Posizione Strategica
Nel cuore pulsante dell’Alta Badia, a 2000 metri di quota, sorge il Rifugio Col Alt, una gemma gastronomica incastonata nel paesaggio dolomitico più suggestivo. La struttura occupa una posizione strategica, proprio accanto all’arrivo della cabinovia Col Alt, che da Corvara porta comodamente escursionisti, sciatori e buongustai verso questa cima che sovrasta il paese e fa da ingresso allo Skicarosello della Val Badia.
Il Col Alt rappresenta infatti il simbolo di Corvara: offre un punto di osservazione eccezionale sulla valle sottostante e sui maestosi gruppi montuosi circostanti. Da questa postazione panoramica in una giornata limpoida lo sguardo spazia liberamente sui gruppi del Sella, della Marmolada e delle Dolomiti di Fanes, regalando uno spettacolo naturale di rara bellezza sulle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Unesco che accompagna ogni momento della giornata, dall’alba al tramonto.
Impianto di Risalita
L’impianto di risalita Col Alt vanta una storia leggendaria nell’ambito degli sport invernali italiani. Si tratta infatti del primo impianto di risalita costruito in Italia, risalente al lontano 1946, un primato che conferisce a questa infrastruttura un valore storico e affettivo per tutti gli appassionati ella montagna. L’inizio è però ancora precedente, seppur di pochi anni: già nel 1938 fu infatti realizzata una rudimentale, ma funzionante slittovia, progettata per portare i primi intrepidi sciatori in cima al Col Alt.
Oggi l’impianto si è evoluto in una moderna ovovia a 8 posti che garantisce velocità, comfort e sicurezza durante la risalita. Il tragitto si snoda attraverso paesaggi di incomparabile bellezza sopra la vallata di Corvara e offre ai passeggeri un’anteprima delle meraviglie che li attendono in quota. Durante i mesi estivi, la cabinovia rappresenta un’alternativa ecologica e panoramica per raggiungere il rifugio, evitando le fatiche di lunghe camminate in salita e permettendo a tutti, indipendentemente dalle capacità atletiche, di godere delle bellezze alpine.
La posizione del rifugio lo rende facilmente accessibile non solo come meta finale, ma anche come punto di partenza per numerose escursioni e come tappa strategica lungo i percorsi dello Skicarosello, un crocevia naturale per gli amanti della montagna, sia in estate che in inverno.
Storia del Rifugio
Le origini del Rifugio Col Alt affondano le radici nella tradizione alpinistica e turistica dell’Alta Badia. Il primo nucleo della struttura nacque nel 1938, contemporaneamente alla costruzione della primitiva slittovia. Fin da quei primi anni, il rifugio offriva già la possibilità di ristorarsi, rappresentando un punto di riferimento essenziale per gli appassionati di montagna che si avventuravano su queste vette.
Nel corso degli anni, la struttura ha subito una costante evoluzione, adattandosi alle crescenti esigenze del turismo alpino e alle mutevoli aspettative degli ospiti. Ogni epoca ha lasciato il suo segno, contribuendo a plasmare l’identità unica del rifugio, che ha saputo mantenere il fascino della tradizione montanara pur abbracciando l’innovazione e la modernità con molti interventi, l’ultimo dei quali nel 2005.
Evoluzione della gestione
Il punto di svolta nella storia del rifugio si è verificato quando Fabio Targhetta da Castelfranco Veneto ha assunto la gestione della struttura. Fin dal suo arrivo ha nutrito un sogno che si è trasformato in un progetto ben preciso: trasformarlo da semplice punto di ristoro a locale dalla gastronomia gourmet in alta quota, coniugando l’atmosfera autentica e accogliente della tradizione alpina con l’eccellenza culinaria per creare un’esperienza gastronomica on grado di competere con i migliori ristoranti della valle, pur mantenendo l’anima genuina del rifugio di montagna.
Sono stati necessari nel corso degli anni investimenti significativi tanto nell’aspetto architettonico e nell’arredamento quanto nell’equipaggiamento delle cucine e nella formazione del personale. Il risultato è un ambiente che riesce a coniugare perfettamente il calore e l’ospitalità tipici dei rifugi alpini con standard qualitativi che non hanno nulla da invidiare alla ristorazione di lusso cittadina.
L’evoluzione del rifugio riflette anche i cambiamenti più ampi che hanno interessato il turismo dolomitico negli ultimi decenni. Da una fruizione prevalentemente stagionale legata agli sport invernali, si è passati a una proposta che copre tutto l’arco dell’anno, con particolare attenzione alle attività estive di escursionismo e mountain bike. Questo ha richiesto un continuo adattamento dell’offerta gastronomica e dei servizi, sempre nel rispetto delle radici storiche e culturali del territorio, e naturalmente una serie di ampliamenti: oggi nelle due sale ai diversi piani e sulla soleggiata terrazza esterna prospiciente il gruppo del Sella c’è spazio per un centinaio di coperti.
