviluppo di un’offerta turistica autentica, integrata e sostenibile.
Ai piedi della classifica pur avendo un patrimonio agroalimentare di prim’ordine, Molise, Basilicata, Abruzzo e Marche.

Un modello turistico identitario
Il Turismo Dop rappresenta una nuova frontiera del turismo enogastronomico. Un modello che mette al centro le Indicazioni Geografiche come strumenti per generare esperienze autentiche, educative e sostenibili.
Fenomeno sempre più diffuso in Italia, il Turismo Dop non è solo un insieme di iniziative “a tema”, ma rappresenta un sistema integrato di accoglienza costruito attorno alle filiere Dop ed Igp, con la regia dei Consorzi di tutela, in linea con il nuovo Regolamento UE 2024/1143 che assegna loro anche la competenza “dello sviluppo di servizi turistici nella pertinente zona geografica”. Un’offerta turistica che racconta l’Italia vera, con esperienze contestualizzate nel paesaggio, nella storia e nelle tradizioni delle comunità locali e garantendo qualità, identità e legame con il territorio.

Il 1° Rapporto Turismo Dop
Basato su indagini dirette e sull’esame di fonti istituzionali, offre un’analisi aggiornata e organica del turismo legato alle Indicazioni Geografiche in Italia. Con 585 attività – promosse da 361 Consorzi di tutela e che coinvolgono 597 prodotti Dop ed Igp – 87 normative di riferimento, oltre a una selezione dei principali studi scientifici e dati di settore, il report delinea un quadro completo del fenomeno a livello nazionale e locale.
I 235 Eventi registrati nel 2024 si confermano l’ambito più dinamico del Turismo Dop, con iniziative consolidate come Caseifici Aperti o degustazioni guidate in cantina, insieme a nuove proposte come festival culturali ed eventi sportivi legati ai prodotti Dop ed Igp e ai territori. Si aggiungono 188 Infrastrutture permanenti, fondamentali per offrire esperienze immersive e durature legate ai prodotti IG: Strade del vino e dei sapori — riconosciute dalle Regioni — musei del cibo, spazi didattici e patrimoni culturali fruibili, che testimoniano il profondo legame storico e culturale tra le IG e i luoghi di origine.
Il report mappa anche 130 elementi di Valorizzazione, riconoscimenti ufficiali delle zone di origine dei prodotti certificati: patrimoni Unesco (come le Colline del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano o l’Arte dei muretti a secco), Paesaggi rurali storici riconosciuti dal Masaf, parchi regionali e nazionali gestiti dal Ministero dell’Ambiente che rappresentano l’interconnessione tra eccellenza produttiva e valore ambientale. Completano il quadro delle attività le 32 azioni specifiche di In-formazione — tra convegni, pubblicazioni, attività formative e di comunicazione — che hanno l’obiettivo di migliorare l’offerta turistica legata alle Dop ed Igp e promuovere efficacemente le iniziative.
“Il quadro che emerge – ha evidenziato Mauro Rosati – Direttore Fondazione Qualivita – è certamente positivo e segnala un attivismo crescente in tutti i territori, con esperienze che testimoniano la vitalità del legame tra Indicazioni Geografiche e turismo. Tuttavia, è necessaria una riflessione sulle regioni del Sud, dove – pur in presenza di numerose produzioni di qualità e di un forte appeal turistico – un numero troppo basso di Consorzi di tutela pienamente operativi non consente ancora di intercettare appieno le opportunità del Turismo DOP, come avviene in altre aree del Paese. È un segnale chiaro: non basta disporre di eccellenze produttive, serve anche una regia solida e riconosciuta, capace di orientare una visione strategica condivisa. In quest’ottica, è fondamentale che anche le amministrazioni regionali del Mezzogiorno imprimano un impulso deciso, sostenendo il rafforzamento dei Consorzi di tutela e promuovendo una governance territoriale capace di trasformare le potenzialità in sviluppo concreto.”

I casi di studio
Il Rapporto contiene inoltre l’analisi di 41 case histories di attività considerate un modello nel proprio ambito. Una selezione di queste è stata raccontata durante la presentazione del rapporto attraverso collegamenti live con i territori, in cui sono state mostrate le esperienze di vari Consorzi di tutela: Consorzio del Prosciutto di Parma, Consorzio di tutela dell’olio Garda DOP, Consorzio di Tutela Cioccolato di Modica, Consorzio Formaggio Parmigiano Reggiano, Consorzio di Tutela della DOC Prosecco, Consorzio Tutela Vini Vesuvio, Consorzio Tutela Formaggio Roccaverano DOP, Consorzio Tutela Grana Padano, Consorzio Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, Consorzio Tutela Olio DOP Riviera Ligure, Consorzio per la tutela del Franciacorta, Consorzio di tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP, Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena.
Il sito web
In occasione della pubblicazione del Rapporto, è stata rilasciata anche la nuova versione del sito www.turismodop.it, che raccoglie in modo aggiornato e approfondito tutti i contenuti dell’Osservatorio: schede delle attività, normative di riferimento, dati e ricerche scientifiche di settore, ma anche mappe interattive, strumenti di ricerca e una selezione di notizie aggiornate.
Le conclusioni del Ministro Lollobrigida
“L’Italia è leader in Europa per prodotti a Indicazione Geografica – ha detto Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste a conclusione dei lavori – Cultura, paesaggio, tradizione, lavoro, convivialità: sono i pilastri di un modello produttivo che non solo ha radici solide nel nostro passato, ma che incarna anche una visione di sviluppo. Il turismo legato alle Dop e Igp è un’opportunità che dobbiamo cogliere, è un asset su cui investire che porterà vantaggi non solo al mondo agricolo, ma offrirà opportunità di sviluppo e benessere all’Italia rurale che merita di essere conosciuta nel mondo insieme alle nostre eccellenze”.