Napoli accoglie con entusiasmo una nuova frontiera dell’arte della pizza: in via Giotto 14, al Vomero, nasce la Salvatore Santucci Pizzeria, il progetto che l’“esteta dell’impasto” – Salvatore Santucci – porta nella sua città natale dopo anni di sperimentazione e formazione internazionale.
Da Buenos Aires a Shanghai, da Lione a Pechino, Santucci ha percorso il mondo della pizza mantenendo un unico filo rosso: la tradizione napoletana reinterpretata con rigore e originalità. Ma non si tratta solo di mastering: Santucci vanta oltre trent’anni di esperienza, è istruttore senior per l’Associazione Verace Pizza Napoletana e docente alla Università degli Studi di Napoli Federico II e presso la scuola di cucina Gambero Rosso.
L’impasto come alchimia
La vera cifra del locale risiede nella filosofia BSB — “Buono, Sano e Bello” — che Santucci ha costruito nella sua “Officina degli Impasti”.
Impasti studiati per digeribilità e gusto, fermentazioni su lievito madre vivo che coltiva da venticinque anni, farine selezionate insieme a mulini di fiducia.
Dal classico “verace napoletana” al più sperimentale integrale o addirittura “acqua di mare” — quest’ultimo impasto, sorprendentemente, ridurrebbe la salinità pur conservando il carattere marino. Nel menù ogni ricetta è pensata per armonizzare base, topping e stagione.
Tre pizze‑icona da non perdere
La Gialla in Crosta: impasto alla curcuma, crema di pistacchio, pancetta croccante.
La Scapriccianera: impasto al carbone vegetale, alici del Mar Cantabrico.
Alice nelle Meraviglie: alici fresche del Golfo di Napoli, provola, lime e pepe — premiata come Pizza dell’Anno.
Ogni creazione racconta una Napoli che si evolve senza perdere le sue radici, e in cui la pizza diventa “gesto d’arte”.
Oltre la pizza
La pizzeria offre anche i classici fritti partenopei – montanara, frittatina, arancino – ciascuno preparato con la stessa cura riservata al lievitato. Non mancano abbinamenti pensati tra pizza, vino, birra e cocktail: una Napoli contemporanea che conversa con champagne rosé o un Negroni firmato.
E ancora: il progetto J’ham esplora la carne di qualità reinterpretata in chiave gourmet. Un “pagnottiello” napoletano con carni pregiate come Chianina, Fassona, suino nero del Cilento, e ingredienti stagionali, tra street‑food e fine dining.
Stile, calore, racconto
Il locale di via Giotto sarà pronto per accogliere gli ospiti in un’atmosfera curata ma accogliente: forni a vista, luci studiate, arredi che parlano di passione, rigore e bellezza. Ogni dettaglio è stato pensato per raccontare una storia — quella di un pizzaiolo che ama Napoli e la pizza per davvero.