Eccellenza gastronomica ad alta quota
Il Rifugio Col Alt ha raggiunto oggi una reputazione che va ben oltre i confini dell’Alta Badia, affermandosi come un ristorante gourmet a 2000 metri di quota, come risultato di un lavoro meticoloso portato avanti in collaborazione con lo chef Enrico Vespani, veneto di Spinea. La cucina del rifugio si distingue per l’attenzione alla qualità degli ingredienti, rigorosamente selezionati e di prima scelta. Ogni piatto che esce dalle cucine rappresenta un equilibrio tra tradizione e innovazione, dove le ricette della gastronomia ladina e altoatesina vengono reinterpretate con fantasia e creatività, senza mai tradire l’autenticità dei sapori originali.
Lo chef ha saputo dare vita a creazioni culinarie che stupiscono tanto per l’inventiva quanto per l’eccellente esecuzione tecnica. I piatti sono curati nei dettagli anche dal punto di vista della presentazione, trasformando ogni portata in un’opera d’arte che appaga prima la vista e poi il palato. L’attenzione estetica non è mai fine a se stessa, ma serve a esaltare ulteriormente i sapori e i contenuti dei singoli ingredienti.
Proposte gastronomiche
Il saluto della cucina è originale: un olio di cultivar tonda iblea dalla provincia di Ragusa all’estremità meridionale della Sicilia, produzione propria di sole 4000 bottiglie dell’azienda di famiglia Greta-Sofia, dove Fabio Targhetta si ritira nei momenti di pausa tra la stagione estiva e quella invernale.
La proposta gastronomica spazia dai grandi classici della cucina alpina fino a creazioni più innovative che nascono dalla collaborazione con chef stellati di fama internazionale. Un esempio emblematico è rappresentato dai tagliolini di pasta fresca avvolti in una vellutata crema, nati dalla collaborazione con lo chef Pier Giorgio Parini nell’ambito della rassegna “Sciare con gusto” che per anni ha fatto dell’Alta Badia la capitale della ristorazione di alta classe sulla neve.
Tra i piatti più apprezzati della carta troviamo le reinterpretazioni creative degli gnocchi di ricotta, preparati secondo la tradizione ladina, ma arricchiti con accostamenti che ne esaltano la delicatezza. I canederli, altro simbolo della gastronomia altoatesina, vengono proposti in versioni che spaziano dalla più classica preparazione con speck e formaggio a varianti innovative che incorporano ingredienti di stagione e tecniche di cottura moderne.
La selvaggina occupa un posto d’onore nella carta del rifugio, con preparazioni che valorizzano i sapori intensi e genuini della fauna alpina. Il cervo e il capriolo vengono lavorati con maestria, spesso accompagnati da salse elaborate che ne bilanciano il gusto deciso senza coprirlo. Le preparazioni di pesce di lago e di torrente rappresentano un’altra specialità della casa, con trote e salmerini cucinati con tecniche che ne preservano la delicatezza esaltandone il sapore naturale.
Grande scelta di vini
La carta dei vini del rifugio merita una menzione particolare, con una selezione curata che privilegia le etichette della provincia e del Nord Italia, senza trascurare alcune eccellenze internazionali. La cantina vanta una lunga lista di bottiglie che spaziano dai vini bianchi aromatici della tradizione locale, perfetti per accompagnare i piatti di pesce e le preparazioni più delicate, fino ai rossi corposi e strutturati ideali per la selvaggina e i formaggi stagionati. Tra le 4000 bottiglie ci sono tante bollicine: diversi metodo classico dell’Alto Adige, Trento DOC, bollicine dell’Alta Langa, ribolla gialla spumantizzata, Franciacorta, numerosi Champagne, ben quattro pagine di cui due millesimati, e poi quattro pagine di vini bianchi dell’Alto Adige, poi bianchi del Trentino, Friuli, Piemonte, Abruzzo, Marche, Umbria, Calabria, Campania, Sicilia, ma anche Francia e diverse regioni di Austria e Germania. Poi naturalmente la monumentale carta dei vini continua con i rossi e nuovamente declina tutta la geografia enologica d’Italia.
Il riconoscimento più prestigioso dell’eccellenza raggiunta dal Rifugio Col Alt è arrivato con l’inserimento nella Guida Michelin Italia 2025, un traguardo che conferma la qualità dell’offerta gastronomica e la posiziona tra i migliori ristoranti del territorio, un coronamento di anni di lavoro dedicato alla ricerca dell’eccellenza, ma anche un impegno per il futuro a mantenere e possibilmente superare gli standard qualitativi raggiunti.
Info: www.altabadia.org
Ristorante Rifugio Col Alt
Col Alt, Corvara in Badia(BZ)
Tel. 0471 836324
Email: info@rifugiocolalt.it