Il Trebbiano, uno dei vini più popolari della Romagna, è stato celebrato nei giorni scorsi da Terre Cevico in un evento nella cantina di Alfonsine alla presenza di oltre 600 persone, tra base sociale cooperativa, esperti, enologi, stampa e appassionati.
Internazionale, gastronomico, contemporaneo, sostenibile
Eclettico, semplice e mai banale, popolare nella sua diffusione, “spina dorsale” della viticoltura romagnola, oggi il Trebbiano pare essere un vino in grado di intercettare le nuove tendenze di consumo.
L’evento organizzato da Terre Cevico ha fatto simbolicamente incontrare terra e mare, il Trebbiano proposto nelle sue diverse e sfaccettate versioni, dalle Bollicine Romagnole alla versione fermo sino alle referenze a base vino in aperitivo, è stato servito in abbinamento alle proposte di mare con il pesce dell’Adriatico grigliato dai Pescatori della Cooperativa di Cesenatico.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Alfonsine Riccardo Graziani e Mirco Bagnari di Legacoop Romagna, il Presidente di Terre Cevico Franco Donati si è soffermato ad illustrare il progetto Trebbiano “Sino a qualche anno fa pensare a un progetto che mettesse al centro il Trebbiano era un atto di coraggio, noi insieme alla nostra base sociale ci abbiamo creduto, e i risultati ci confortano. Penso sia nostro dovere come imprenditori e dirigenti cooperatori comprendere le nuove tendenze di consumo ed evolvere una risposta verso i giovani di oggi che saranno consumatori di domani. Obiettivo è produrre comunicare e internazionalizzare il trebbiano e andarne fieri”.

Palo Galassi
Paolo Galassi, Direttore Generale di Terre Cevico, ha fatto il punto sull’andamento del mercato e l’evoluzione dei consumi del Trebbiano. “Sino al 2001 il confezionato di Trebbiano era inferiore ai 700mila litri, oggi siamo arrivati agli oltre 9 milioni. La sua valorizzazione è iniziata molti anni fa con il progetto vino convenzionale nel formato brick, divenuto poi Trebbiano da agricoltura biologica e altre tipologie di formati e presenze crescenti in altri mercati. Il primato in questa categoria di prodotto che ha visto appunto declinare la denominazione da Trebbiano IGT con il marchio Sancrispino ad una versione di vino biologico, già allora ci ha consentito di attirare l’attenzione dei grandi player della grande distribuzione. La fortuna del trebbiano infatti sta nell’essere un vino eclettico in quanto può essere declinato in diverse tipologie (fermo, frizzante, mixology) e contenitori. Per quel che riguarda l’export – continua Galassi – cito due casi di Paesi anche culturalmente lontani dalla nostra tradizione: negli ultimi 12 mesi solo in Giappone abbiamo venduto 1 milione di bottiglie di Spumante ed anche gli spumanti venduti in Svezia con un progetto dedicato ad un solo cliente si assestano su questo dato. L’Italia oggi vede un trend di crescita importante nel canale ristorazione, siamo a 800mila bottiglie vendute per questa categoria di vini, con un trend di crescita dell’+8%”.