Il Salone Internazionale del Libro di Torino si conferma anche quest’anno un crocevia di culture, linguaggi e territori. Tra gli stand più apprezzati dell’edizione 2025, spiccano quelli di Puglia e Campania, che hanno saputo coniugare tradizione e innovazione, offrendo al pubblico una ricchissima proposta culturale capace di raccontare l’identità profonda delle rispettive terre.
Puglia: storie di resistenza, paesaggi e futuro
La Puglia ha scelto di presentarsi al Salone con uno stand immersivo e poetico, ispirato alla luce calda dei suoi paesaggi e alla pietra bianca delle masserie.
Il tema dominante è stato “Radici e Orizzonti”, un invito a riscoprire le radici contadine, linguistiche e popolari della regione attraverso libri, incontri e performance. Grande successo ha riscosso la presentazione della collana Terre di Sud, promossa da editori indipendenti come Les Flâneurs Edizioni e Musicaos, che ha proposto romanzi, raccolte poetiche e saggi incentrati sulla Puglia rurale, la questione meridionale e l’emigrazione.
Molto apprezzato anche l’incontro con Grazia Di Bari, consigliera regionale delegata alla Cultura, che ha ribadito l’impegno della regione nel sostenere la filiera editoriale locale. Tra gli autori pugliesi più seguiti: Giuseppe Cristallo con il suo nuovo romanzo Le case che siamo stati, e Alessandra Minervini, che ha raccontato l’adolescenza femminile tra Bari e i sogni spezzati del Sud. Suggestiva anche la sezione dedicata ai dialetti e alle minoranze linguistiche, con una rassegna di poesia in grico e in salentino, e laboratori per bambini ispirati alle fiabe tradizionali.
Campania, Napoli: memoria e rinascita culturale
La Campania ha incantato i visitatori con uno stand dinamico, dominato da colori vivaci, citazioni di autori partenopei e fotografie d’autore. Il cuore dell’allestimento era una “piazzetta letteraria” dove, tra un caffè e un libro, si sono alternate voci del panorama culturale campano. A trionfare è stata Napoli, protagonista di numerose novità editoriali. Dai noir ambientati nei Quartieri Spagnoli fino ai saggi storici su Masaniello e la Napoli borbonica, i libri hanno restituito una città polifonica, viva, piena di contraddizioni e meraviglie.
Tra gli incontri più seguiti, quello con Maurizio De Giovanni, che ha presentato un’anteprima del suo prossimo romanzo e dialogato con il pubblico sull’evoluzione della narrazione urbana. Non sono mancate le eccellenze dell’entroterra: dai racconti ispirati all’Irpinia post-sisma, fino ai reportage letterari sul Cilento. Grande emozione anche per la presentazione del progetto “Letture d’Appennino”, promosso dalla Regione per portare i libri nei piccoli borghi con bibliobus e festival diffusi. Molto apprezzata la presenza dei piccoli editori campani, come Homo Scrivens e Colonnese, che hanno saputo raccontare con cura storie locali, recuperando archivi dimenticati e valorizzando nuovi talenti.
Due regioni, un cuore letterario comune Puglia e Campania, pur diverse per geografia e narrazione, hanno mostrato un’anima comune: quella di un Sud che scrive, legge, si racconta e si reinventa. Entrambe hanno saputo conquistare il pubblico del Salone con proposte autentiche, curate e profondamente legate ai territori. Non solo editoria, ma anche cultura come presidio di comunità, veicolo di memoria e speranza. Un messaggio potente che, in un Salone sempre più aperto al mondo, ha saputo lasciare un segno.