La XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro, guidata dal tema “Il mondo salvato dai ragazzini”, prende in prestito le parole di Elsa Morante per costruire un programma che guarda al futuro attraverso immaginazione, formazione e partecipazione. Più che una semplice fiera editoriale, il Salone conferma la sua identità di esperienza diffusa: incontri, laboratori, dialoghi e performance hanno attraversato i padiglioni del Lingotto allargandosi nella città, intrecciando letteratura, arte, ambiente, innovazione e società. Come sottolinea la direttrice editoriale Annalena Benini, il Salone diventa “uno spazio internazionale per cominciare, per incontrarsi, per continuare”.
L’edizione 2026 è cresciuta nei numeri e nell’ambizione culturale, ma soprattutto nella capacità di coinvolgere nuove generazioni di lettori. Un approccio emerso chiaramente dalla programmazione: centinaia di appuntamenti dedicati a bambini, studenti e famiglie, con laboratori che hanno affrontato temi contemporanei come sostenibilità, consenso, inclusione, linguaggio digitale e rapporto con la natura.
Tra gli eventi più significativi spiccano gli incontri dedicati all’ambiente e alla relazione tra uomo e territorio. Dal laboratorio “Aktè – Laboratorio del mare” che unisce arte e consapevolezza ambientale, fino agli appuntamenti sulla montagna sostenibile e sui cambiamenti climatici il Salone ha intercettato una sensibilità sempre più centrale anche nel mondo enogastronomico contemporaneo: quella della cura del paesaggio e delle comunità.
L’identità culturale italiana
Non è mancata una riflessione sull’identità culturale italiana e sui territori. Emblematico il laboratorio “L’Italia e i suoi segreti”, dedicato alle tradizioni regionali, ai monumenti e ai piatti tipici del Belpaese: un viaggio che ha raccontato l’Italia anche attraverso il patrimonio gastronomico e le culture locali.
Il Salone si è confermato inoltre luogo privilegiato di dialogo tra editoria e innovazione. Intelligenza artificiale, diritti d’autore, linguaggi digitali e trasformazioni della comunicazione sono stati temi centrali di workshop e incontri professionali, segno di un settore che guarda al futuro senza rinunciare alla propria funzione culturale.
Accanto alla riflessione, resta forte la dimensione emotiva e narrativa dell’evento: dalle celebrazioni per i cento anni di Winnie the Pooh ai reading poetici, dai grandi autori internazionali ai laboratori di illustrazione e fumetto, il Salone come sempre costruisce un racconto collettivo in cui la cultura diventa esperienza sensoriale e relazione umana.
In un’Italia sempre più attenta ai linguaggi del gusto, della sostenibilità e delle identità territoriali, il Salone del Libro di Torino si conferma anche un osservatorio privilegiato sui cambiamenti culturali che attraversano il nostro Paese. Perché oggi, proprio come accade nell’enogastronomia contemporanea, anche l’editoria cerca nuove forme di comunità, autenticità e memoria condivisa.