Luis Federico Leloir

Perchè in Sud America la salsa rosa è ancora oggi conosciuta come “salsa golf”?
Più di una sono le ipotesi su chi sia l’inventore della salsa rosa ma la più stimata sostiene che sia l’argentino Luis Federico Leloir.
Golf Club di Mar del Plata
Si racconta che il suo scopritore, il futuro biochimico Leloir, fosse stanco di mangiare gamberetti sempre accompagnati da maionese. Così, negli anni ’20, mentre si trovava con i suoi amici al Golf Club di Mar del Plata, chiese ad un cameriere di poter usare gli ingredienti di cui disponeva la cucina. Fece vari tentativi con aceto, limone, senape e poi decise per una combinazione di maionese e ketchup. Gli amici la chiamarono “salsa golf “ed il mix di Leloir in breve tempo conquistò tutta l’Argentina. Nel mondo ne nacquero poi tantissime versioni.
Il giovane autore della salsa cocktail andò oltre la sua invenzione culinaria: dedicò la sua vita alla ricerca medica.
Riconoscimenti
Nel 1970 vinse il prestigioso Premio Nobel per la Chimica “per le sue scoperte sui nucleotidi dello zucchero e il loro ruolo nella sintesi dei carboidrati”.
Grazie a lui siamo venuti a conoscenza delle intolleranze alimentari, della stretta relazione tra il cibo ed il nostro benessere, dell’importanza dell’alimentazione nella nostra vita.
Creò l’“Instituto de Investigaciones Bioquímicas” dove proseguì le sue ricerche fino alla morte nel 1987, cinque anni dopo aver ricevuto la “Legione d’Onore francese”. Leloir era nato infatti nel 1906 a Parigi dove i genitori si erano recati per motivi di salute.
La Recoleta
La sua fama gli è valsa la sepoltura nel cimitero della Recoleta di Buenos Aires, il più famoso cimitero storico argentino situato nel quartiere omonimo.
La tomba di famiglia è una delle più visitate del cimitero per il celebre argentino che vi riposa e per la sua struttura.
La cupola poggia su una base in granito e mosaici arricchiscono l’interno e l’esterno della ricca cripta.
Una viaggio nella capitale argentina non può non includere una visita alla Recoleta e un omaggio ad uno suoi più illustri ospiti.